Il tessuto che diventa robusto come un'armatura

Stampato in 3D, per esoscheletri smart

Redazione ANSA

All'apparenza è un normale tessuto, morbido e flessibile come una qualsiasi stoffa, ma sottoposto a una pressione si irrigidisce e diventa robusto come un'armatura, per poi riprendere l'aspetto originario: è il nuovo materiale descritto sulla rivista Nature e messo a punto al California Institute of Technology (Caltech) dal gruppo dell'italo-americana Chiara Daraio.


In condizioni normali il tessuto messo a punto al Caltech è morbido ed elastico (fonte: Chiara Daraio/Caltech)

 
Lo stesso tessuto diventato rigido e resistente (fonte: Chiara Daraio/Caltech)

Stampato in 3D, il nuovo materiale sembra un tessuto ma non è fatto di fibre. E' composto infatti da polimeri, e in futuro potrebbe essere utilizzato per costruire esoscheletri che potrebbero essere modellati sul corpo umano per applicazioni di tipo biomedico, sportivo o militare, e sono molte anche le applicazioni nel campo della robotica.

Mentre i normali tessuti devono le loro caratteristiche al tipo di lavorazione dei fili, il nuovo materiale si modifica a seconda degli stimoli esterni, come essere sottoposto a una pressione. Non è composto da fili, ma da particelle fatte di polimeri.


La struttura del tessuto che diventa rigido come un'armatura (fonte: Chiara Daraio/Caltech)

 

Nelle sue condizioni normali è morbido e può essere adattato bene per avvolgere oggetti dalla forma irregolare, ma non appena viene sottoposto una pressione, le particelle si incastrano le une con le altre e di conseguenza il materiale diventa fino a 25 volte più rigido rispetto alla sua configurazione originale.


Rispetto alle sue condizioni normali, il tessuto è diventato 25 volte più rigido (fonte: Chiara Daraio/Caltech)


Il confronto con la cotta di maglia dei cavalieri medievali viene spontaneo all'esperto di Scienza dei materiali Laurent Orgéas, dell'Università di Grenoble Alpes e del Consiglio nazionale francese delle ricerche (Cnrs). Commentando il nuovo materiale nello stesso numero della rivista, Orgéas osserva che la cotta di maglia era stata progettata per essere resistente per proteggere chi la indossava, ma anche per essere flessibile, adattandosi con precisione al corpo umano.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA