Cingolani: 'Blabla? Transizione non facile, seguiamo agenda'

Il ministro a #ForumAutomotive per confronto con la filiera auto

Francesco Fabbri MILANO

Tutte le tecnologie, dal nucleare di quarta generazione al miglior utilizzo delle energie rinnovabili, sono al vaglio per la produzione dell'elettricità necessaria per la mobilità di nuova generazione e per la transizione imposta dall'agenda per il 2030. Lo assicura il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che nel corso dell'incontro con la filiera automotive durante il #FORUMAutoMotive in corso a Milano sottolinea che sul tema non si sta facendo nessun 'blablabla' - come sostenuto da Greta Thunberg - perché "se le cose fossero state semplici sarebbero già state fatte". Pur sottolineando che "per accelerare la transizione non si può pensare di avere incentivi a ripetizione", Cingolani ammette che per favorire la decarbonizzazione "servono aiuti strutturali, non del tipo stop&go come avvenuto di recente". La strada, per il ministro, è segnata ma non breve. Si parla di anni, in ciascuno dei quali "dovremo garantire un aumento a due cifre dell'immatricolazione di veicoli a zero emissioni" per rispettare il calendario. "L'impegno con la Commissione Europea si base su un programma preciso, che comprende centinaia di azioni nei prossimi cinque anni - aggiunge il titolare del MTE - e l'agenda prevede tappe forzate che prevediamo di rispettare".
    Nuova apertura di Cingolani sul fronte del nucleare di quarta generazione in affiancamento alle energie rinnovabili. "Sono tecnologie in fase di sviluppo - chiarisce Cingolani - e sarà difficile che possa diventare una realtà entro i prossimi 10 anni". La sicurezza, però, è data per certa perché si utilizzano materiali diversi dall'uranio e il raffreddamento è con minerali, non ad acqua. Senza dimenticare che potrebbero assicurare la produzione di 350 megawatt in una centrale dalle dimensioni di un container.
    Il piano prevede che per arrivare a impiegare il 70 % di energie rinnovabili bisogna installare molti impianti, decuplicando ogni anno le centrali, facendo in modo che la domanda di energia possa crescere compatibilmente con quello che produciamo. Sulla scia di questa agenda, l'Italia investirà 3,2 miliardi di euro sulla ricerca sull'idrogeno verde. "Attualmente - sottolinea Cingolani - l'elettrico è utile sulle brevi tratte.
    Il problema non dipende dalle auto, ma dalle infrastrutture".
    "La transizione - spiega ancora il ministro - non può essere concentrata solo sull'elettrico. Intanto dobbiamo aiutare chi non può fare autonomamente il salto, consentendogli di passare al più presto alle auto omologate Euro 6. E poi è importante fermare il mercato dell'usato di terza o quarta mano che finisce in altri continenti, trasferendo il problema in aree geografiche diverse". 
A porre l'accento sul problema della componentistica che tanto sta pesando sulla produzione mondiale di vetture, infine, anche Matteo Gennari, general manager di Mecar, piattaforma di servizi di logistica, che auspica un fronte comune tra aziende e imprese. “L’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale - sostiene - sono un fatto di sopravvivenza, ma che non possono essere supportati solo dagli operatori logistici”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie