Malattia delle gengive potrebbe aumentare rischio di ictus

Collegata a presenza ostruzioni in vasi che ossigenano cervello

Redazione ANSA

La parodontite potrebbe aumentare il rischio di ictus e di irrigidimento dei vasi sanguigni che portano ossigeno al cervello (arterie cerebrali). Lo suggeriscono due studi che saranno presentati alla conferenza della American Stroke Association's International Stroke - la prossima settimana a Los Angeles.
    Gli studi sono stati entrambi condotti dal Souvik Sen con il suo team, del dipartimento di Neurologia della University of South Carolina School of Medicine in Columbia.
    La parodontite è una malattia complessa del cavo orale, che vede la complicità di batteri e fenomeni infiammatori, e che, se non trattata porta alla perdita di uno o più denti. Diversi studi l'hanno associata a infiammazione generalizzata del corpo, malattie cardiovascolari e disturbi circolatori come l'arterosclerosi.
    In questi due lavori la parodontite viene suggerita come un fattore di rischio di ictus e di formazione di placche arterosclerotiche nei vasi che portano ossigeno al cervello.
    Nel primo studio, su 265 pazienti reduci da ictus si è visto che la parodontite è molto più comune (fino al doppio di probabilità) tra quei pazienti che hanno avuto un ictus dovuto al blocco di una arteria del cranio.
    Nel secondo studio, su 1145 persone senza una storia clinica di ictus, gli esperti hanno constatato che i soggetti con parodontite o gengivite presentano con probabilità doppia difficoltà circolatorie (con presenza di placche) nelle arterie del cranio.
    Gli studi, per quanto non conclusivi, suggeriscono ancora una volta l'importanza di curare la salute del cavo orale e in particolar modo la parodontite.
    "Di nuovo - sottolinea in un commento all'ANSA Cristiano Tomasi dell'Università di Göteborg e socio della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) - ci troviamo di fronte a dati che indicano una potenziale associazione tra la malattia parodontale e patologie sistemiche che possono portare a conseguenze molto gravi per la salute. Si deve sempre tenere a mente che questi studi evidenziano solo una correlazione - rileva l'esperto - e non un rapporto di causa-effetto, in questo caso tra parodontite e ictus. Per poter dimostrare quest'ultimo dovremmo condurre un lavoro in cui si seguono i pazienti nel tempo e si studiano gli effetti di un trattamento efficace della malattia parodontale sul rischio sistemico. Questi studi, però, sono molto difficili da portare a termine, anche per l'impegno economico richiesto", rileva Tomasi.
    "Credo tuttavia che questi studi debbano richiamare l'attenzione di tutti sull'importanza di mantenere una bocca in salute per il benessere generale dell'individuo - conclude.
    L'attenzione verso la salute e l'adozione di comportamenti che diminuiscono i rischi per la stessa non possono che avere ricadute positive a livello personale e sociale".
   

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