Salone dell'Auto di Parigi: tagli alle emissioni, non alle emozioni

Si va verso l'elettrico, senza rinunciare al piacere della guida

Redazione ANSA

Lo hanno definito il Salone della Transizione, alludendo al passaggio dalle motorizzazioni tradizionali a quelle 'elettrificate' (auspicato da molti, eccetto che dagli automobilisti, alle prese con budget sempre più risicati). E continuano anche a chiamarlo "Mondial de l'Automobile", anche se il mondo delle quattro ruote è presente quest'anno in formazione dimezzata, visto il lungo elenco delle defezioni. 

Tante, nonostante le assenze, le novità: si passa dalla Ferrari 488 Pista Spider alla Bmw serie 3, alla Toyota Rav4 Hybrid, alle tre anteprime Lexus, tanto per citarne alcune.

Il Salone di Parigi, in programma dal 4 al 14 ottobre, sembra essere soprattutto il punto di partenza per una riflessione su quella che sarà la mobilità del futuro, e quelle che posso essere le soluzioni vicine e percorribili per ridurre il caos sulle strade delle grandi metropoli (vera e grave causa dell'inquinamento) e abbattere ancora le emissioni legate al traffico.

Così, arrivando all'area espositiva della Porte de Versailles dopo una interminabile coda di auto, furgoni e perfino grandi autocarri, che pare essere una situazione normale nella Capitale francese, si scopre da una ricerca, commissionata dal Mondial de L'Automobile a CSA, che solo l'11% del francesi è disposto nei prossimi anni ad abbandonare la propria auto e che il 23% immagina una combinazione tra varie modalità di trasporto, con uno zoccolo duro rappresentato dal 45% dei francesi intenzionato a non rinunciare alla mobilità individuale e alla propria vettura. All'ombra della Tour Eiffel, dunque, l'automobile privata sembra avere un futuro assicurato almeno fino al 2028-2030, seppure con importanti evoluzioni tecnologiche (lo chiede l'89% dei francesi), ma anche molti dubbi sulla guida autonoma (il 44% non sa bene di cosa si tratti).

E' interessante confrontare le offerte che le Case presenti al Salone fanno a livelli di nuovo modelli e nuovi servizi rispetto ai desiderata espressi nella ricerca di CSA. Al primo posto di ciò che i clienti si attendono da un nuovo modello c'è il risparmio di carburante (38%), seguito dalle emissioni più contenute (28%) e dalla maggiore sicurezza (23%). La connessione a internet vale solo il 10%, seguita dai sistemi di guida autonoma (9%) e dai servizi di mobilità (6%).

Dalla ricerca risulta anche che il 33% dei francesi continua ad attribuire una grande importanza al 'piacere' legato alla guida e al possesso di una bella automobile. E se ci si guarda in giro - pur con la ridotta quantità di novità presenti - ci si rende conto che il futuro, probabilmente, ci riserverà qualche sorpresa. I costruttori di auto (comportandosi come 'carbonari') continuano a pensare, a disegnare e a realizzare modelli emozionali, performanti e capaci di dare piacere. A dispetto di coloro che pensano che l'unica missione dell'industria delle quattro ruote sia quella di 'tagliare' la CO2.

Il Salone quest'anno introduce nuovi eventi dedicati alla mobilità del futuro e alle tecnologie di domani e (ri)apre un ampio spazio dedicato alle due ruote con l'organizzazione del Mondial de la Moto che occuperà un intero padiglione della fiera, il numero 3. Per il Salone francese, nato nel 1898 e che quest'anno celebra i 120 anni, si tratta di un ritorno alle origini: dal 1901 al 1986, infatti, la kermesse transalpina ha ospitato ininterrottamente sia le due sia le quattro ruote.

Nota dolente le defezioni, numerose e di peso. Da Volkswagen a Ford, da Volvo a Nissan, Opel, Mazda, Infiniti, Mitsubishi e Subaru, in molti hanno deciso di non esporre. Assente anche Fca, con i brand Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Jeep e Abarth mentre il gruppo esporrà i marchi di lusso Maserati e Ferrari, che faranno compagnia ai tre brand premium tedeschi - Audi, Bmw e Mercedes - e alla Porsche.

Per le Case automobilistiche, insomma, gli appuntamenti più allettanti - commercialmente parlando - sono diventati quelli che riguardano Paesi in cui la motorizzazione di massa è ancora parziale o addirittura 'futuribile' (come Cina, India e altre nazioni del Far East) o i pochi - come Ginevra e Francoforte - che sono considerati irrinunciabili per 'mostrarsi' e spiare la concorrenza.

E per cercare di fermare l'emorragia degli espositori, a partire dall'edizione 2020 il Salone di Detroit scivolerà nel calendario OICA in ottobre, salvandosi dalla concorrenza del CES di Las Vegas ad inizio gennaio ma impattando, tra due anni, proprio con il Salone di Parigi.

 

A seguire alcuni dei principali tweet sul Salone di Parigi, che precedono tutte le notizie e le novità

 


I TWEET DEL SALONE DELL'AUTO DI PARIGI

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