Società & Diritti

Progetto #100esperte, più donne a spiegare i fatti in tv

Presenza femminile appena al 20%. Online database economiste e scienziate

Centodonne contro gli stereotipi steam (foto da 100esperte.it), la banca dati on line con 200 nominativi scienziate e ricercatrici © Ansa

A spiegare e interpretare il mondo sui media, in Tv e sui giornali, sono quasi sempre gli uomini, mentre la presenza femminile si attesta appena al 20%. Anche se le donne esperte nelle varie materie, siano scientifiche o economiche, "sono tante" e ben preparate. Per questo nel 2016 è nato il progetto "centodonne contro gli stereotipi", che oggi conta su una banca dati online (www.100esperte.it) con quasi 200 nominativi tra i quali selezionare le ospiti dei programmi o di panel ed eventi pubblici.
    L'obiettivo, ha spiegato Giovanna Pezzuoli, autrice insieme a Luisella Seveso di due volumi 'cento donne contro gli stereotipi' nella scienza e nell'economia, è quello di promuovere la crescita delle voci femminili come opinion maker e di "togliere alibi a chi non crede nel valore delle donne" ma anche di rimediare alla "quasi totale assenza delle donne nel dialogo pubblico tra economia e politica".
    Il progetto, presentato al Festival dell'Economia di Trento, è stato lanciato da Osservatorio di Pavia e associazione Gi.U.Li.A. (Giornaliste Unite Libere Autonome), in collaborazione con la Fondazione Bracco e con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, e, ha spiegato Monia Azzalini responsabile Media e Genere dell'Osservatorio, a giugno arriverà più di 200 esperte, con 20 nuove schede".

Sul sito si possono consultare nomi e curriculum di esperte in chimica, fisica o economia, con le relative specializzazioni, selezionate in collaborazione con il Centro Genders dell'Università degli Studi di Milano, per le aree scientifiche, e dell'Università Bocconi, per l'area Economia e Finanza. Si tratta insomma, dice ancora Azzalini, di una "piattaforma online dove chiunque voglia interpellare una esperta può fare una ricerca e trovare un nome da contattare direttamente". Basta indicare un nominativo o attivare una delle parole chiave, da 'bosone di higgins' a 'cellule staminali' o innovazione' e 'tecnologia'. Tra i nomi non solo alcune donne già riconosciute come autorevoli, da Lucrezia Reichlin a Magda Bianco, ma anche decine di studiose, ricercatrici, esperte anche molto giovani che consentono anche di promuovere "una campagna di sensibilizzazione per i media o chi organizza panel ed eventi pubblici, per suggerire nomi nuovi e offrire anche alle nuove generazioni dei role model".
    Per quanto riguarda il mondo dei media, secondo i risultati del Global Media Monitoring Project 2015 (GMMP), radio, stampa e TV italiane danno molta più visibilità agli uomini che alle donne (79% vs il 21%). In particolare, tra gli esperti, le fonti femminili sono soltanto il 18%, salite nel 2017 al 20%. Una maggiore presenza femminile, è la convinzione di chi promuove il progetto, può svecchiare un linguaggio mediatico che, ignorando le esperte, trascura i segni del tempo e disconosce l'apporto delle donne in tutti i diversi ambiti della società, dalla politica all'economia.
   

  • dell'inviata Silvia Gasparetto
  • TRENTO
  • 03 giugno 2018
  • 18:54

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