Il telescopio Spitzer va in pensione, ha visto il baby universo

Per 17 anni ha studiato la nascita di stelle e pianeti

Redazione ANSA

Dopo aver visto la nascita di stelle e pianeti quando l'universo era ancora molto giovane, il telescopio Spitzer della Nasa va in pensione dopo 17 anni di attività, lasciando un'eredità importante, con immagini e dati che per anni daranno ancora molto lavoro ad astronomi e astrofisici. Le sue immagini nell'infrarosso hanno catturando stelle ancora avvolte nel proprio bozzolo di gas e polveri e culle di pianeti. L'ultima ha come protagonista la Nebulosa Tarantola, fotografata in due lunghezze d'onda.

La nebulosa si trova nella Grande Nube di Magellano, una delle galassie vicine di casa della Via Lattea, ed è un vivaio di stelle. "Spitzer ci ha insegnato molto sull'universo, aiutandoci a capire le nostre origini", ha detto Thomas Zurbuchen, uno dei responsabili del telescopio spaziale. "Il suo impatto scientifico - ha aggiunto - si estenderà certamente ben oltre la conclusione della missione".

Lanciato nel 2003, il telescopio ha studiato sia i dintorni del Sistema Solare che l'universo profondo. Ha osservato, ad esempio, la cometa Tempel 1, obiettivo nel 2005 della missione Deep Impact della Nasa. Spitzer ha inoltre scoperto il più grande anello che circonda Saturno, fatto di ghiaccio e polveri. Il telescopio è stato tra i primi a studiare pianeti esterni al Sistema Solare, contribuendo a scoprire i sette mondi simili alla Terra del sistema Trappist-1. Ha inoltre osservato stelle appena nate e ha scoperto nello spazio interstellare molecole di carbonio a forma di pallone da calcio, chiamate fullereni.

Il posto di Spitzer sarà preso dal telescopio spaziale James Webb, il cui lancio è in programma nel 2021. Realizzato grazie a una collaborazione tra le agenzie spaziali di Stati Uniti, Europa e Canada, il James Webb scruterà il cosmo anche nell'infrarosso, andando a caccia di vita su altri mondi.

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