>ANSA-LA STORIA/ Medico colpito, ancora emergenza Covid

Sempre vivo ricordo colleghi,ritorno malattia sarebbe devastante

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 18 GIU - (Di Elida Sergi)(ANSA)- ROMA, 18 GIU - È tornato al lavoro già da un mese e mezzo, ha superato gli ostacoli maggiori relativi alla malattia da coronavirus, che lo ha colpito come medico di medicina generale e poi come paziente, ma ha sempre vivo in mente il ricordo dei colleghi che purtroppo sono deceduti, in particolare il suo omologo di Varese, Roberto Stella. Gianluigi Spata, presidente dell'Ordine dei medici di Como, è stato in condizioni difficili durante la sua permanenza in ospedale quando si è ammalato di coronavirus nel mese di marzo, per fortuna non tanto gravi da mettere a repentaglio la vita, ma proprio mentre affrontava il suo percorso di cura, in una Lombardia in piena emergenza sanitaria, si rincorrevano le notizie tristi di decessi di colleghi, pazienti. Ha stretto i denti, come racconta all'Ansa. E' la "rabbia che mi ha dato la molla per reagire" spiega , una sana voglia di farcela e contrastare ciò che non andava nell'organizzazione sanitaria messa in discussione dalla pandemia. Ora, in una condizione in cui la pressione sulle strutture ospedaliere si è attenuata, oltre a non poter dimenticare le figure dei colleghi e dei pazienti che conosceva a cui non ha potuto dare l'ultimo saluto, lancia un messaggio per spiegare che "l'emergenza non è finita e non bisogna abbassare la guardia. Basti pensare a cosa sta succedendo in Cina, a Pechino, dove è' stato stiamo nuovamente il lockdown".
    "Non si vuole fare terrorismo-evidenzia - ma mettere in guardia: le infezioni ci sono ancora, il virus è ancora tra noi. Ho paura per l'autunno, stagione in cui a una possibile ripresa dei contagi si sovrapporrà l'influenza. Per questo ritengo che bisogna abbassare la soglia per il vaccino dell'influenza, farlo a più persone possibili. Non protegge dal Covid, ma può aiutare nella cosiddetta diagnosi differenziale, cioè nella distinzione fra le due patologie". "Una ripresa della malattia- conclude - sarebbe devastante, soprattutto per i pazienti ma anche per il sistema sanitario, per gli operatori. Un'altra epidemia o un ritorno di un tale carico di contagi creerebbe non poche criticità e alcuni colleghi qualche problema psicologico già ce l'hanno". (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA