Una legge per limitare l'uso dell'auto a chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza

Proposta dal Cnel: prevede l'installazione di un apparecchio nella vettura

Redazione ANSA ROMA

Una proposta di legge per introdurre limitazioni all'utilizzo dei veicoli a motore da parte di soggetti già condannati per il reato di guida in stato di ebbrezza che prevedono l'installazione, sul mezzo usato, di un dispositivo, l'alcol-lock, che impedisca la messa in moto qualora si rilevi un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge consentiti. E' quanto prevede un disegno di legge del Cnel, approvato dall'Assemblea nell'ultima seduta prima della pausa estiva e già annunciato nelle Aule di Senato e Camera.
    Lo scopo della proposta, nata nella Consulta Nazionale, che non comporta oneri aggiuntivi per le casse dello Stato dal momento che installazione e manutenzione del dispositivo sono a carico del soggetto sanzionato, è quello di prevedere che, chi viola la disposizione, sia oggetto di una specifica prescrizione per la guida che andrebbe resa esplicita sulla patente come previsto dalla vigente normativa europea.
    "L'alcol-lock è un efficace strumento di prevenzione dell'incidentalità stradale alcol-correlata già sperimentato positivamente in altri Paesi tra cui Belgio, Francia, Danimarca e Polonia - dice Gian Paolo Gualaccini, coordinatore della Consulta Nazionale per la Sicurezza Stradale e la Mobilità Sostenibile del Cnel - Negli ultimi anni secondo l'Istat si è registrato un aumento dei casi per la guida sotto l'effetto di alcol, passati da 1,2 ogni 100 incidenti nel 2001 a 3,9 nel 2018. In crescita, anche nel 2019, le sanzioni per guida in stato di ebbrezza. Approvando questo disegno di legge, l'Italia si metterebbe al passo degli altri Stati europei". 

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