Pronti i mattoncini di vetro per i materiali interattivi del futuro

Grazie allo studio guidato da una ricercatrice italiana

Benedetta Bianco
Pronti i ‘mattoncini’ di vetro per i materiali interattivi del futuro, che potranno adattare le loro proprietà all’ambiente che li circonda: questo grazie ad un innovativo metodo di assemblare gli elementi  iniziali, i cosiddetti colloidi, che cambia del tutto il modo di pensare al design dei materiali. Il risultato è stato ottenuto da un gruppo di ricercatori guidati dall’italiana Laura Rossi dell’Università olandese della Tecnologia di Delft. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, apre ad applicazioni future ad esempio nell’ambito dei mezzi di trasporto, come automobili o aerei, poiché “i materiali ottenuti sono resistenti ma molto leggeri”, come dice all’ANSA la ricercatrice.
I colloidi sono minuscole particelle, di dimensioni che vanno da pochi miliardesimi di metro a pochi milionesimi, e possono avere proprietà diverse a seconda del materiale di cui sono fatti. I colloidi di vetro a forma di cubo utilizzati dai ricercatori, quando sono lasciati soli, si assemblano in strutture semplici come reticoli cubici ed esagonali distorti. Ma invece di passare immediatamente dal mattoncino iniziale alla struttura finale, gli autori dello studio hanno prima combinato tra loro piccoli gruppi di colloidi, realizzando ‘mattoni’ più grandi. Quando poi li hanno assemblati grazie ad una simulazione fatta al computer, hanno ottenuto una struttura finale diversa con proprietà del materiale diverse.
“Al momento, il mio gruppo sta cercando di produrre queste strutture in laboratorio in grosse quantità - dice la ricercatrice italianae  -  da diverse particelle di base per poterne studiare le proprietà. Tutto questo partendo da colloidi molto comuni, che quindi sono facili ed economici da preparare: una cosa importante - rileva -  se si pensa a una futura applicazione. Adesso che il metodo è disponibile, ci apre la strada per la messa a punto e lo studio di una moltitudine di nuove strutture”. Il prossimo passo sarà costruire realmente la struttura finale vista per ora solo al computer.
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