Bergonzoni al Parco della Musica dal 6 al 9 dicembre

L'8 e il 9 ingresso gratuito previo ritiro voucher

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 29 NOV - Alessandro Bergonzoni arriva al Parco della Musica con due progetti: Trascendi e Sali, lo spettacolo in programma il 6 e 7 dicembre nella Sala Petrassi dell'Auditorium e TUTELA DEI BENI: CORPI DEL (C)REATO AD ARTE, la performance che l'artista presenterà al Museo Aristaios l'8 e 9 dicembre.
    "Trascendi e sali": un consiglio ma anche un comando o, forse, una constatazione dovuta ad una esperienza vissuta o solo un pensiero da sviluppare o da racchiudere all'interno di un concetto più complesso. Perché in fin dei conti Alessandro Bergonzoni in tutto il suo percorso artistico, che in questi anni l'ha portato oltre che nei teatri, nei cinema e in radio, nelle pinacoteche nazionali, nelle carceri, nelle corsie degli ospedali, nelle scuole e nelle università, sulle pagine di giornali quotidiani e settimanali, nelle gallerie d'arte e nelle piazze grandi e piccole dei principali festival culturali, Bergonzoni dicevamo è diventato un "sistema artistico" complesso che produce e realizza le sue idee in svariate discipline per, alla fine, metabolizzare tutto e ripartire da un'altra parte facendo tesoro dell'esperienza acquisita. E tutto questo ad un autore che non ha rinunciato alla sua matrice comica, mai satirica, aggiunge un'ulteriore, ovvia, complessità per il suo quindicesimo debutto teatrale.
    "Trascendi e sali" arriva infatti dopo "Urge" e "Nessi" spettacoli che hanno inciso profondamente Bergonzoni, in tutti i sensi, aprendogli artisticamente e socialmente strade sempre più intricate e necessarie. Uno spettacolo dove il disvelamento segue e anticipa la sparizione, dove la comicità non segue obbligatoriamente un ritmo costante e dove a volte le radici artistiche vengono mostrate per essere subito sotterrate di nuovo. "Trascendi e sali" come vettore artistico di tolleranza e pace, colmo di visioni che, magari, riusciranno a scatenare le forze positive esistenti nel nostro essere. Piuttosto che in avanti potrebbe essere, artisticamente, un salto di lato a dimostrazione che a volte per una progressione non è sempre necessario seguire una linea retta. Dove la carta diventa forbice per trasformarsi in sasso, dove il comico si interroga per confessare e chiedere e tornare a indicare quello che evidentemente lui vede prima degli altri.
    Forse dall'alto delle sue scenografie o nella regia condivisa con Riccardo Rodolfi. Forse. Sicuramente. Sicuramente forse.
    Dopo il debutto avvenuto nella Pinacoteca Nazionale di Bologna all'interno di Art City 2015 e le repliche alla Pinacoteca di Brera, alle Gallerie dell'Accademia di Venezia alla Galleria Estense di Modena e agli Uffizi di Firenze, Alessandro Bergonzoni riproporrà al Museo Aristaios dell'Auditorium Parco della Musica di Roma l'installazione performativa "TUTELA DEI BENI: CORPI DEL (C)REATO AD ARTE (il valore di un'opera, in persona)", esposizione-proiezione-intervento sul tema della tutela del 'corpo del (c)reato' anche come bene artistico.
    L'intervento nasce da una riflessione dell'artista su custodia e difesa dell'essere, dell'uomo nella sua bellezza, sacralità, inviolabilità e, in questo caso specifico, quando la creazione artistica è affidata alla cura dello Stato. La riproposizione di questo evento al Museo Aristaios è nata dall'esigenza di mettere in effettivo, reale e conseguente dialogo reperti della storia dell'arte, con il simbolo di altre storie, altre immagini, che sono comunque antropologicamente e spiritualmente arte. E per chiedersi come dice Bergonzoni: "Che rapporto c'è tra Ministero della Giustizia, dei Beni culturali, della Difesa e degli Interni? Tra 'stato e stato d'animo, tra linea di confine e 'non fine'? Qual è il collegamento tra bellezza e giustizia, tra opere d'arte che raccontano l'uomo come opera sublime? Tra Interni e interiori? Tra colpa e cultura? Danno e meraviglia? Diritti e arti? Il fine è conservare e valorizzare le forme, l'essenza e la consistenza nel suo insieme indiviso. Il tema, quello della delicatezza della 'presa in carico', con tutte le garanzie e le attenzioni di chi deve sovraintendere a questo scopo. Siamo tutti visitatori che contemplano la beltà della persona che resta comunque un'arte 'sacra', in ogni condizione della vita e della storia; da difendere e proteggere, ad ogni costo, dagli agenti esterni o da tutte le forme umane di depauperamento che la violino, la sfregino o addirittura la distruggano e la cancellino eternamente dal Museo Esistenziale dell'Arte, sempre aperto al mondo." (ANSA).
   

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