Clima: Greenpeace, governo bocciato perchè non fa abbastanza

Attivisti con striscioni con volti di Conte, Salvini e Di Maio

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 14 MAR - Otto attivisti di Greenpeace sono entrati in azione nelle ultime ore in Val Visdende, in una zona devastata lo scorso autunno da una tempesta che ha provocato vittime e sradicato milioni di alberi, e in un'area rasa al suolo dalla furia dei venti hanno composto la gigantesca scritta "Cambiamenti climatici: governo bocciato".

Lo rende noto l'associazione ambientalista spiegando che è stato aperto anche uno striscione con scritto "Governo del cambiamento climatico" raffigurante i volti di Conte, Salvini e Di Maio. Greenpeace manda un chiaro messaggio al governo in carica, che "non sta facendo abbastanza per difendere i cittadini dai cambiamenti climatici".

Oggetto della protesta, spiega la ong, è la bozza di Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec), recentemente presentato dal governo e che, secondo Greenpeace, "replica - a volte addirittura peggiorandole - le insufficienti strategie dei precedenti governi, puntando tutto sul gas e ignorando lo sviluppo delle energie rinnovabili". Per l'organizzazione ambientalista "è sconfortante inoltre che in questo documento non siano nemmeno menzionati gli obiettivi di completa de-carbonizzazione dell'Italia entro il 2050. Nonostante gli annunci, il governo Conte ha presentato un piano in sostanziale continuità con la Strategia Energetica Nazionale presentata dal governo Gentiloni e redatta da Calenda", dichiara Luca Iacoboni, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. "Fa specie che il Movimento 5 Stelle, che a suo tempo aveva definito vecchia e inadeguata la Strategia Energetica del governo Gentiloni, ora presenti un piano sostanzialmente identico in moltissimi dei suoi punti. Tutto questo mentre di fatto il governo prosegue col folle progetto di voler trasformare l'Italia in un hub del gas".

Il Pniec non è ancora nella sua forma definitiva e per questo Greenpeace chiede "con urgenza una correzione di rotta. Sono gli scienziati a dirci che dobbiamo arrivare a emissioni nette zero massimo entro il 2050 a livello mondiale, e che abbiamo la tecnologia per farlo. Quello che manca è la volontà politica", conclude.

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