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Centrali, nuove insidie politiche per i peaker gas

Interrogazione M5S contro i progetti a Brindisi (ma il Movimento contesta anche la soluzione biocarburanti per Termini Imerese). Il sindaco di Monfalcone tiepido su proposta A2A. Intanto il Mise pubblica il rapporto sulle autorizzazioni (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - Prosegue l’azione degli oppositori ai peaker gas. 

Se di recente Greenpeace, Legambiente e Wwf hanno scritto al ministro Costa esprimendo preoccupazione per la "proliferazione" di progetti, sul fronte politico il principale protagonista resta il Movimento 5 Stelle, ma anche la sindaca leghista di Monfalcone appare tiepida sulla proposta di A2A. Mentre i sindacati ribadiscono per contro il loro favore alla conversione a carbone con il gas, peraltro supportata da progetti su FV, economia circolare e accumuli.

Andiamo con ordine.

Dopo la mozione annunciata a giugno, M5S ha presentato sempre in Senato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico contro i progetti a Brindisi di Enel e A2A. “E’ incredibile che si propongano impianti termoelettrici a metano mentre nel contempo in Italia si chiudono 11.000 MW con alimentazione similare”, affermano i 5 senatori (Romano, Mininno, Turco, Ortis e Donno).

Per la centrale A2A di Brindisi Nord si chiede ai ministri se “ritengano necessario lo smantellamento dei gruppi 1 e 2 nonché di quelli 3 e 4 dismessi nel 2012, con la conseguente bonifica di tutte le matrici
ambientali, ivi incluse le acque di falde”. Per Brindisi Sud la richiesta è di “intervenire in ordine a quella che viene impropriamente definita soluzione transitoria, atteso che il turbogas perpetuerebbe la combustione di fossili e il conseguente inquinamento fino al 2040-2045”. Secondo i senatori M5S bisognerebbe invece “prendere in considerazione l'alternativa individuabile nella bonifica e nella riqualificazione del territorio di cui Enel deve farsi carico, negli impianti da fonti rinnovabili concentrati nei 270 ettari di proprietà Enel, nel solare diffuso e nella riconversione economica, misure in linea con gli interessi generali che garantirebbero un'occupazione ad alto valore aggiunto di rilevanti dimensioni nell'interesse generale del territorio salentino”.

Il Movimento mette però nel mirino anche il progetto Futur-E a Termini Imerese, in particolare l’accordo raggiunto da Enel con Cancascì Petroli (ora incorporata nella Levantoil) per realizzare nell’area della centrale un “progetto industriale per trasformazione, stoccaggio e commercializzazione di biocarburanti, prevedendo il recupero funzionale dei serbatoi e del pontile, con relative opere di ristrutturazione”. Iniziativa su cui per due volte il Comune ha espresso parere negativo, sottoposto al giudizio del Tar in seguito al ricorso di Enel.

Loredana Russo (M5S) ha presentato sempre al Senato un’interrogazione volta a “prevenire i danni di carattere ambientale” dovuti a suo avviso al previsto attracco “di circa 10 petroliere all’anno” e a “un intenso traffico gommato per il relativo commercio degli idrocarburi lavorati”. Il sottosegretario Mit Michele Dell’Orco ha risposto affermando che “tutti gli aspetti amministrativi, anche di natura urbanistica e ambientale, potranno avere adeguata valutazione nell'ambito del procedimento amministrativo di competenza della Regione Siciliana, che sarà attivato quando il progetto di riconversione della limitata area del sito sarà formalmente presentato”.

Risposta che ricorda come a decidere sulle autorizzazioni siano alla fine Governo e Regioni, più che i Comuni. Circostanza di cui è conscia la sindaca leghista di Monfalcone, Anna Cisint. In merito alla centrale, la prima cittadina ha sottolineato che “stiamo elaborando il nuovo Piano regolatore e quell'area secondo le indicazioni del Comune non prevede alcun polo energetico, ma aree dedicate alla portualità”. E di questo “ne discuteremo con A2A, il padrone di casa, non è detto che ce la facciamo, ma vogliamo tentare”.

Dai sindacati arriva invece un rinnovato appoggio ai progetti sui peaker, in questo caso quello dell’utility lombarda a Brindisi. Flaei-Cisl e Uiltec si sono infatti unite al commento favorevole di mercoledì scorso della Filctem- Cgil dopo l'incontro che si è tenuto con A2A presso la centrale. I sindacati hanno parlato di tre filoni di investimento nell’area: un “progetto dei compensatori sincroni, già in fase operativa”, uno “per il recupero del vetro e della plastica, rispondente agli obiettivi di un’economia circolare” e infine la realizzazione “di un ulteriore impianto fotovoltaico che, insieme a otto motori endotermici funzionanti a gas, soddisferà la richiesta di energia rinnovabile di punta da parte di Terna, anche attraverso un sistema di accumulo energetico elettrochimico”.

A proposito di storage, nella consueta relazione annuale del Mise sulle autorizzazioni per le centrali oltre i 300 MW (aggiornata al 31 marzo scorso) da segnalare il progetto di Engie da 6 MW nell’impianto piemontese di Leinì. L’obiettivo è principalmente quello di incrementare le prestazioni dinamiche del Ccgt nel servizio di regolazione di frequenza.

Nella relazione non figurano i vari progetti per i peaker (presentati dopo marzo, e in alcuni casi sotto la soglia dei 300 MW) ma si ricordano i due per Ccgt ancora in corso: quello Edison per gli 810 MW di Presenzano, autorizzato a maggio e quello di Luminosa da 385 MW a Benevento. In quest’ultimo caso la querelle alla giustizia amministrativa si è chiusa con il decreto di perenzione della causa emesso dal CdS a febbraio, per cui la società proponente dovrebbe comunicare l’avvio lavori nei termini previsti per non far decadere l’autorizzazione del Mise.