Alla scoperta di Tangeri con Cristina Lopez Barrio

Autrice di 'Nebbia a Tangeri' finalista al Planeta 2017

di Mauretta Capuano ROMA

TANGERI - Tangeri e Flora si fondono nel nuovo romanzo, 'Nebbia a Tangeri, della scrittrice madrilena Cristina Lopez Barrio che in Spagna ha venduto oltre 100 mila copie, arrivato il 16 ottobre nelle librerie italiane per DeA Planeta, nella traduzione di Iaia Caputo.

    La letteratura diventa così uno stimolo per andare alla scoperta di questa città, porta d'ingresso all'Africa, il luogo dove Oriente e Occidente si incontrano. Seguendo le avventure di Flora, imprigionata in un matrimonio finito di cui non sa come liberarsi, che va in Marocco alla ricerca dell'uomo, Paul, con cui ha passato una notte indimenticabile in un hotel di Madrid, entriamo nel labirinto della Medina, nei mercati e nei vicoli del Piccolo Socco, nel fascino perduto dei caffè storici, delle ville e hotel - tra cui Riad come il NORD PINUS e Villa MIMI CALPE, che hanno ispirato le dimore dei protagonisti - dei teatri e librerie di Tangeri.

"Racconto l'importanza della letteratura e quanto i libri e la lettura possano influire sulle nostre vite", dice Cristina Lopez Barrio, 48 anni, finalista al Premio Planeta 2017, mostrando i luoghi emblematici di Tangeri e del libro.

    Romanzo nel romanzo, con la struttura delle scatole cinesi e la tecnica dell'epopea, il libro racconta la Tangeri di oggi, con una grande nostalgia del suo passato glorioso e alla ricerca di una identità nuova, e quella Internazionale degli anni Venti-Trenta, in cui convivevano pacificamente musulmani, ebrei sefarditi e cristiani. La Tangeri rifugio di tanti esiliati e di delegazioni diplomatiche, centro operativo del contrabbando di sigarette e valute e dello spionaggio. Luogo in cui si sono incontrate pacificamente tante culture e tradizioni come le toccanti leggende delle montagne del Rif tra cui quella del tamburello fatto con la pelle di donne uccise che al tocco fa risuonare la loro voce e storia. Poi quelle del folklore ebraico con la figura dell'Aisha Kandisha, che nelle notti di vento fa sparire gli uomini all'improvviso. E i gioielli e amuleti della magia berbera, gli animali inventati come l'astrogodone, un uccello invisibile quando spicca il volo, le cui uova, se non si rompono, fanno avverare i desideri.

    Ecco i luoghi emblematici, alcuni purtroppo in declino:

- la LIBRERIA DES COLONNES, in Boulevard Pasteur, dove Flora va alla ricerca di un contatto con la scrittrice Bella Nur, è stata il rifugio degli autori della Beat Generation e il ritrovo preferito di Paul Bowles e dei suoi amici scrittori. Nato nel 1949, questo salotto culturale tangerino che è stato anche galleria d'arte, è gestito ora da Simon Pierre Hamelin e conserva in parte il fascino di quegli anni.

- GRAN CAFÉ DE PARIS, a pochi passi dalla medina, dove Flora racconta al suo nuovo amico Armand l'avventura vissuta con Paul. Anche qui Paul Bowles, l'autore de 'Il te nel deserto' portato sul grande schermo da Bernardo Bertolucci, era di casa. Oggi questo luogo di intellettuali e bohemien, ha il fascino perduto di un posto consumato dove le uniche donne che si vedono, raramente, sono turiste.

- Nel Piccolo Socco, piccola piazza al centro della Medina, un tempo centro nevralgico della città, citato tante volte nel romanzo, si fronteggiano i CAFÈ CENTRAL, riferimento dei franchisti all'epoca della guerra civile spagnola e dei fascisti. E il FUENTES, aperto nel 1912, luogo di riferimento dei repubblicani. All'angolo lo storico CAFÈ TINGIS, che deve il suo nome alla moglie di Anteo a cui è legata l'origine mitologica di Tangeri.

- 'MOROCCO CLUB' dove spicca alle pareti una foto dello scrittore Mohamed Choukri, morto nel 2003, l'autore di 'Pane nudo' al quale "mi sono ispirata per le storie di marginalità e la figura di Samir nel mio romanzo" dice la scrittrice. - Grande Socco, oggi Piazza 9 Aprile, è stato uno dei luoghi magici della città. Ai tempi della Tangeri Internazionale era simile a piazza Jemaa El-Fna, la grande piazza di Marrakech.

- VILLA JOSEPHINE: dove Flora prende una cioccolata calda con Bella Nur. E' una lussuosa dimora del 1900, oggi anche hotel, ristorante e bar, che ha avuto diversi proprietari tra cui l'inglese Walter Burton Harris che ha ispirato la figura di Indiana Jones.

- CAFE' HAFA: importante scenario del romanzo è stato un luogo mitico dell'eccesso, della meditazione e dell'esotismo. Fondato nel 1921, dalle sue terrazze, ora un pò in rovina, si vedono i due mari che si incontrano, l' Atlantico e il Mediterraneo, e i due continenti, l'Africa e l'Europa, divisi da pochi chilometri. Sulle sue sedie scassate si sono seduti Allen Ginsberg, Jack Kerouack, Truman Capote, Jimi Hendrix, i Beatles, i Rolling Stones, William Burroughs e Sean Connery.

- GRAN TEATRO CERVANTES: inaugurato nel 1913 con un ballo in maschera, un fatto storico utilizzato nel romanzo, il grande teatro africano costruito dagli spagnoli, dove ha cantato Caruso è in rovina da tempo.

- L'ALA dedicata A PAUL BOWLES all'interno del TALIM-TANGIER AMERICAN LEGATION INSTITUTE FOR MOROCCAN STUDIES: un palazzo storico nella Medina dove si possono vedere, tra le altre collezioni, la macchina per scrivere usata da Bowles.    

 RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA