Eugenio Barsanti e Felice Matteucci inventori motore scoppio

Depositarono progetto nel 1853, 14 anni prima del tedesco Otto

Redazione ANSA PIETRASANTA (LUCCA)

Se oggi ci muoviamo a bordo di auto dotate del cosiddetto motore a scoppio, quello che ha portato 133 anni fa alla nascita della prima vettura della storia, il triciclo di Benz, lo si deve ad una coppia di 'inventori' italiani, entrambi toscani: a Padre Eugenio Barsanti, un insegnante di fisica nato a Pietrasanta, e all'ingegnere Felice Matteucci di Lucca. Contrariamente a quanto si crede, infatti, la creazione del primo motore a quattro tempi - quello di Nikolaus Otto che, associandosi a Karl Benz, portò alla nascita del Benz Velociped datata 1886 - è successiva di 14 anni alla scoperta realizzata da Barsanti, e successivamente sviluppata assieme Matteucci. E' infatti il 6 giugno 1853 - ben prima rispetto al brevetto del tedesco Nikolaus Otto - quando Barsanti e Matteucci depositano all'Accademia dei Georgofili di Firenze (non esisteva ancora un ufficio brevetti) un documento con la descrizione dell'invenzione del primo motore a scoppio della storia. L'avventura 'motoristica' della coppia di inventori toscani era iniziata 10 anni prima di questa ufficializzazione: Barsanti aveva scoperto - durante un esperimento nella sua aula del collegio San Michele di Volterra - la possibilità di trasformare uno scoppio (in quel caso infiammando del gas) in forza meccanica. Dalla collaborazione con Matteucci venne sviluppata una 'macchina' capace di ripetere ciclicamente questa trasformazione ed ottenere così una costante erogazione di forza meccanica. Il motore, frutto dello sviluppo del progetto, nell'intento dei due inventori toscani avrebbe dovuto servire da propulsore del battello 'Il veloce' della Compagnia di navigazione Lariana di Como. Ne vennero costruiti due esemplari diversi collaborando con due fonderie. Il primo da 20 Cv non fu in grado di fornire il comportamento richiesto, il secondo da 8 Cv ebbe un discreto successo - come riporta un articolo de La Nazione pubblicato nel 1863 - tanto da portare alla nascita nel 1859 della 'Società anonima del nuovo motore Barsanti e Matteucci'. Negli anni che seguono sono però solo i motori di Jean Etienne Lenoir (datato 1860) e di Nikolaus Otto e Eugen Langen (del 1867) ad ottenere ampia fama e, quindi, ad essere ricordati come pietra miliare nello sviluppo dell'automobile. Primo fra tutti quello conosciuto come Ciclo Otto dal nome dell'omonimo ingegnere tedesco che depositò il brevetto del primo motore a quattro tempi nel 1886. Ma gli stessi studi erano stati compiuti e pubblicati, nel 1862, dall'inventore francese Alphonse Beau de Rochas, il quale non aveva fatto altre che aggiungere la fase di compressione al motore di Barsanti e Matteucci.

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