Prada, anatomia del romanticismo sulla passerella di Milano Moda Donna

In passerella amore e paura, pizzo e militare, il nero e i fiori

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Anatomia del romanticismo sulla passerella di Prada alla Milano Fashion Week autunno-inverno 2019/2020. Disseziona l'idea stessa di ciò che è romantico, unendo i fiori e il militare, il pizzo e lo stivale da combattimento, la pelliccia colorata e il nero totale, in un'ideale storia d'amore dove convivono la tenerezza e la passione, il pericolo e la paura. Sulla passerella buia, rischiarata da luci cimiteriali, sfila un invito "all'unione di male e bene, forte e debole perché - spiega la stilista - sono tutti aspetti presenti nell'umanità'.
Se di asprezza se ne vede tanta, nei cappotti neri chiusi in vita da elementi metallici, nei combat boot e nei capispalla militari imbottiti, a ricordare che " viviamo in un momento pericoloso dove la violenza ci circonda e la guerra ci spaventa", anche "d'amore si parla molto", come di una necessità insita in ogni essere umano, ma anche con un certo idealismo. Ed ecco tornare il mostro Frankenstein, già citato nella collezione uomo, in passerella poche settimane fa, e qui finalmente riunito alla sua sposa, in un ideale ritratto di matrimonio ricamato su un abito nero. Ed ecco figure borderline, metà horror metà dolcissime, con le treccine come la Mercoledì della famiglia Addams o il cappotto di montone stile Cappuccetto rosso. Hanno la faccia truce e mettono la mantellina di pizzo, indossano l'abito con tralci di fiori stampati e applicati o il tubino di maglia con la saetta pop, la camicia bianca doppiata dal pizzo trasparente e la giacca militare dai volumi over. Il tutto a raccontare un'umanità fatta solo apparentemente di contrasti, come la colonna sonora che passa dal tema di Cenerentola alla versione strumentale di 'Bad romance' di Lady Gaga fino al soundtrack di 'X Files', ideale accompagnamento di una storia d'amore dark.
"Karl Lagerfeld ha detto che gli stilisti dovrebbero lavorare e stare zitti, invece - dice Miuccia Prada - dobbiamo parlare: al mondo della moda si richiede una voce importante su tanti argomenti, perché il nostro lavoro ha un doppio aspetto: quello industriale e quello sociale, politico". Eppure questa volta più che mai - sulla passerella di Prada - sono gli abiti a parlare, nella loro semplicità, nell'assenza di styling che lascia emergere i singoli pezzi di una storia, tratteggiando tante individualità diverse ma non antitetiche. Come l'abito con i fiori, solo apparentemente iperfemminile, si sposa con gli stivali aggressivi, la giacca militare con la cappa di pizzo, l'abito di tweed con le grandi tasche sportive, il gilet imbottito di nylon con la gonna a portafoglio, il cappello sportivo con le orecchie di pelliccia colorata, così l'umanità - è la visione di Prada - è un'unità di opposti. E niente come il romantico li rappresenta: "Io credo - conclude lei - di essere la persona più romantica che ci sia, perché essere romantici è avere ideali, ispirazioni, sentimenti elevati". 

   

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Lagerfeld: la gatta Choupette 'ereditiera' è in lutto

Su Instagram in gramaglie, "ora donna padrona di me stessa"

Lifestyle Pets
Chiudi Choupette, la gatta di Lagerfeld e sua ereditiera, in lutto (foto da instagram Choupette) (ANSA) Choupette, la gatta di Lagerfeld e sua ereditiera, in lutto (foto da instagram Choupette)

Con sul capo il cappello con la veletta nero, Choupette è in gramaglie per la morte di "Daddy" Karl Lagerfeld. Ma la celebre gatta dello stilista e tycoon della moda internazionale, morto a Parigi a 85 anni, per quanto "col cuore spezzato", non deve temere per il suo futuro: come annunciato dal defunto padrone, la diva del web a quattro zampe (ha quasi 250 mila seguaci sul sito di condivisione di immagini Instagram) si prepara ereditare una parte della sua vasta fortuna. Non tutto, ovviamente: "Ci sono altri", aveva detto Lagerfeld alla rivista di moda Numéro lo scorso aprile: "Non preoccupatevi, ce n'è per tutti". Il valore esatto dell'eredità di Lagerfeld non è noto, ma le stime più accreditate parlano di diversi milioni di dollari.
    Ed è così che, dal suo profilo Instagram, Choupette ringrazia oggi tutti quelli che le hanno rivolto le condoglianze e annuncia che è "entrata in lutto", auspicando che "pensieri e parole gentili" la aiutino "a muovere una zampina avanti nel mio futuro senza Papà Karl Lagerfeld e come donna padrona di me stessa". Choupette ha sette anni ed è stata adottata da Lagerfeld nel 2011, diventando subito una star del web. Lo stilista si era preso gran cura di lei e il gatto sedeva a tavola con lui a pranzo e a cena davanti a prelibati manicaretti. C'erano poi due cameriere a prendersi cura di lei, documentando tutte le loro interazioni in un diario destinato al padrone. Che a sua volta si era fatto ripagare ispirandosi alle sembianze della gattina per alcuni dei suoi prodotti, tant'è che nel 2014 due progetti in Germania e in Giappone gli avevano portato in tasca tre milioni di euro.
    Se davvero erediterà da Lagerfeld una sostanziosa fortuna, Choupette non sarà sola nel mondo animale: nel 2007 la miliardaria degli alberghi di New York Leona Helmsley lasciò al suo cane maltese Trouble 12 milioni di dollari, mentre nel 1991 la contessa tedesca Carlotta Liebenstein destinò tutti i suoi beni, pari a 80 milioni di dollari, al cane Gunther. 
   

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Il tocco british di Andrew da Ferragamo

Nominato direttore creativo brand da cda maison fiorentina

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    Lo stilista britannico Paul Andrew è il nuovo direttore creativo del marchio Salvatore Ferragamo. La nomina da parte del cda della Salvatore Ferragamo spa non coglie di sorpresa. Paul Andrew, nato nella contea di Berkshire in Inghilterra, dove suo padre era un tappezziere reale al Castello di Windsor, era già nella Ferragamo dal 2016. Il designer, laureato al Berkshire College of Art and Design (ora Reading College) ha fatto il suo apprendistato da un altro designer very british, come Alexander McQueen, occupandosi di calzature. Una collaborazione interrotta appena Andrew conobbe Narciso Rodriguez: trasferitosi a New York, ha lavorato con Rodriguez per la sua linea di scarpe e borse per diversi anni. Altra esperienza terminata per l'irrequieto Paul, per entrare nel team di Calvin Klein, per progettare scarpe da uomo e da donna. Ma anche qui dopo tre anni trascorsi con Calvin Klein, ha incontrato Donna Karan, per la quale ha lavorato per dieci anni, diventando infine vicepresidente di Collection Accessories Design. Nel settembre 2012 Andrew ha lanciato il suo marchio eponimo di calzature femminili. La collezione è stata ripresa nella sua prima stagione da Saks Fifth Avenue e Barneys New York. Successivamente, la linea è stata raccolta per oltre 100 porte a livello internazionale tra cui Colette, Bergdorf Goodman e Lane Crawford. Nel 2015, come parte del suo pacchetto premio per aver vinto il Vogue Fashion Fund, ha collaborato con J.Crew. Le scarpe di Paul Andrew piacciono molto alle celebrità di Hollywood: viste ai piedi di Lupita Nyong'o, di Emma Watson e di Jessica Chastain. Era fatale che primo a poi Andrew arrivasse dal "calzolaio delle stelle" come era soprannominato Salvatore Ferragamo. Nel settembre 2016 Andrew è stato nominato direttore della progettazione calzature da donna presso Salvatore Ferragamo. È stato il primo designer a detenere questo ruolo nella storia del marchio. Con l'incarico ricevuto oggi tutte le funzioni design del marchio saranno raggruppate sotto la sua responsabilità. Guillaume Meilland manterrà il ruolo di direttore del ready-to-wear uomo e avrà l'incarico aggiuntivo di studio director, coordinando lo sviluppo di tutte le categorie di prodotto sotto la guida del direttore creativo stesso. 

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Don Vinicio Albanesi: "io abusato da sacerdoti in seminario"

Erano vigliacchi, si può reagire a orchi. Poi abbassavano occhi

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Chiudi Don Albanesi, io abusato in seminario da sacerdoti (ANSA) Don Albanesi, io abusato in seminario da sacerdoti

 "Quando sono trascorsi degli anni erano loro che abbassavano gli occhi, non io. Io ero stato la vittima, loro erano stati i persecutori. Loro fuggivano, non io". E' la lezione di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco che, a oltre 50 anni dagli abusi subiti da altri sacerdoti in seminario, li ha rivelati alla tv dei Vescovi, mentre a Roma è in corso il Summit convocato in Vaticano sulla protezione dei minori nella Chiesa.

"E' stato abbastanza occasionale - spiega all'ANSA - ho risposto con sincerità a una domanda, non era né preordinata né organizzata. L'ho fatto - aggiunge - per far capire che si può reagire agli orchi che insidiano i piccoli e che si può vivere sereni se si guarda a quello che ha fatto Cristo, essere solari, portare liberazione, senza lasciarsi inquinare da chi fa del male".
    "Sono stato fortunato - osserva - perché sono riuscito a reagire dentro di me contro la violenza che mi veniva portata, a dire da subito che erano dei vigliacchi: in termini melliflui si rivelavano nella violenza, nel loro scopo della presunta dolcezza. Questo ha prodotto un effetto di reazione anche forte, violenta". Poi "loro fuggivano, non io". "Nella rivelazione - lamenta don Vinicio - ci si ferma di più sugli aspetti di trasgressione ma se uno non si lascia ferire, riesce a continuare, alzando lo sguardo al di là delle pochezze che a volte ci circondano: il mondo è fatto di male ma anche di bene".
    Nella Comunità la decisione di parlare di questo aspetto doloroso del suo passato, ha raccolto affetto e solidarietà: "i miei mi hanno detto bravo, mi hanno abbracciato, mi sono stati solidali. E' una sofferenza che uno si porta dentro ma mi ha aiutato a non dimenticare chi sta male, a cercare il loro bene in qualche modo a essere positivo per quanto è possibile".
    A Roma è in corso il Summit convocato in Vaticano sulla protezione dei minori nella Chiesa. "Il santo Popolo di Dio - ha detto papa Francesco aprendo i lavori - ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre. Ci vuole concretezza". "E' cambiato anche il clima - afferma don Vinicio - i bimbi sono rispettati, si sta attenti alle trasgressioni, si reagisce nella coscienza collettiva". Nel suo caso "si parla di fatti di oltre 50 anni fa. Il clima era diverso, il bimbo non aveva nessun diritto doveva solo ubbidire. C'era una specie di dominio sull'educazione, tra i tanti educatori bravi si infilava anche chi era perverso. C'è stata un'evoluzione - conclude - non soltanto di coscienza di difesa dei bimbi ma anche di attenzione alla loro cura, al loro ascolto alla loro capacità di reagire".

   

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Ai Weiwei: "Hollywood mi censura"

"Tagliato segmento da 'Berlin, I Love You' per piacere a Cina"

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 "Io vittima della censura di Hollywood": l'artista dissidente cinese Ai Weiwei ha accusato i produttori di "Berlin, I Love You" di aver tagliato per ragioni politiche un segmento da lui girato che doveva far parte del film a episodi uscito qualche giorno fa negli Usa. Il timore di incorrere negli strali di Pechino avrebbe indotto a rifiutare il contributo di Ai, girato nel 2015, quando il dissidente era ancora agli arresti domiciliari in Cina, dando istruzioni al produttore tedesco del film Claus Clausen, ha sostenuto l'artista su Twitter. Clausen e un'altra producer, Edda Reiser, hanno confermato, attribuendo però la censura alle riserve di alcuni distributori internazionali: "La Cina fa paura", ha detto Clausen. Emmanuel Benbihy, il produttore esecutivo basato a Shanghai che ha i diritti della serie "Cities of Love", a sua volta ha negato qualsiasi proposito censorio, parlando solo di ragioni artistiche: "Il segmento di Ai - ha detto a Variety - non era all'altezza del film".
   

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L'ultima collezione di Lagerfeld per Fendi

