Audi, anche stabilimento ungherese è carbon free

Comparto di Győr ha impianto fotovoltaico più grande d'Euro

Redazione ANSA MILANO

Dopo lo stabilimento Audi di Bruxelles, anche quello ungherese di Győr diviene carbon neutral. Proprio qui, la casa automobilistica tedesca, ha infatti messo in funzione, in collaborazione con E.ON, l'impianto fotovoltaico a tetto più grande d'Europa. Dall'inizio del 2020, lo stabilimento di Győr utilizza esclusivamente energia rinnovabile, mentre è dal dal 2012 che il 70% del fabbisogno termico del sito ungherese viene soddisfatto mediante l'energia geotermica e la quota rimanente viene compensata utilizzando il biogas. Dopo Bruxelles, lo stabilimento di Győr diviene così il secondo sito produttivo Audi a ottenere la certificazione carbon neutral. "Entro il 2025, tutti gli stabilimenti Audi saranno carbon neutral - ha affermato Peter Kössler, Membro del Board per la produzione di Audi AG - e convertendo i nostri siti produttivi all'utilizzo esclusivo d'energia rinnovabile, contribuiamo alla protezione del clima".

Fulcro delle misure volte a ridurre le emissioni in produzione del brand auto è il programma Mission:Zero, il cui focus si concentra sul decarbonizzare l'intera filiera produttiva, sviluppare un ciclo chiuso dell'acqua che non generi reflui, rendere efficiente l'accesso alle risorse e tutelare la biodiversità. In tal senso, dall'inizio del 2020, tutti i siti produttivi Audi utilizzano esclusivamente energia rinnovabile.

"Per Audi Ungheria la sostenibilità è essenziale - ha dichiarato Alfons Dintner, Amministratore Delegato di Audi Ungheria - e il parco solare a tetto ha contribuito in grande parte alla certificazione carbon neutral. È cruciale che i nostri prodotti vengano sviluppati nel rispetto dell'ambiente e che la carbon footprint di tutte le nostre attività si riduca costantemente". Grazie ai provvedimenti volti allo sfruttamento efficiente delle risorse, nel solo 2019 Audi Ungheria ha risparmiato oltre 18.000 megawattora di energia, evitando emissioni di CO₂ per quasi 5.750 tonnellate. Le emissioni di CO₂ non evitabili, ad esempio legate all'attività dei motori al banco prova, vengono invece compensate tramite progetti ambientali e carbon credit certificati a livello internazionale.

 

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