Mostre: apre 'Le stanze di Tato Russo,gli anni del coraggio'

De Luca, omaggio doveroso da parte delle istituzioni

(ANSA) - NAPOLI, 13 GIU - E' stata presentata stamattina, nella sede della Regione Campania, la mostra/omaggio a Tato Russo, una delle figure più significative della storia del teatro non solo napoletano. A presentarla con il governatore Vincenzo De Luca c'erano l'assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele e il critico teatrale Giulio Baffi, curatore della mostra insieme a Marialuisa Firpo e Gabriella Grizzuti.
    "Le stanze di Tato Russo. Gli anni del coraggio" è stata realizzata dal Teatro Bellini con la Regione Campania e il Comune di Napoli, in collaborazione con la Scabec e sarà visitabile a Castel dell'Ovo gratuitamente da domani 14 giugno fino al 28 luglio.
    "L'omaggio a Tato Russo era doveroso da parte delle istituzioni - ha sottolineato De Luca -. La sua capacità di essere un artista straordinario e di essere sempre un uomo libero, ne fa una delle figure della cultura e della società a cui guardare con rispetto e ammirazione. Quello che è riuscito a realizzare con il Bellini, che oggi è uno dei teatri più importanti d'Italia, è la testimonianza di una grande passione, motore inarrestabile che gli permette di raggiungere i suoi obiettivi".
    "Il suo carattere così forte e complesso, incarna perfettamente l'anima migliore di questa città - ha ricordato Daniele - Il titolo della mostra richiama uno degli eventi teatrali degli anni Ottanta, che fu realizzato al Borgo Marinaro da un'idea di Tato Russo: nel settembre dell'84 furono oltre ventimila gli spettatori che in tre giorni parteciparono all''evento' sulla storia della Piedigrotta Napoletana con più di 450 tra attori e tecnici".
    Emozionato Tato Russo presente alla conferenza stampa e alla preview per i giornalisti. "Ringrazio per questo omaggio e per l'amore che sento intorno a me. Ho iniziato negli anni Settanta, un tempo senza video e molte testimonianze e ricordi di quel periodo sono solo audio. Anni difficili in cui c'era solo Eduardo e poco più. Anni di scommesse sociali, civili, politiche". La mostra è un percorso di invenzioni e di testimonianze, arricchito da installazioni, da proiezioni, suggestioni sonore, creazioni scenografiche, costumi, bozzetti, maquettes, oggetti come vere opere d'arte, provenienti da memorabili spettacoli. Un percorso che si snoda nei diversi ambienti di Castel dell'Ovo in un itinerario di conoscenza, in cui il visitatore viene guidato dalla voce stessa di Tato Russo.
    Attraverso ricordi, emozioni, oggetti di scena si anima così il racconto di un'avventura di teatro e di vita, che per Tato Russo non hanno conosciuto mai una separazione artistica.
    L'esposizione si sviluppa in "stanze" immaginate come emozioni, in cui viene rivelato il Tato artista, attore, regista, scrittore, saggista. Così nella stanza dedicata a /L'Uomo si incontra un ambiente interamente dedicato ai suoi scritti e alle sue letture in cui il visitatore potrà sfogliare pagine, appunti, copioni, scritti.
    Ma potrà anche, tra le "visioni ritrovate" dei suoi spettacoli, entrare in contatto con le sue emozioni più terrene segretamente conservate nel camerino: un ambiente soffuso in cui sono esposti i suoi oggetti (gli amuleti, il baule, le foto) riproduce, in chiave rivisitata, l'idea del primo camerino del Teatro Bellini.
    La sala delle Carceri è dedicata anche ai costumi e agli oggetti di scena. Tanti costumi esposti o proiettati avvolgono il pubblico in un'atmosfera magica. I plastici degli spettacoli e i bozzetti di scena di Aldo De Lorenzo, Tonino Di Ronza e Renato Lori, sono invece esposti nella Sala Sirena /Il Teatro insieme alla Maschera di Pulcinella che Tato Russo ha interpretato otto volte. Un'intera parete, inoltre, è dedicata ai mille artisti e tecnici che hanno lavorato con lui in tutti questi anni. Nell'ultima sezione della mostra /Il Sognatore è messo al centro il Tato Russo visionario: le sue poesie, il gusto della polemica, la musica.
    Il ricordo di quell'opera metafisica che lui portò proprio in questi luoghi: lo spettacolo sulla storia della Piedigrotta Napoletana che ruppe i classici schemi di palco, quinte e compagnia. Nell'itinerario espositivo sarà dedicato uno spazio speciale anche allo sguardo di chi ha osservato il lavoro di Tato Russo attraverso l'obiettivo, con le foto di Tommaso Le Pera e di Fabio Donato. Nella sala proiezioni, che chiude il percorso di visita, ogni giorno verranno riprodotti filmati di alcune tra le opere più famose dell'artista. (ANSA).
   

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