Video-omaggio e commozione a Milano per ricordare 50 anni di storia insieme

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L'ultima collezione disegnata da Karl Lagerfeld, la prima sfilata senza di lui: tutto parla del grande stilista appena scomparso sulla passerella di Fendi, dalla F stilizzata con un cuore come trattino da lui disegnata, posta su ogni seduta, al video-omaggio che chiude la passerella e spinge tutto il pubblico ad alzarsi in piedi, telefonino in mano e occhi lucidi.
    Silvia Venturini Fendi - che proprio a Lagerfeld si era ispirata per la sua ultima collezione uomo, in passerella solo poche settimane fa a Milano - oggi affida il suo dolore a una nota: "Il legame tra Karl Lagerfeld e Fendi è la storia d'amore più lunga della moda, che continuerà a toccare la nostra vita per gli anni a venire. Sono profondamente addolorata dalla sua scomparsa e estremamente commossa dalla sua dedizione e perseveranza profuse fino alla fine". "Quando ci siamo sentiti, alcuni giorni prima della sfilata, i suoi unici pensieri - ricorda - erano dedicati alla ricchezza e bellezza della collezione. E' una vera testimonianza della sua personalità".
    Ed è la testimonianza di una lunga storia d'amore, iniziata nel 1965, e di dedizione alla moda, quella andata in scena sulla passerella decorata dal logo in corsivo della doppia F, il 'Karligraphy' disegnato da Karl, che torna sui bottoni cabochon e sulle pellicce intarsiate e sembra un tatuaggio sulle calze e sui dolcevita di tulle color carne. Sono un omaggio a Lagerfeld anche i colletti a punta delle camicie, che si abbottonano alte, come faceva lui, e la chiusura della borsa con il logo con il cuore. E vengono dalla sua ispirazione le stampe wallpaper giapponesi che diventano la texture di abiti in organza e satin e che il Kaiser aveva mandato all'ufficio stile della maison. Il suo segno è forte nel contrasto tra romantico e architettonico, che pervade gli abiti con le spalle a pagoda, la gonna a pieghe asimmetriche e un grande nastro con fiocco. I cappotti dal taglio a camicia sono tagliati al laser, le gonne a portafoglio hanno pieghe a cannoncino, il giaccone di pelle è aperto da zip, il nuovo completo gioca tra forma e trasparenza, tutto nel segno dell'uomo che la maison romana oggi ha scelto di ricordare con un video dove è lui stesso a disegnare uno schizzo di com'era vestito quando varcò per la prima volta la soglia di Fendi, più di 50 anni fa.
   

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Milano fashion week, Emporio Armani stile libero in rosso

"il limite è il buon gusto, che è non strafare"

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Chiudi Milan Fashion Week Women's Fall-Winter 2019/20: Emporio Armani (ANSA) Milan Fashion Week Women's Fall-Winter 2019/20: Emporio Armani

La libertà di vestire improvvisando, ma sempre restando nei limiti del buon gusto, che per Giorgio Armani consiste nel "saper rinunciare": questa la lezione di stile condensata nella collezione Emporio Armani per il prossimo inverno. Un "messaggio chiaro, semplice e accattivante" veicolato in rosso, colore che, insieme al bianco e al nero, " azzera tutto ciò che si vede in giro che è tanto, è troppo. Io - sottolinea lo stilista- ho voluto dare un taglio".
Il titolo della collezione è "freestyle", stile libero, ma Armani avverte: non è vero che va bene tutto, "il limite è il buon gusto, che è non strafare, non seguire le mode che non contano o che creano problemi alla tua persona: buon gusto è saper rinunciare". Buon gusto è anche saper dosare abiti e accessori come strumenti di espressione personale: ecco quindi che si possono osare altissimi stivali-calza da sera insieme a morbidi shorts e giacche piccole e costruite, oppure abiti bustier ondeggianti e femminili con leggings effetto latex e stivaletti a tacco basso, che danno " un senso disinvolto di libertà e scioltezza".
Che è quello che promana dalla collezione, dove pantaloni e tute di Denim hanno parti in organza a stampa check, dove la felpa con il nuovo lettering si abbina ai pantaloni fluidi ed eleganti e la t-shirt con il volto di Armani spicca sotto al bomber di raso. In testa, piccoli baschi decorati dall'aquilotto logo, che fa anche da sfondo alla passerella, declinato in rosso, come la teoria di abiti preziosi e femminili - luccicanti di ricami e cristalli, svettanti sugli altissimi stivali calza anch'essi rossi - che chiudono la sfilata.

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Bambine Ribelli, arriva in Italia "il quaderno delle mie rivoluzioni"

Da Cavallo e Favilli per Mondadori Ragazzi

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 - Le Bambine Ribelli diventano protagoniste. Arriva un libro speciale, che si può personalizzare fin dalla copertina con il proprio nome e dove si possono esprimere liberamente le proprie idee di libertà e di ribellione. E' 'Io sono una Bambina Ribelle - Il quaderno delle mie rivoluzioni' di Francesca Cavallo ed Elena Favilli, con illustrazioni di Martina Paukova, Kate Prior e Camilla Rosa, in libreria dal 26 febbraio per Mondadori Ragazzi nella traduzione di Marta Casini.
    "Con questo quaderno vogliamo offrirti uno specchio per esplorare la tua identità senza paura. Possiamo raggiungere l'uguaglianza soltanto se smettiamo di privilegiare in maniera ossessiva le parti di noi accettate dalla società e ci concediamo il diritto di vederci come individui a tutto tondo" scrivono Cavallo e Favilli nella prefazione. Nel quaderno illustrato 100 attività per aiutare ad allenare il proprio spirito ribelle, dalla lettera a un'esponente politica al poema per i propri peli e le parti del corpo preferite.
   - Bambine ribelli crescono, parte il nuovo progetto - LEGGI LO SPECIALE

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Max Mara: "il femminismo non deve temere il glamour

Griffiths cita Camille Paglia "Uomini sottoposti a convenzioni"

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Chiudi Milan Fashion Week Women's Fall-Winter 2019/20: Max Mara (ANSA) Milan Fashion Week Women's Fall-Winter 2019/20: Max Mara

 Il femminismo non deve avere paura del Glamour: questo il messaggio lanciato dalla passerella di Max Mara a Milano Moda Donna. E per rafforzare il concetto, che in passerella prende la forma di una "boss lady" in teddy coat colorato e stivali di coccodrillo, lo stilista Ian Griffiths cita la filosofa femminista Camille Paglia, per la quale "sono gli uomini a dover sottostare a convenzioni in termini di abbigliamento".
    Ecco perché una donna per affermare il suo potere non ha più bisogno di vestirsi da uomo né è costretta a camuffarsi per rivendicare i suoi diritti. "A volte la moda può opprimere le donne, il glamour invece - spiega lo stilista - le aiuta a sfruttare la loro immagine e a diventare ciò che vogliono essere. Molte temono il Glamour per un certo approccio sobrio al femminismo, ma oggi la donna non deve temere una gonna corta e uno stivale alto".
    Per portare in passerella questo concetto, Max Mara ha ripensato ai primi anni '90, quando le top model sfilavano a gruppi, ed ecco un trio di modelle ad aprire la sfilata in stivali alti, tailleur da Power Lady e dolcevita, e un'icona come Eva Herzigova a chiuderla in blazer con bagliori di lurex.
    Sono donne in carriera e, alle gonne lunghe o corte che sembrano nate da una rivisitazione del pantalone sartoriale, abbinano casacche attrezzate con zip riprese dall' abbigliamento da lavoro. In passerella anche minidress in maglia, gilet attrezzati con tasche-borsetta, tante giacche dalle spalle importanti portate con le gonne corte o con i pantaloni ampi. E poi cappotti a vestaglia o con inserti in pelle, cammello o in colori accesi, per donne senza paura che non a caso sfilano all'università Bocconi, dove la metà dei laureati - sottolinea la maison - sono proprio donne. A loro, Max Mara gira l'invito dell'autrice e accademica femminista Roxane Gay a "essere libere di poter indossare qualsiasi cosa si ritenga appropriato per essere se stesse".
     

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Milano Moda, Moncler e i suoi creativi

Progetto Genius aperto a città. Piccioli, 'creatività inclusiva'

Lifestyle Moda
Chiudi La collezione donna autunno inverno 2019/2020 di Moncler che ha sfilato alla Milano Fashion Week (ANSA) La collezione donna autunno inverno 2019/2020 di Moncler che ha sfilato alla Milano Fashion Week

Erano abbandonati e pieni di detriti: oggi, con Moncler, i Magazzini Raccordati della Stazione Centrale di Milano sono tante piccole gallerie d'arte, dove trovano posto le installazioni con cui il brand presenta i progetti dei tanti designer del progetto Moncler Genius. Un evento reso possibile grazie alla collaborazione con il Comune e Grandi Stazioni e che, dopo il debutto del 20 febbraio, domenica 24 sarà aperto al pubblico, con 5000 persone che si sono già prenotate online. E non sarà solo il piacere della moda a guidare i milanesi in questi spazi dismessi da anni, creati nel 1914 per lo stoccaggio e la distribuzione delle merci che arrivavano in treno. La riapertura, con i nomi dei designer all'ingresso di ogni tunnel, a rappresentare la molteplicità di voci che anima il progetto lanciato lo scorso anno da Remo Ruffini e che oggi vede al lavoro nuovi stilisti, ma sempre con la stessa formula - ogni collezione viene lanciata singolarmente attraverso progetti mensile - e lo stesso motto: one house, different voices. Ed ecco la visione di Pierpaolo Piccioli, che ha unito la couture ai tessuti africani, collaborando con la top Liya Kebede, che sostiene gli artigiani africani con il suo marchio lemlem. "Fondere la diversità è la mia idea di creatività inclusiva - dice Piccioli - E' stato un onore prendere parte a questo progetto e mettere insieme eredità apparentemente così diverse che, combinate in modo inconsueto, hanno dato vita a creazioni tanto ricche e inedite che ridefiniscono il concetto di bellezza, per ricordare a noi stessi che nella vita non esistono confini". Ed ecco che dall'Islanda arriva l'artista Shoplift, con la sua foresta sintetica dai colori acidi che accoglie i capi da montagna della linea Grenoble, disegnata da Sandro Mandrino. Nel tunnel a fianco, la galleria d'arte 'vandalizzata' immaginata da Francesco Ragazzi di Palm Angels, con le immagini della collezione alle pareti e gli spettatori che possono interagire con i modelli-statue, schiacciando un bottone che li spruzza di vernice.

Tra le new entry del progetto, l'inglese Richard Quinn, che ha avuto la regina in prima fila alla sua sfilata e a Milano si presenta con un tunnel floreale e un giardino total black dove prendono posto i suoi piumini couture anni '60, con grandi margherite e bottoni gioiello. In un box specchiato una tormenta avvolge le modelle di 1952, la cui parte femminile è disegnata da Veronica Leoni, mentre Sergio Zambon firma la proposta uomo, presentata sotto igloo tecnologici. E' una galleria del vento, invece, quella dove Craig Green presenta i suoi piumini da viaggio, leggeri, protettivi e componibili, mentre un bosco di pioppi accoglie le cappe rosa con nastri rossi di Simone Rocha. Ispirazione Sims, con un paesaggio alpino in scala Lego, per la Poldo Dog Couture per quattro zampe, mentre lo street style di Matthew Williams prende vita tra tubi Innocenti e atmosfere industriali. Ancora bosco, ma virtuale, per Fragment, che veste di verde salvia bomber e parka

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Apre a Venezia primo hotel gay friendly

Catena alberghiera Lgbti inaugura prima proprietà in Italia

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Axel Hotels, la prima catena di hotel del mondo rivolta alla comunità Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali), arriva a Venezia. Il 15 marzo apre l'Axel Hotel Venezia prima inaugurazione nel mercato italiano. Di proprietà di un manager gay, ogni struttura è ben organizzata per la clientela omosessuale, dalla scelta della zona, alle riviste LGBT presenti nella hall, agli eventi gay organizzati nel weekend in hotel. L'albergo si aggiunge alle due aperture previste dalla catena per questo 2019: l'AxelBeach Miami e l'Axel Hotel San Sebastián.
    Storia, arte e stile caratterizzano Axel Hotel Venezia, vicino al Rio della Fornace, tra la Basilica di Santa Maria della Salute e il museo Peggy Guggenheim. Si tratta di un edificio storico in stile tipico veneziano situato nel sestiere di Dorsoduro, punto di incontro degli artisti negli anni della "dolce vita" veneziana e a quindici minuti a piedi da piazza San Marco passando dal ponte dell'Accademia. 
    Sonders and Beach Group sarà partner in Italia di Axel Hotels per i servizi turistici LGBTQ. "E' un progetto che si concretizza - commenta Alessio Virgili CEO Sonders and Beach Group Italia - con Axel Hotels, per la loro prima apertura in Italia, a Venezia. Il nostro Gruppo, Sonders&Beach Italy, sarà partner strategico in Italia grazie al know how del mercato italiano. Da oltre 15 anni combatto affinché l'Italia sia destinazione privilegiata per il turismo LGBTQ. È stato complicato, ma oggi finalmente possiamo vedere i risultati, non ultima la vittoria di Milano come sede della Convention mondiale IGLTA sul Turismo LGBT. Oggi mi sento doppiamente orgoglioso di questo primo opening sia come Italian IGLTA Ambassador e sia come Presidente di AITGL". Il futuro hotel, completamente rinnovato nel 2017, disporrà di 55 camere, di cui 12 verranno aggiunte a Giugno nell'edificio accanto collegato a quello principale, molte delle quali con vista sul canale, equipaggiate e decorate nello stile dei palazzi storici di Venezia che conservano il loro fascino senza tempo.
   

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Milano Fashion Week, Alberta Ferretti, elogio dell'imprevisto

Lurex, plissettato, mini abiti e giacche maschili nella collezione alla Milano fashion Week

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Chiudi Milan Fashion Week: Alberta Ferretti (ANSA) Milan Fashion Week: Alberta Ferretti

Da Alberta Ferretti, un incoraggiamento a osare l'imprevisto, per esprimersi con una moda non imprigionata nei regolamenti e nelle tendenze: questo il messaggio lanciato con la collezione per il prossimo inverno, in passerella a Milano. "Sono partita - racconta la stilista - da una doppia osservazione: conservare il carattere indipendente della mia donna e nello stesso tempo spingerla verso espressioni sempre più coerenti con la vita quotidiana e con il suo stile di vita. Il risultato è una collezione che descrive un nuovo modo di essere oggi, in cui si vive la vita di tutti i giorni con il coraggio dell'eccentricità sofisticata, della libertà dell'inaspettato e della forza del carattere. Ecco perché ho spinto la mia moda verso scelte impreviste".

Ecco quindi una collezione molto focalizzata sull'abbigliamento da giorno, dove i pantaloni in denim color washed o neri si abbinano con i top in maglia intarsiata mono spalla. Giacche e miniabiti hanno l'aspetto della divisa militare, le camicie in lurex dorato plissé sono portate sotto le giacche in panno di lana dal taglio maschile, i pantaloni ottenuti da un patchwork di vari tipi di lamé o quelli in pelle con il taglio da cavallerizza sono abbinati a camicie in tulle con le ruches. Eccentricità sofisticata per i pantaloni larghi che si fermano all'altezza del polpaccio, retti da bretelle in tessuto e abbinati a giacche da giorno in gabardine moiré. Per la sera, abiti lunghi in lamé plissettato, con ricami di canutiglie argentate e specchietti riflettenti.

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Carnevale, dai coriandoli ai trucchi e costumi, 5 consigli per una festa green

Rifiuti non riciclabili, strade sporche, come non dimenticare l'impatto ambientale

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Bambino in maschera fai da te per un carnevale a basso impatto ambientale. foto iStock. (ANSA) Bambino in maschera fai da te per un carnevale a basso impatto ambientale. foto iStock.

Carnevale (da giovedì 28 febbraio a martedì 5 marzo 2019): ci siamo! Le settimane più colorate e allegre dell’anno, in cui grandi e bambini si divertono tra scherzi, coriandoli e dolci  regionali tipici. Molte città organizzano celebrazioni in grande stile, con carri allegorici e maschere (da Venezia a Viareggio per citare i più noti). E l’ambiente? Spesso il Carnevale lascia le strade piene di sporcizia, coriandoli, stelle filanti, trombette e ogni genere di rifiuto, quintali di maschere gettate via nella spazzatura all’indomani dei festeggiamenti insieme a festoni e pupazzi di carta pesta.

“È vero che si dice che a Carnevale ogni scherzo vale, ma questo sembra davvero un brutto scherzo da giocare al nostro Pianeta! – Ha commentato Barbara Molinario, Presidente di Road to green 2020, Associazione che si occupa di sostenibilità. – Purtroppo, ogni anno quello che dovrebbe essere il periodo più allegro, produce tonnellate di rifiuti non riciclabili o smaltiti in modo errato, con un impatto ambientale non indifferente. Non smettiamo di festeggiare il Carnevale, ma, semplicemente,  adottiamo comportamenti che siano più rispettosi del mondo in cui viviamo. In questo modo, non diminuirà certo il divertimento, ma solo i rifiuti!”.

Le 5 regole per un Carnevale green:

1. Coriandoli green
Negli ultimi anni si vedono sempre più di frequente coriandoli e stelle filanti di plastica. Se è vero che i colori sono più sgargianti e l’impatto visivo è maggiore, è anche vero che quando finiscono a terra, questi provocano un impatto ambientale maggiore. Le eventuali piogge periodo, poi, li portano via dalla nostra vista, ma fanno sì che questi finiscano in fiumi, mari e tombini, provocando anche disagi. Cerchiamo di preferire i coriandoli in carta, magari realizzati in casa ritagliando giornali, riviste, volantini promozionali e quant’altro, un’attività molto divertente da fare con i bambini. Se lavorate in un ufficio in cui si utilizzano le macchine per fare i fori ai fogli, basterà svuotare una di quelle… et voilà! Una generosa manciata di coriandoli pronta all’uso.

2. Costumi fai da te o di riciclo
Non è sempre necessario andare ad acquistare nuove maschere di carnevale. Il fai da te e il riciclo sono delle ottime idee per risparmiare denaro e rifiuti. Cercando bene tra armadi e cassetti, spesso si riscopre l’esistenza di capi dimenticati, che magari sono perfetti per l’occasione. Se avete un po’ di dimestichezza con taglio e cucito, potete adattare vestiti e tessuti di recupero, creando costumi originali e divertenti. Anche la condivisione è un’eccellente soluzione, scambiando con amici e parenti le maschere dei bambini, senza doverne acquistare di nuove ogni anno. L’importante è che quando si decide di gettare via questi indumenti, vengano smaltiti nel modo corretto: gli accessori in plastica o cartoncino, negli appositi contenitori, così come tutto ciò che è in tessuto, dovrà finire nei cassonetti dedicati.

3. Trucchi eco-bio
Tutto quello che spalmiamo sul nostro volto e su quello dei nostri bambini viene assorbito dalla pelle e, una volta lavato via, finisce nelle acque di mari e fiumi. Meglio utilizzare prodotti che non contengano sostanze chimiche, siliconi e petrolati. Per realizzare dei trucchi green di carnevale, basterà acquistare nei negozi specializzati dei pigmenti in polvere libera, colorati e naturali, mescolarli ad una crema neutra biologica o applicarli direttamente sulla pelle. Ed ecco un trucco perfetto, amico della pelle, ma anche dell’ambiente.

4. Dolci etici e a km 0
In un periodo così festoso, non possono certo mancare dolci prelibati a far da contorno! Per le nostre ricette, però, cerchiamo di utilizzare ingredienti di stagione e possibilmente etici e a chilometro 0. Ad esempio, se dobbiamo acquistare delle uova, scegliamo quelle di galline da allevamento biologico certificato, che garantisce agli animali la possibilità di pascolare in spazi aperti e condizioni di vita più dignitose, oltre ad un prodotto più sano e più buono. Assolutamente da evitare quelle da allevamento in gabbia.

5. Ripuliamo!
Un vecchio detto orientale recita “Pulisci davanti all'uscio di casa e tutta la città sarà pulita”. Niente di più vero! Se ognuno di noi, per quanto possibile, si impegnasse a raccogliere ciò che getta, o a pulire il marciapiede davanti il proprio ingresso di casa, o della propria attività commerciale, le nostre città sarebbero tutte più pulite. Se è vero che è pressoché impossibile raccogliere tutti i coriandoli lanciati, è anche vero che con le stelle filanti l’operazione è molto più semplice. inoltre, è importante educare i propri figli a non gettare nulla a terra, dunque, se finiamo i coriandoli, la busta vuota andrà gettata nell’apposito cestino.

