Firmato il contratto per Juice, la missione europea su Giove

La sonda Juice esplorerà tre sue lune ghiacciate in cerca di tracce di vita

Redazione ANSA

Firmato il contratto tra l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e l'Arianespace per il lancio della missione europea Juice (JUpiter ICy moons Explorer) diretta su Giove. L'accordo è stato siglato presso il Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget. Obiettivo della missione sono tre lune ghiacciate di Giove: Callisto, Ganimede ed Europa, che sotto la superficie nascondono probabilmente oceani di acqua liquida e salata, potenzialmente in grado di ospitare forme primitive di vita.



Il lancio di Juice, parte del programma dell'Esa 'Visione Cosmica 2015-2025', è previsto nel 2022 dalla base spaziale di Kourou, nella Guyana francese. Dopo un viaggio di circa sette anni, l'arrivo della sonda europea nel sistema gioviano è atteso alla fine del 2029. Le osservazioni dureranno almeno tre anni. Nel corso della sua odissea nel sistema di Giove, Juice orbiterà intorno al gigante gassoso, quindi compirà un esteso tour che prevede incontri ravvicinati con tutte e tre le sue lune ghiacciate: Europa, Callisto e Ganimede.

Intorno a quest'ultima luna, in particolare, la più grande del Sistema Solare e l'unica a generare un proprio campo magnetico, Juice resterà in orbita quasi un anno, fino a schiantarsi sulla sua superficie nel febbraio 2034. Ganimede sarà l'unico satellite naturale del Sistema Solare, dopo la Luna, ad avere una sonda in orbita. Juice studierà la composizione chimica dei ghiacci delle lune di Giove, la tenue atmosfera del gigante gassoso e il suo campo magnetico. Guarderà, inoltre, sotto la crosta ghiacciata delle lune, per analizzare natura e posizione di oceani sommersi. A caccia di tracce di vita microbica, passata o presente. 

La tecnologia italiana riveste un ruolo importante nella missione Juice con il gruppo Leonardo, che sta sviluppando il più grande generatore fotovoltaico nella storia dell'esplorazione del Sistema Solare. I pannelli solari destinati alla sonda hanno infatti un'area di 97 metri quadrati. 
Lo stesso gruppo sta realizzando lo strumento Janus, una camera ad alta definizione finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e sviluppato da un gruppo di ricerca internazionale guidato dall’Università Parthenope di Napoli e dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA