Siccità: Cia, agricoltura al Nord rischia 50% di produzione

Intervenire subito, da irrigazioni di soccorso a nuovi invasi

Redazione ANSA ROMA

- Interventi immediati come turni per annaffiamenti e irrigazioni di soccorso per salvare le produzioni in campo e poi interventi sulle infrastrutture idriche come una rete di nuovi bacini e invasi per l'accumulo e lo stoccaggio di acqua piovana. Lo chiede Cia-Agricoltori Italiani, di fronte alla drammatica siccità che ha colpito il Nord Italia, soprattutto il bacino del Po, area centrale del Made in Italy agroalimentare, dove è a rischio fino al 50% della produzione. Proprio oggi si celebra la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, ricorda Cia. che non poteva cadere in un momento più complicato nel Paese, con con una crisi idrica eccezionale che coinvolge Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, ma anche Valle d'Aosta e parte del Trentino. I danni complessivi sono destinati a superare il miliardo di euro, stima Cia e se non pioverà neanche sulle Alpi nelle prossime settimane, si corre il pericolo di dire addio al pomodoro tardivo così come a molte orticole.

Per la frutta estiva invece, in particolare meloni e cocomeri, si prevede una riduzione tra il 30% e il 40%, che arriva al 50% per il mais e la soia, produzioni il cui mercato è stressato per la guerra in Ucraina. Da qui la necessità, evidenzia Cia, di un intervento rapido del Governo per rispondere all'emergenza, con misure concrete di manutenzione della rete idrica per un miglior utilizzo delle acque, ma anche di nuove opere di irrigazione, da piccoli invasi distribuiti per accrescere la resistenza dei territori a grandi impianti di desalinizzazione dell'acqua di mare, come in Israele, utilizzando in primis i fondi del Pnrr. Servono anche nuovi strumenti di assicurazione, tanto più che quelle che un tempo erano anomalie climatiche oggi stanno diventando la cronaca di tutti i giorni. (ANSA).

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