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Al via progetto monitoraggio civico farmacie ospedaliere

Lanciato da Cittadinanzattiva, scopo è coinvolgere cittadini

NAPOLI ANSAcom

Quali sono l'accessibilità e la qualità offerti al cittadino dalle farmacie ospedaliere? E' per rispondere a queste domande che arriva il progetto "Monitoraggio civico delle farmacie ospedaliere. Focus sulla distribuzione dei farmaci", promosso da Cittadinanzattiva con il patrocinio della Sifo, e il sostegno non condizionante di Teva, presentato oggi a Napoli in occasione della giornata di apertura del Congresso nazionale 2018 della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende sanitarie.

Il progetto si propone di indagare anche la capacità delle farmacie ospedaliere di garantire i diritti del malato e individuare possibili azioni di miglioramento per un'organizzazione più a misura di cittadino.

L'attività di monitoraggio civico si realizzerà attraverso una fase di osservazione diretta da parte dei volontari del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva e interviste a cittadini, responsabili e direttori del servizio farmaceutico delle strutture ospedaliere e delle Asl. I dati del monitoraggio e le azioni di miglioramento individuate saranno presentati nella seconda metà del 2019.

Molte sono le difficoltà che, nell'ambito dell'assistenza farmaceutica, i cittadini segnalano a Cittadinanzattiva: problemi nell'accesso ai farmaci, anche innovativi (come nel caso di quelli per l'epatite C 44,4%), ritardi nella erogazione delle terapie e indisponibilità dei farmaci (24,2%), a causa di limiti di budget aziendali o ritardo nell'inserimento nei prontuari, per ritiro dal mercato da parte delle aziende produttrici o la non commercializzazione dei medicinali in Italia. A questo si aggiunge il carico legato alla burocrazia (35%), come, per esempio, l'accesso ai farmaci per i quali la prescrizione è subordinata al piano terapeutico o farmaci in sperimentazione. E ancora: i disagi e le difficoltà per le persone malate o le famiglie per gli spostamenti (l'84,3%), per le giornate di lavoro "perse", permessi lavorativi (48,6%) richiesti.

In collaborazione con:
Teva

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