Chicco Testa, il settore rifiuti è bloccato dal 'nimby'

Presidente Assoambiente, mancano impianti, non si riesce a farli

Redazione ANSA RIMINI

In Italia mancano gli impianti per il trattamento dei rifiuti, ma non si riesce a costruirne di nuovi per pastoie burocratiche e per una cultura nimby che permea tutta la società, dai cittadini alla magistratura fino ai politici. La denuncia viene da Chicco Testa, storico ambientalista e politico, poi presidente dell'Enel e oggi presidente di Assoambiente, l'associazione delle imprese che trattano i rifiuti.
    Parlando con l'ANSA a Rimini, alla fiera della green economy Ecomondo-Key Energy, Testa è partito dagli incendi dei depositi di rifiuti in plastica. "I mercati neri, compresi gli stoccaggi irregolari, nascono quando non c'è un'offerta di mercato regolare. C'è un deficit impiantistico, oppure gli impianti ci sono, ma sono troppo cari. Se noi avessimo un'offerta legale a prezzi ragionevoli, nessuno avrebbe bisogno di fare stoccaggio o incendiare".
    La carenza di impianti ha vari motivi. "Procedure autorizzative complicatissime, una pianificazione pubblica oppressiva che vuole decidere lei quanti impianti devi fare. E poi c'è il fattore nimby (acronimo inglese per 'not in my backyard', 'non nel giardino di casa mia', n.d.r.). C'è il nimby dei comitati ambientalisti o pseudo ambientalisti. C'è il nimby dei politici. C'è un nimby dovuto ad alcuni comportamenti scorretti di alcune imprese, che hanno gettato una luce negativa sul settore. E c'è il nimby della magistratura. Noi siamo passati da 1.000 procedimenti di argomento ambientale di dieci anni fa a 13.000 dell'anno scorso. Più del 50% si concludono con un nulla di fatto".
    Secondo Testa "manca una politica che sia autorevole, che spieghi ai cittadini che l'economia circolare non significa che i rifiuti evaporano. L'economia circolare significa che hai bisogno di impianti, di tecnologia, di ricerca scientifica".
    Il presidente di Assoambiente è critico anche con il ministro dell'Ambiente, il cinquestelle Sergio Costa. "Il ministro continua ad avere questa preclusione contro i termovalorizzatori. Ma anche se tu porti la raccolta differenziata in tutta Italia al 70%, dell'altro 30% che ne fai? Hai due sole scelte: o la discarica o il termocombustore. Io preferisco il termocombustore perché è meno inquinante della discarica. Ci sono i dati Ispra che fanno vedere che il contributo di questi impianti all'inquinamento atmosferico è trascurabile".
    Testa racconta di Roma che "manda 170 camion al giorno di rifiuti organici a Padova, 1.500 km fra andata e ritorno, con una quantità di emissioni. Dov'è il vantaggio ambientale? E poi la Raggi non vuole che venga costruito un impianto di compostaggio vicino a Roma! Ci sono rifiuti che partono dalla Sicilia per andare a Bergamo. In Sicilia non hanno un termovalorizzatore, non hanno un impianto per trattare le biomasse".
    Eppure, secondo Testa, "noi in Italia come economia circolare siamo in assoluta avanguardia, ce la battiamo con la Germania.
    Abbiamo le tecnologie, abbiamo impianti bellissimi, abbiamo gente pronta ad investire. Bisogna liberare questo settore".
   

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