Castelli e manicomi, Italia abbandonata

Viaggio fotografico tra luoghi splendidi piombati nell'incuria

di Francesco Bongarrà ROMA

VERCELLI - Cinema in disuso, ex manicomi, impianti industriali, antiche ville nobiliari dai panorami mozzafiato ma travolte da un oblìo che appare inesorabile, e persino vecchi ospedali e castelli da fiaba. Il volume fotografico ITALIA ABBANDONATA (JONGLEZ, PP. 288, 39,95 EURO) di Robin Brinaert conduce in uno spettacolare viaggio tra i luoghi dimenticati sparsi lungo lo Stivale. Brinaert è riuscito a restituire luce a luoghi sui quali da anni è calato il buio dell'incuria e, talvolta, della negligenza. Sfogliando il volume sarà possibile imbattersi, per esempio, in un'imponente torre industriale con pareti punteggiate di finestre: è il caso dell'ex distilleria "Oculus" in Toscana, fondata nel 1889 e poi caduta in disuso una quindicina di anni fa. Rimanendo nella stessa regione, si possono immaginare le grandiose serate danzanti organizzate in una grande discoteca che occupava gli ambienti di un finto castello medievale che ospitò personaggi di fama mondiale come Alain Delon. Rimasta attiva solo quattro anni, da tempo i cancelli sono chiusi e l'intero edificio è in totale disuso.
    Inerpicandosi in un piccolo villaggio umbro si potrà scorgere, attraverso alcune finestre, cosa rimane del set cinematografico del film "Pinocchio" girato da Roberto Benigni.
    Il "Castello di R" in Piemonte colpisce per i suoi affreschi da sogno e le raffinate torrette medievali: panorami e scenografie che non potranno non richiamare alla mente storie e suggestioni tipiche dei luoghi misteriosi e segreti, consumati dal tempo e dall'oblìo.
    Un trionfo di Art Nouveau caratterizza invece la splendida Villa Camilla in Lombardia, che fu offerta come regalo di nozze alla moglie dal ricco imprenditore che la fece costruire. Non mancano, tra gli oltre 50 luoghi fotografati, una ex fabbrica di tessuti nelle Marche, dove decine di macchine da cucire sembrano rimuginare sul loro arresto forzato, e un grandioso esempio di architettura tardo-barocca nel Lazio.
    Robin Brinaert, fotografo ed esploratore urbano, ha viaggiato in giro per l'Italia per oltre otto anni alla ricerca di luoghi abbandonati, proibiti e dimenticati."Non si tocca nulla, non si deteriora nulla, si fa solo qualche scatto. E poi si va. Il mondo è un teatro e io ho scelto di guardare anche dietro le quinte", scrive nella prefazione del volume. Classe 1988, vive nella provincia dell'Hainaut, in Belgio. Da alcuni anni percorre, con la sua macchina fotografica, le strade del suo Paese e di quelli limitrofi alla ricerca dell'insolito e del bizzarro, per stimolare una riflessione sulla necessità di una più incisiva azione di salvaguardia del patrimonio architettonico e culturale. (ANSA).
   

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