Un corteo di pianeti nel cielo di febbraio

Venere regina della sera, mentre Marte, Giove e Saturno salutano l’alba

Redazione ANSA

Un corteo di pianeti domina il cielo di febbraio 2020, con Venere regina del cielo serale e un suggestivo terzetto formato da Marte, Giove e Saturno visibile a oriente tra le prime luci dell’alba. Per alcuni giorni, poco dopo il tramonto sarà possibile osservare anche l’elusivo Mercurio, che il 10 febbraio tramonterà 1 ora e 34 minuti dopo il Sole.

“A febbraio l’intervallo di osservabilità di Venere si allunga e a fine mese lo vedremo tramontare quasi quattro ore dopo il Sole”, spiega Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai). I tre pianeti mattutini, invece, “si concentreranno nella costellazione del Sagittario. Lo spettacolo sarà impreziosito da una serie di congiunzioni dei tre pianeti con la falce di Luna calante, al mattino presto dei giorni 18, 19 e 20 febbraio”, aggiunge l’astrofilo.

“Prima dell’alba del 18 febbraio potremo vedere la falce di Luna calante sorgere a Sud-Est seguita da Marte, Giove e Saturno. Il giorno successivo - spiega Volpini - si verrà a trovare tra Marte e Giove, e il 20 tra Saturno e Giove”. La sera del 27, invece, “sarà la volta della congiunzione tra la falce di Luna crescente e Venere, osservabili a occidente nella costellazione dei Pesci”.

Il cielo di febbraio saluta, inoltre, l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Luca Parmitano, che il 6 febbraio rientra a Terra. Il passaggio più luminoso e di maggiore durata della Stazione Spaziale (Iss) in Italia sarà il 5 febbraio dalle ore 18:37, ben visibile dalla Pianura Padana.

Infine, l’Uai ha avviato il programma SatMonitor, per monitorare l’impatto sull’attività degli astrofili dei satelliti Starlink di Space X per l’internet veloce, quattro gruppi di 60, l’ultimo dei quali lanciato il 30 gennaio. “Sono, infatti, così numerosi - conclude Volpini - da creare sempre più spesso problemi nelle riprese astronomiche, con l’apparizione di trenini di satelliti nelle immagini, che rappresentano un nuovo tipo di inquinamento luminoso”.

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