Covid: Omm, riduzioni inquinamento localizzate e temporanee

Tempeste di sabbi e incendi hanno influito su qualità dell'aria

Redazione ANSA GINEVRA
(ANSA) - GINEVRA, 03 SET - Il Covid-19, e le misure di confinamento che lo hanno accompagnato, si è rivelato un "esperimento non pianificato" sulla qualità dell'aria: la pandemia ha condotto a riduzioni dell'inquinamento, ma solo localizzate e temporanee, ha affermato oggi l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm). "Una pandemia non sostituisce un'azione sostenuta e sistematica per affrontare i principali fattori trainanti dell'inquinamento e del cambiamento climatico", ha affermato Petteri Taalas, segretario generale dell'Omm commentando l'ultimo bollettino sulla qualità dell'aria e sul clima pubblicato oggi a Ginevra.

Lo studio dell'Omm sottolinea l'intima e complessa connessione tra qualità dell'aria e cambiamento climatica. Se durante i periodi di "lockdown" per contenere il Covid-19 alcune emissioni inquinanti sono diminuite, gli eventi meteorologici estremi alimentati dal cambiamento climatico "hanno innescato tempeste di sabbia e polvere e incendi che hanno influito sulla qualità dell'aria", afferma l'Omm. Inoltre benché il calo di inquinanti nell'atmosfera è positivo per la salute umana, alcune particelle, quali ad esempio l'aerosol di solfati, hanno un impatto sostanzialmente raffreddante e la loro riduzione può contribuire ad accentuare il riscaldamento globale, ha spiegato Oksana Tarasova, capo della Divisione di ricerca sull'ambiente atmosferico dell'Omm. E' quindi necessaria politica climatica e della qualità dell'aria coerente e integrata.

Lo studio dell'Omm ha analizzato i cambiamenti nella qualità dell'aria relativi ai principali inquinanti. L'Omm ha osservato diminuzioni fino a quasi il 70% dei livelli medi di diossido di azoto e un calo del 30- 40% dei livelli medi di particolato minuscolo (PM2,5) nell'aria durante le misure di confinamento del 2020, rispetto agli stessi periodi del 2015 al 2019. Ma i livelli di ozono sono rimasti a livelli simili o addirittura sono aumentati in alcune zone. I livelli di monossido di carbonio sono diminuiti in tutte le regioni. Tuttavia, vasti incendi, dall'Australia, alla Siberia e Stati Uniti, hanno generato concentrazioni anormalmente elevate di Pm 2,5 in diverse parti del mondo. (ANSA).

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