Biometano e biocarburanti HVO, strade 'verdi' prioritarie

Iniziative per decarbonizzare trasporti attivate da Eni e Iveco

Redazione ANSA MILANO

  Eni e Iveco - due degli attori che assieme a Cnh hanno recentemente siglato un memorandum d'intesa per "sviluppare potenziali iniziative congiunte negli ambiti di agricoltura, mobilità sostenibile ed educazione - avevano già annunciato lo scorso aprile la volontà di unire le proprie competenze per esplorare una possibile cooperazione in iniziative di mobilità sostenibile nel settore dei veicoli commerciali in Europa e accelerare il processo di decarbonizzazione dei trasporti, ambito nel quale entrambe sono attive da tempo.
    L'obiettivo indicato è la definizione di una piattaforma integrata di mobilità sostenibile per le flotte di veicoli commerciali, attraverso l'offerta di mezzi innovativi alimentati con biocarburanti e vettori energetici sostenibili, quali il biocarburante HVO (Hydrotreated Vegetable Oil, o Olio Vegetale Idrogenato), il biometano, l'idrogeno e l'elettrico, e delle relative infrastrutture.
    La collaborazione prevede l'offerta, da parte di Eni, di HVO puro al 100% utilizzabili dai veicoli pesanti Iveco dotati di motorizzazione compatibile. Il biocarburante di alta qualità HVO, infatti, può essere utilizzato in purezza in tutte le motorizzazioni diesel più recenti: si tratta di un biocarburante di elevata qualità di origine vegetale e da scarti, prodotto attraverso la tecnologia proprietaria Ecofining nelle bioraffinerie Eni di Venezia e Gela. L'HVO puro al 100% consente di abbattere le emissioni di CO2 (calcolate lungo tutto il ciclo di vita) tra il 60 e il 90% rispetto al mix fossile di riferimento.
    Inoltre, Eni e Iveco - che è leader in Europa nei veicoli commerciali a gas naturale - intendono accelerare la disponibilità sul mercato del biometano, combustibile rinnovabile ottenuto da scarti agroindustriali, sia compresso (CNG) sia liquefatto (LNG), anche attraverso possibili partnership in Italia e all'estero. Sono inoltre previste iniziative a favore dei veicoli elettrici, a batteria e a celle a idrogeno, e delle relative infrastrutture.
    Su questo fronte Iveco ha in programma un piano di lancio di nuovi modelli a trazione elettrica, a batterie e quindi a fuel cell, mentre Eni intende creare una rete di punti di ricarica: la Eni Live Station di Mestre (Venezia), in località San Giuliano, è la prima stazione di servizio in Italia per il rifornimento di idrogeno in ambito urbano, cui seguirà una seconda stazione a San Donato Milanese.
    "La collaborazione con IVECO si inquadra nel percorso di Eni per raggiungere l'obiettivo delle zero emissioni nette al 2050.
    Per realizzare questa transizione - aveva dichiarato Giuseppe Ricci, direttore generale energy evolution di Eni al momento di annunciare l'accordo - è fondamentale utilizzare in modo complementare tutte tecnologie disponibili che possano concorrere a fornire prodotti utili a ridurre le emissioni.
    Insieme a Iveco potremo segnare un'accelerazione verso un trasporto merci più sostenibile proprio perché comprende sia soluzioni tecnologicamente pronte e immediatamente utilizzabili, come il biocarburante HVO, di cui Eni è il secondo produttore europeo, e il biometano, sia lo studio congiunto di soluzioni che saranno pronte a medio e lungo termine, come la rete a idrogeno e l'elettrificazione dei veicoli commerciali, riconoscendo che la complessità della transizione energetica richiede il contributo sinergico e la lungimiranza di tutti gli attori della filiera".  

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