Coronavirus: Confagricoltura, piante e fiori rifiutati alle frontiere

Florovivaisti minacciano proteste ai confini

Redazione ANSA

- E' allarme tra i florovivaisti, che sono sul piede di guerra perché vengono disdetti e rifiutati alle frontiere piante e fiori destinati all'esportazione o messi in quarantena con interpretazioni restrittive di alcune dogane, con la motivazione che nel nostro Paese c'è l'epidemia di coronavirus. Lo sottolinea il presidente della Federazione nazionale del florovivaismo di Confagricoltura Francesco Mati.

Al palo in particolare le produzioni provenienti da Liguria e Toscana, i due grandi distretti del nostro Paese, l'uno per piante aromatiche, in vaso, fiori recisi e fronde, l'altro per vivai. "Il blocco dell'export di prodotti florovivaisti (tra l'altro deperibili) è assurdo, pretestuoso - sottolinea Mati - per motivazioni assolutamente false perché il Coronavirus non si trasmette attraverso le piante, neppure quelle aromatiche. Ci vogliono interventi chiari e rigorosi, innanzi tutto a livello europeo ma anche mondiale, per fermare lo sciacallaggio in atto.

Tutto il Made in Italy, compreso quello florovivaistico, è sotto attacco" conclude.

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