 

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Carnevale, lancio di aringhe e falò, 6 posti dove la festa è insolita

Alle Canarie c'è la sepoltura della Sardina, a Malta tutti in silenzio

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Il carnevale di Binche in Belgio (ANSA) Il carnevale di Binche in Belgio

Tempo di Carnevale: lo spirito del travestimento, dell'allegoria, del diventare altro ha la sua legittimazione culturale. Il Carnevale diverte i bambini - ecco i consigli per maschere e feste a basso impatto ambientale - ed appartiene anche agli adulti. L'Italia è un paese carnevalesco: Venezia, Viareggio, Putignano e tanti altri. Ma anche in altri paesi, a Rio de Janeiro il più famoso, è una ricorrenza da celebrare con la massima giocosità (trasgressione?). E in Europa? Volagratis.com è andato a caccia di 6 festival di Carnevale storici ed insoliti: da Colonia a Parigi.

SANTA CRUZ - TENERIFE (27 febbraio - 10 marzo)
Santa Cruz vanta il più “brasiliano” dei carnevali europei: per due settimane la città è invasa da folkloristiche parate. Quest’anno il tema della festa sarà “Le profondità marine”: si comincia il 27 febbraio con il Gran Gala per eleggere la Regina della festa, e si prosegue con le sfilate della “Cavalcata” del venerdì e con quella dei carri del Martedì Grasso. Nonostante nel Mercoledì delle Ceneri con la “Sepoltura della Sardina” lo spirito del Carnevale, rappresentato da una sardina di cartapesta, venga bruciato, la conclusione vera e propria ha luogo solo nel fine settimana, tra spettacoli, sagre e ulteriori sfilate.

DUNKERQUE - FRANCIA (2 feb - 23 marzo)
Il Carnevale più festoso di Francia, nonché uno dei più lunghi d’Europa, si svolge nella città francese di Dunkerque: i festeggiamenti iniziano infatti il 2 febbraio e proseguono fino al 23 marzo. Il clou dell’evento è il Martedì Grasso con il celebre Lancio delle Aringhe: quando - tra canti, balli e giochi pirotecnici - il corteo capitanato dalla banda musicale sfila sotto il palazzo del municipio, dai cui balconi venivano tradizionalmente lanciate aringhe affumicate (ora sostituite da cioccolatini) in ricordo dei grandi banchetti che si organizzavano per salutare i pescatori che per molti mesi sarebbero stati impegnati nei mari del Nord. Altra tappa fondamentale è piazza Jean Bart, intitolata al famoso ammiraglio e corsaro del ‘600 originario della città piccarda: qui i partecipanti al corteo si prendono per mano formando un cerchio e, in ginocchio, intonano la Cantate à Jean Bart.

COLONIA - GERMANIA (28 febbraio - 6 marzo)
In Germania il carnevale è un appuntamento particolarmente sentito e festeggiato soprattutto lungo il Reno: a Colonia i festeggiamenti prendono il via l’11 novembre alle 11:11, con la nomina del “triumvirato” composto dal Principe, dal Contadino e dalla Vergine, personaggi - tutti interpretati da uomini - che saranno i protagonisti feste di febbraio e di marzo. I festeggiamenti culminano nel Lunedì delle Rose, il Rosenmontag, celebrato per la prima volta il 10 febbraio 1823, con l’incoronazione dell’Eroe del Carnevale: oggi la nuova tradizione prevede una grande sfilata di carri allegorici che distribuiscono leccornie agli spettatori. Il Martedì Grasso il Carnevale di Colonia si conclude con il grande rogo del Nubbel, un pupazzo di paglia simbolo dell’anno vecchio da lasciarsi alle spalle.

NADUR - MALTA (28 febbraio - 5 marzo)
A Malta il Carnevale viene celebrato dal 1530, anno dell’arrivo dei Cavalieri di San Giovanni. Mentre nella capitale La Valletta la settimana di Carnevale si festeggia nelle sue forme più tradizionali con una parata di stravaganti carri allegorici, a Nadur, sull’isola di Gozo, si svolge il “Carnevale Silenzioso”, una sfilata composta da maschere bizzarre, satiriche e grottesche che rimangono silenti nel tentativo di camuffare la propria identità. Alla sfilata in molti si presentano con cartelli che riportano invettive e battute satiriche alle personalità pubbliche (e a volte anche private). E’ proprio vero che a carnevale ogni scherzo vale!

BINCHE - BELGIO (3-5 marzo)
Quello di Binche è senza dubbio il Carnevale più famoso del Belgio e dal 2003 ha ricevuto da parte dell’UNESCO il riconoscimento come patrimonio mondiale orale ed immateriale dell'umanità. La festa si svolge in due parti: l’avanti-carnevale, ovvero il tempo delle soumonces che si svolge nelle sei settimane precedenti ai tre giorni definiti “grassi”, e il Carnevale vero e proprio. Protagonisti della parata del Martedì Grasso sono i Gilles de Binche, personaggi allegorici del folklore locale che che si esibiscono in danze tradizionali. I Gilles de Binche indossano sabot di legno, una maschera di cera, portano l’apertintaille, un tipo speciale di campana e sfilano seguendo regole ben precise: devono essere sempre accompagnati da almeno un suonatore di tamburo, non possono sedersi in pubblico, non devono ubriacarsi e soprattutto devono essere obbligatoriamente originari di Binche.

PARIGI - FRANCIA (1-5 marzo)
La capitale francese ospita il famoso Carnaval de Paris, la cui origine sembrerebbe risalire alla medievale Fete des Fous, giorni di sfrenata ebbrezza e follia. Dal Medioevo ad oggi la tradizione ha assunto toni meno estremi e il baccanale di un tempo si è tramutato in goliardica festa. L’evento più atteso è quello della domenica che precede il Mardì Gras (3 marzo 2019), quando si svolge la “Promenade de Bœuf-Gras”, una grande parata di maschere e carri allegorici.

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Lady Gaga torna single: "Con Carino non ha funzionato"

Popstar candidata all'Oscar: "Nessun dramma"

Lifestyle People
Chiudi Lady Gaga con Christian Carino in una foto del 2017. I due si sono lasciati (ANSA) Lady Gaga con Christian Carino in una foto del 2017. I due si sono lasciati

Lady Gaga e Christian Carino non sono più una coppia. Il fidanzamento è stato rotto solo dopo pochi mesi. "Semplicemente non ha funzionato - ha fatto sapere la popstar attraverso un suo portavoce -. Le relazioni a volte finiscono. Non c'e' alcun dramma dietro". L'artista è attesa alla notte degli Oscar, il 24 febbraio 2019, dove è candidata tra le migliori attrici protagoniste.

- Leggi OSCAR, GLENN CLOSE E LE ALTRE ATTRICI CANDIDATE

- OSCAR RAMI MALEK E GLI ALTRI ATTORI CANDIDATI

- OSCAR OTTO ATTORI CANDIDATI PER LA PRIMA VOLTA

    Le indiscrezioni su una possibile rottura erano cominciate a circolare dopo che Stefani Joanne Angelina Germanotta, in arte Lady Gaga, 32 anni, non aveva al dito il suo anello di fidanzamento alla cerimonia dei Grammy il dieci febbraio. La cantante, inoltre, non aveva ringraziato Carino durante il suo discorso per il premio alla canzone 'Shallow'.
   

Nessun riferimento al fidanzato neanche durante il giorno di San Valentino.
    Gaga aveva annunciato il fidanzamento con il suo agente, 49 anni, lo scorso ottobre durante la 25/a edizione di Women in Hollywood. I due si frequentavano dal febbraio del 2017.
   

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Da Sotheby's a New York asta di sole artiste donne

Agnes Gund madrina, i proventi alla scuola di Jackie O'

Lifestyle Lusso
Chiudi Agnes Gund Portrait - Courtesy Sotheby's (ANSA) Agnes Gund Portrait - Courtesy Sotheby's

 Per la prima volta nella storia, un'asta di sole artiste donne. La organizza Sotheby's con due madrine di eccezione: la popolarissima star della tv Oprah Winfrey e Agnes Gund, ex presidente del MoMA, grande collezionista e filantropa che sta vendendo i suoi capolavori per la causa di una giustizia piu' giusta.
    L'asta del primo marzo a New York si intitola: "By Women, For Tomorrow's Women", (create donne, per le donne di domani). I proventi della serata serviranno a creare borse di studio per ragazze prive dei mezzi necessari per pagare le rette del collegio privato Ms. Porter's in Connecticut: una scuola di elite fondata nel 1843 frequentata negli anni Quaranta e Cinquanta dalle ragazze della buona societa' (studiarono li' le sorelle Jackie Kennedy e Lee Radziwill e la stessa Gund, diplomata nel 1956) ma che oggi viene considerato uno dei migliori incubatori di donne leader del futuro. In vendita saranno 40 opere di 38 artiste messe insieme nell'arco di alcuni mesi, con altri pezzi offerti dal 22 febbraio al 7 marzo nel corso dell'asta online di Sotheby's dedicata all'arte contemporanea. Oprah, che a sua volta ha creato in Sud Africa una scuola femminile per future donne leader il cui consiglio di amministrazione e' presieduto dalla direttrice di Ms. Porter's, Katherine Windsor, e' una paladina del potere dell'istruzione femminile per cambiare il mondo. Le cose stanno cambiando cime testimonia Saara Pritchard di Sotheby's citando i record di mercato per Jenny Holzer e Dana Schutz, ma in generale per le donne artiste il successo non arriva o arriva molto tardi nella vita.

Tra le opere all'asta, donato dalla Gund, e' un dipinto astratto del 1966 di Carmen Herrera intitolato "Blanco y Verde" con una stima tra 1,5 e due milioni di dollari. La Herrera, protagonista di recente di una retrospettiva al Whitney, ha 103 anni e continua a produrre alacremente. Alcun artiste sono emergenti, altre hanno nomi famosi come Lee Krasner, Louise Bourgeois, Cindy Sherman, Niki de Saint-Phalle. Pat Steier ha donato dai suoi archivi un vibrante "Blue and Red Waterfall" creato nel 1994 al culmine della serie "Cascate", mentre Jenny Holzer, nel 1990 la prima donna a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia dove fu premiata con un Leone d'Oro, ha donato "Selection for Survivals": e' una panchina di marmo su cui, come su una lapide, sono incise le parole "Men Don't Protect You Anymore", gli uomini non ti proteggono piu'.
   

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Gucci, la collezione in maschera, collari e aculei

La moda ibrida di Alessandro Michele racconta il teatro della vita

Lifestyle Moda
Chiudi Milan Fashion Week: Gucci (ANSA) Milan Fashion Week: Gucci

Gucci porta in passerella a Milano Moda Donna una moda 'ibrida' che mescola codici moda lontani e li rimaneggia per dare nuova vita, una rivendicazione di libertà che lo stilista Alessandro Michele così racconta.

- Guarda le foto della sfilata alla Milano Fashion Week

Nel teatro della vita ognuno di noi indossa una maschera con cui presentarsi al mondo: Alessandro Michele parte da questa riflessione di Hannah Arendt per raccontare che "gli abiti sono la nostra maschera, che mostra e nasconde insieme". E le sue maschere - che sfilano in uno spazio ellittico, tra superfici specchiate, pareti punteggiate da 120mila led, lampi di luce e versi ferini - sono piene di aculei. "Mi sono capitati sott'occhio a un'asta dei collari francesi di fine '600 dedicati ai cani fedeli nel proteggere i padroni e - racconta Michele - li ho messi insieme alla maschera, per mostrare che anche un animo gentile può essere costretto a dire: "Attenzione, ci sono, e voglio difendermi". Anche io l'ho dovuto fare ed ero un ragazzino gentile". A collari e aculei, elmi da aquila e copri orecchie dorati ispirati all'opera 'Fashion Fiction #1' dell'artista Eduardo Costa, si abbina l'idea che "siamo tutti animali selvaggi, costretti da regole, e il nostro vivere - racconta il creativo subito dopo lo show - è fatto di paure, siamo accecati, impauriti, storditi e noi stessi siamo belve con gli altri". Belve sì, ma sensibili, quasi con un'ansia di difendere ciò che sembra scappare via. E in questo senso, ammette Michele "la moda è sempre politica. Io cerco di stare lontano dalla politica, ma la moda fa parte della cultura che ti viene incontro, senza bisogno di entrare in una libreria. Forse inconsciamente il mio e' un atto politico con cui cerco di difendermi da chi vuole sottrarmi la cultura". Ed ecco la rivendicazione della libertà - per lui per lei, insieme in passerella, con 44 look uomo e 43 donna - di appropriarsi di codici lontani e rimaneggiarli per dare loro nuova vita.

