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Hackathon su Hiv, creatività e tecnologia per i pazienti

Scovare il sommerso e qualità di vita le sfide da affrontare

ROMA ANSAcom

Identificare il prima possibile le persone positive all'Hiv e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Sono queste le due principali sfide nei confronti di una malattia che oggi fa meno paura rispetto a diversi anni fa ma che necessita ancora molta attenzione. E' stato pensato per trovare soluzioni digitali da tradurre in strumenti concreti, 'Devs for Health', il primo Hackathon online sull'HIV, promosso da Gilead Sciences e i cui vincitori sono stati premiati in un evento online. L'Hackathon ha messo in competizione creativi ed esperti del digitale e ha permesso di selezionare i due progetti più originali e utili: una app che aiuta la diagnosi e un servizio di 'smart locker' per facilitare la consegna di farmaci.

Un'iniziativa particolarmente importante nel momento in cui l'epidemia di Covid-19 ha contribuito a segnare una battuta di arresto nella lotta all'infezione. "Oggi riusciamo a garantire alla quasi totalità dei pazienti l'accesso alle terapie antiretrovirali e, grazie alla loro efficacia, l'azzeramento della possibilità di trasmettere il virus ad altre persone", spiega Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive (Simit), "ora però la sfida è trovare strumenti efficaci per dare ai pazienti una sempre migliore qualità di vita e per diagnosticare prontamente i casi ancora non ancora noti". Di qui l'idea dell'hackathon, i cui vincitori affronteranno ora la fase di bootcamps, ovvero 5 giornate di lavoro sul campo in cui gli sviluppatori saranno affiancati da medici e pazienti, per mettere a punto le soluzioni digitali vincitrici. "Innovazione per noi - evidenzia Cristina Le Grazie, Executive Director Medical Affairs di Gilead Italia - non significa solo sviluppare farmaci sempre più rispondenti alla gestione delle diverse tipologie di pazienti, ma anche mettere la tecnologia al servizio della comunità e di chi convive con il virus Hiv". I'iniziativa di open innovation nasce dall'ascolto dei bisogni di medici e pazienti ed è stata sviluppata, in ogni fase, con i loro contributo, "così da rispondere il meglio possibile alle esigenze suggerite".

In collaborazione con:
Gilead

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