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Softies, che amorevoli quei peluche fatti a mano

E' nuova professione per mercato in crescita dei giocattoli artigianali

Softies, i peluche artigianali morbidissimi © Ansa

Mamma e papà hanno teste grandi, gambe e braccia lunghissime e solamente tre dita per mano. I cagnolini hanno più di quattro zampe, i leoni sfoggiano maxi criniere, le farfalle un bel sorriso. E poi ci sono i personaggi immaginari. Animali e cari ritratti dai piccoli sono molto più di semplici ‘scarabocchi’ e i genitori lo sanno tanto da conservare e accumulare col tempo gli schizzi più sorprendenti. I bambini con le matite e i fogli da disegno viaggiano con la fantasia inventando esseri inesistenti nella realtà ai quali vogliono bene. Sarà per questo che, dopo un paio di anni in sordina, é scoppiato il trend, rigorosamente online e artigianale, della realizzazione di pupazzi di stoffa identici ai disegni fatti dai bambini.

Dopo la mania degli amigurumi, pupazzetti di tutti i tipi fatti all’uncinetto alla maniera giapponese (piccoli e teneri) ora è la volta dei softies (così si chiamano). Chi è abile con ago e filo li realizza da sé ma la maggioranza dei genitori li ordina attraverso i social col supporto di instagram, vetrina mondiale dei pupazzi più belli. Basta spedire i disegni dei propri figli a stilisti e designer che li realizzano a mano identici e li recapitano direttamente a casa. L’offerta di esperti é vasta online e cresce di mese in mese.

Ha oltre 250.000 followers su facebook il portale Child’s Own, che cuce pupazzi dai disegni su ordinazione. Fondato dall’artista Wendy Tsao che fece il suo primo softie nel 2007 per la figlia che allora aveva 4 anni. Da lì nacque l’idea di farne una professione. Ha una mente italiana invece il progetto ‘Piccolo Artista’, che nasce dall’idea di una graphic designer, Wilma Traldi, laureata all’Istituto europeo di design di Milano. Dopo aver lavorato a Barcellona e Parigi ora vive a Marsiglia dove smista i disegni provenienti da molte cittá del mondo e realizza i pupazzi interamente a mano, rifiniti nei minimi dettagli proprio come i ritratti originali fatti dai piccoli clienti, colori inclusi. Spiega Traldi nel blog (www.piccoloartista.com) “La fantasia di quando si è piccoli si rivela nei disegni e nella loro libertá nell’usare i colori, la loro attitudine è di immaginare una realtá senza schemi nè confini. L’obiettivo del progetto è di trasformare questa energia in pupazzi unici che ricordino questo periodo magico, una sorta di souvenir a ricordo della loro infanzia”.
Molto seguita (con circa 50.000 followers su facebook) anche la milanese Flunfy che cuce peluche e softie personalizzati e con certificato di nascita. La mente creativa é composta da un team di giovani, ne fanno parte un designer inglese, sarte italiane, un esperto di logistica e perfino un medico. Nuove figure professionali per nuove idee e per un mercato in costante crescita, quello dei giocattoli artigianali e del ‘fatto a mano’.

  • di Agnese Ferrara
  • 13 gennaio 2018
  • 14:01

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