 

Dai completi sartoriali con ancora le impunture al tailleur con il logo, dalla stola in pelliccia al pull con la scritta ironica, dall'abito in lamé con le calze in pizzo e le ginocchiere al pantalone ampio infilato nei sandali, dalla giacca messa al rovescio al plissé metallizzato, tutto si tiene, in un nuovo equilibrio, condensato rispetto a collezioni precedenti. E se lei è libera di portarsi le sneakers di ricambio in mano e di mettersi le bretelle con gli aculei, lui può tranquillamente indossare jabot e collari di pizzo, bluse con stampa kamasutra e pantaloni floreali a vita alta, bermuda ampi e mocassini con il tacco, maglie ricamate e soprabiti di tulle, tute in gessato con camicie trasparenti e camicia e cravatta. Non a caso l'invito è una maschera in cartapesta dell'ermafrodito: "il mondo antico cantava la meraviglia di essere tra due sessi, oggi è una delle maschere più difficili da portare, ma essere ibridati è una benedizione" conclude Michele che ha voluto tra gli ospiti non solo attori come Jared Leto, Emma Appleton e Andrew Garfield, ma anche attivisti e ricercatori.

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Benetton apre le sfilate di Milano Moda

Debutto in passerella con direzione artistica Castelbajac

Lifestyle Moda
Chiudi Milano Moda, Benetton (ANSA) Milano Moda, Benetton

 "Giovanni Paolo II mi disse che avevo usato il colore come cemento della fede, oggi con Benetton il colore diventa cemento della democrazia" dice Jean Charles de Castelbajac, il settantenne stilista francese chiamato sei mesi fa alla direzione creativa di United Colors of Benetton. Il debutto in passerella a Milano, alla vigilia della fashion week e nel giorno della morte di Karl Lagerfeld, che Castelbajac conosceva bene e ha voluto ricordare all'inizio della sfilata. E poi via con la 'rainbow machine' che è l'ispirazione della collezione per lui e per lei e dell'allestimento della sala, con i telai e le macchine da cucire azionati dagli artigiani del marchio della famiglia Benetton. E' stato con Luciano Benetton - racconta Castelbajac - che "intorno a un tavolo abbiamo rifatto il mondo". Il riferimento è a un pranzo a casa dell'imprenditore veneto, organizzato da Oliviero Toscani, in cui i due hanno scoperto di avere "lo stesso Dna, l'idea del colore come forza ed eleganza". Ed ecco, dopo l'estate, la proposta di diventare direttore artistico di tutte le linee, "una delle più belle avventure della mia vita perché - dice lo stilista che in Italia aveva già collaborato con Iceberg e Sportmax - sono di fronte a una straordinaria 'Rainbow machine', una casa di alta moda per tutti che porta avanti l'idea di una cultura e di una bellezza democratiche".

Per la sua prima sfilata per Benetton, Castelbajac ha portato in passerella proprio l'arcobaleno, come aveva fatto nel 1997, quando il Vaticano lo aveva chiamato come direttore artistico per la visita del Papa a Parigi. Allora aveva vestito preti e ragazzi nei colori dell'arcobaleno, preoccupandosi della reazione dei religiosi, visto che sono anche quelli della bandiera dei diritti omosessuali. Ma loro gli avevano risposto che non c'è copyright per l'arcobaleno, così come oggi lui dice che "non c'è copyright per il colore: il motto United Colors of benetton non è mai stato così moderno - dice - perché il colore serve a riunire gente di ogni tipo ed età". Ed è un casting multietnico quello che porta in scena la collezione per il prossimo inverno - di cui un assaggio è già in vendita in alcuni negozi, dallo store di piazza Duomo a Selfridges a Londra. Ecco il nuovo piumino corto con il logo colorato, le calze a rombi, gli stivali imbottiti a righe e la mini a pieghe verde prato. E poi il completo in maglia jacquard con le calze a righe e il passamontagna colorato, pensato per piacere ai millennial e il pull con cappuccio messo con il bermuda largo e il piumino logo nei colori della terra.

"Questo è un progetto di stile e bellezza a prezzi straordinari - spiega lo stilista - la settimana scorsa abbiamo lanciato una T-shirt a 9 euro ma alcuni pezzi arrivano a 300: la nostra non è fast fashion, noi pensiamo a un guardaroba perenne a prezzi giusti". Per lanciarlo sul mercato, la comunicazione è stata affidata a Oliviero Toscani, che ha anche collaborato alla sfilata, la prima del brand dopo lo show celebrativo per i 40 anni che si è tenuto a Parigi nel 2006.

Ecco la Milano fashion week, con l'attesissima sfilata di Gucci ma anche quelle di Moncler, N21 e Alberta Ferretti.

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Lagerfeld, Schiffer, fu lui a trasformarmi in top

L'iconica modella tedesca, era come Warhol per l'arte

Lifestyle Moda
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 "Karl era la mia polvere magica, mi ha trasformato da timida ragazza tedesca in una top model. Mi ha insegnato la moda, lo stile e la sopravvivenza nel mondo della moda. Ciò che Warhol era per l'arte, lui lo era alla moda, è insostituibile. Lui è l'unica persona che potrebbe rendere colorato ciò che è in bianco e nero! Sarò eternamente grata a lui". Così la top model Claudia Schiffer.
   

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Lagerfeld e Chanel, come Karl ha reinventato il marchio di Coco

Dalla giacca sartoriale alle borse trapuntate la 'sua' idea di Chanel

Lifestyle Moda
Chiudi Lagerfeld e le sue modelle alla sfilata Chanel 2010 (ANSA) Lagerfeld e le sue modelle alla sfilata Chanel 2010

Il genio artistico di Karl Lagerfeld, la generosità e la sua eccezionale intuizione di anticipare le mode hanno in gran parte contribuito all'influenza della maison Chanel nel mondo. Oltre ad essere un grande creatore, lo stilista tedesco morto il 19 febbraio a Parigi a (forse) 85 anni, "ha avuto carta bianca nei primi anni '80 per reinventare il marchio", ha detto  Alain Wertheirmer, ceo di Chanel ricordando il "vero amico e complice".

Personalità creativa eccezionale, Karl Lagerfeld ha reinventato, a partire dal 1983, i codici del marchio creato da Gabrielle Chanel: la giacca sartoriale, il tubino nero, i preziosi tweed, le scarpe bicolori, le borse trapuntate, perle e bigiotteria.

Lagerfeld ha detto di Coco Chanel: "Il mio lavoro non è non fare ciò che ha fatto, ma ciò che avrebbe potuto fare. Chanel è un'idea, possiamo reinterpretarla indefinitamente'. Uomo colto e spirito illuminato, libero nella sua creazione come nella sua espressione, Lagerfeld ha esplorato molti altri orizzonti artistici oltre la moda, tra cui la fotografia e i cortometraggi. Chanel ha beneficiato del suo talento in tutte le campagne di moda dal 1987.

I vertici della maison,  del presidente della maison Bruno Pavlovskyi e del ceo Alain Wertheimer, hanno già reso noto chi prenderà il suo posto alla direzione artistica: sarà Virginie Viard, direttrice di Chanel Fashion Creation Studio e stretta collaboratrice del couturier, da 30 anni.

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