Presidi 'controllori': sindacati e dirigenti, via sanzioni

Sottosegretaria, valutiamo. Oltre 217mila i prof non vaccinati

Redazione ANSA ROMA

(di Valentina Roncati) (ANSA) - ROMA, 08 AGO - La 'mano pesante' del Green pass sulla scuola non riguarda solo docenti, supplenti, bidelli e personale di segreteria non in regola con la certificazione, ma si abbatte anche sui dirigenti scolastici: il mancato controllo, se non si assicura che coloro che varcano i cancelli dell'istituto che si dirige siano a posto con la normativa, comporterà, per il preside, il rischio di una multa da 400 a mille euro. Una novità, questa, che ovviamente crea malumore tra i diretti interessati e i sindacati di settore che chiedono di eliminarla velocemente. La politica ha intercettato il malessere e la sottosegretaria all'Istruzione Barbara Floridia, pur difendendo il provvedimento, interviene prontamente: "Sulle sanzioni ai presidi - dice - è in corso una riflessione politica perchè da più parti sono arrivate perplessità ed è possibile che in fase emendativa il Parlamento proponga modifiche alla norma".
    "Ne chiediamo al più presto il cambiamento - ribadisce dal canto suo la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi -, viene infatti previsto per il preside un nuovo profilo, quello dell'ispettore per la salute: non è possibile, i presidi svolgono un compito di indirizzo e leadership educativa e pedagogica, ogni distrazione fa un danno e non può essere individuato il dirigente per un adempimento che non attiene al suo ruolo". Più pragmatico Antonello Giannelli, che guida i presidi di Anp. "È normale che la violazione di un obbligo sia sanzionata. Dispiace però che questa misura sia stata adottata senza un preventivo confronto. E' inoltre inaccettabile - aggiunge - che ai dirigenti scolastici non siano assegnate le risorse umane che chiediamo da tempo, assolutamente necessarie per assolvere i compiti, sempre più numerosi, che vengono loro richiesti. Ed è ancora più inaccettabile che sui colleghi incombano molti più oneri che sugli altri dirigenti dello Stato, a fronte di una retribuzione nettamente inferiore". Lo Snals, con Elvira Serafini, prospetta il rischio caos, dal momento che, fa notare, gli istituti, già gravati da numerosi compiti, non dispongono di conoscenze e strumenti adeguati per attivare un processo sicuro ed affidabile di verifica del Green pass. "Tra l'altro - afferma Serafini - esiste il problema dei supplenti individuati dalle graduatorie di istituto che si avvicendano costantemente sui posti di insegnamento e su quelli Ata e per i quali il sistema della verifica comporta impiego di tempo e personale. Ed essendo il Green pass acquisibile anche tramite esito negativo del tampone, le scuole potrebbero trovarsi quotidianamente a gestire decine di verifiche". Il sindacato Anief lancia una petizione per invitare i parlamentari a cancellare la norma del decreto che estende il Green Pass al personale scolastico e agli studenti universitari ed annuncia che sono pronti i ricorsi "perché giuridicamente il provvedimento non è sostenibile, e peraltro è in contrasto con le indicazioni comunitarie". "Si va verso lo sciopero generale", annuncia il presidente Marcello Pacifico.
    Il decreto sull'obbligo del Green pass per la scuola prevede cento milioni per effettuare uno screening della popolazione scolastica e 358 milioni per pagare chi dovrà sostituire il personale "assente ingiustificato". Ma si tratta di risorse largamente insufficienti per i sindacati: il decreto ha previsto la copertura per poco meno di 50.000 non vaccinati, fanno notare, da settembre a dicembre, "dunque o la copertura è sottodimensionata oppure si è costruito questo provvedimento per 50 mila persone che su un totale di oltre 1 milione che lavorano nella scuola è una percentuale infinitesimale".
    Tra il personale scolastico, sono 217.870 i soggetti che ad oggi non hanno ricevuto neanche una dose di vaccino, pari a 14,87% ; la settimana scorsa erano 220.605. Aumenta intanto il numero di giovanissimi che si fanno vaccinare: quasi un milione di under 19 sono già vaccinati contro il Covid e nella fascia 16-19 anni uno su 2 ha fatto la prima dose. (ANSA).
   

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