Basilicata Ghost to ghost, in cinque tappe da fare in camper

Da borgo fantasma Craco a eterni tormenti potessa di Valsinni

di Daniela Giammusso ROMA

CRACO - Dal "paese fantasma" di Craco, passando per i Calanchi lunari di Aliano, fino ad arrivare ai borghi gemelli di Castelmezzano e Pietrapertosa. Ultima tappa, il Castello di Valsinni, dove ancora si odono i lamenti della giovane poetessa Isabella Morra assassinata. "Lui" è il mezzo eletto in questa lunga estate di distanziamenti e misure sanitarie. "Lei" tra le regioni più virtuose durante l'epidemia.
    Cosa di meglio di un viaggio in camper in Basilicata? Meglio ancora se alla scoperta di quei borghi d'arte e natura, che oggi conservano il fascino dei luoghi disabitati e popolati solo da storie e leggende. Una sorta di "Basilicata Ghost to ghost", parafrasando il titolo del film di Rocco Papaleo, in cinque tappe, con tanto di piazzola, suggerito da Yescapa la piattaforma europea di camper sharing tra privati.
    CRACO - Adagiato come un trono a metà strada tra l'Appennino Lucano e il Mar Ionio e circondato dagli imponenti quanto fragili Calanchi, svetta il paese fantasma della provincia materana. Un tempo comunità fiorente grazie alla coltivazione del grano - non a caso il nome viene da il nome di Graculum, piccolo campo arato - ha cominciato a svuotarsi a partire dal 1963, sotto la minaccia di una imponente frana. Da allora il paese è una fantasmagorica suggestione, che solitaria attende l'erosione del tempo. Del vecchio borgo rimangono le case in pietra avvinghiate alla roccia, la torre di avvistamento normanna e i palazzi nobiliari, intorno ai quali la città si espandeva nel XV secolo. Ancora visitabili, i resti della chiesa di San Nicola e il campanile a vela, la zona absidale della chiesa di San Pietro e il suo monastero, in cui oggi è allestito Il Mec - Museo Emozionale di Craco. Per una sosta: Area picnic, 6 Strada Comunale Craco-Montalbano Jonico; GPS N 40°22'36.0228" E 16°26'24.198" 40.376673,16.440055 ALIANO - "Spalancai una porta-finestra, mi affacciai a un balcone, (…). Sotto di me c'era il burrone; davanti, senza che nulla si frapponesse allo sguardo, l'infinita distesa delle argille aride, senza un segno di vita umana, ondulanti nel sole a perdita d'occhio, fin dove, lontanissime, parevano sciogliersi nel cielo bianco". Così Carlo Levi descriveva Aliano, centro arroccato su uno sperone d'argilla sulla Val d'Agri, eletto a scenario di "Cristo si è fermato ad Eboli". All'interno del borgo antico, tra le case in mattoni crudi di argilla dove Levi visse e scelse di essere sepolto, è ancora possibile ritrovare intatti i luoghi descritti nel romanzo e raccontati nel film del 1979 di Francesco Rosi, con Gian Maria Volontè. Da non perdere anche il Museo storico Carlo Levi, il Parco letterario Carlo Levi e la Casa del Malocchio che, con sembianze dal volto umano, protegge tutti da gli influssi maligni. Per una sosta: Area camper gratuita, 31 Via Piave 75010 Aliano; GPS: N 40°18'47.8836" E 16°13'42.96" 40.313301,16.228600 CASTELMAZZANO - Immerso nel verde del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane e inserito tra i Borghi più Belli d'Italia, è un picolo gioiello di impianto medievale, con vicoli, manieri normanni, palazzi storici e case che si arrampicano sulla roccia, scale ripide e ponti di pietra.
    Il 12 e 13 settembre, si celebra la Sagra du' Masc: un vero e proprio matrimonio tra un robusto tronco di cerro, "lo sposo", o "il Maggio", e una cima di agrifoglio, "la sposa", al cospetto della statua di Sant'Antonio da Padova. Per i più coraggiosi, Castelmezzano è anche il luogo del Volo dell'Angelo: una discesa nel vuoto di un chilometro e mezzo sulle Dolomiti Lucane, sospesi a quattrocento chilometri dal suolo e perfettamente imbracati a un cavo di acciaio. Per una sosta: Parcheggio giorno/notte, strada Interpoderale Santa Croce Camastra 85010 Castelmezzano; GPS: N 40°31'47.9964" E 16°2'31.2" 40.529999,16.042000 PIETRAPERTOSA - A oltre mille metri sul livello del mare, è il comune più alto della Basilicata. Un piccolo presepe a cielo aperto, affacciato sulla Valle del Basento che ha mantenuto nel tempo la fisionomia medievale e il passato saraceno, soprattutto nel quartiere più antico: l'Arabata, che racconta di piccole case adagiate l'una sull'altra, stradine strette, vicoli ciechi e scalette in salita. Fino all'imponente fortezza del IX secolo.
    In agosto, danze e profumi arabeggianti si diffondono per le strade del borgo antico in occasione dell'evento "Sulle tracce degli arabi". Per una sosta: Parcheggio giorno/notte, strada Provinciale di Pietrapertosa 85010 Pietrapertosa; GPS: N 40°30'47.5704" E 16°3'57.7656" 40.513214,16.066046 VALSINNI - All'estremità nord orientale del Parco Nazionale del Pollino, sorge l'antico borgo conosciuto fino al 1873 con il nome di Favale e fondato dai profughi di Serra Maiori. Tra questi stretti vicoli e i caratteristici "gafii" - passaggi coperti a volta sotto le case stesse - nel '500 si consumò l'atroce delitto della poetessa Isabella Morra. Storia narra che gli assassini furono i suoi stessi fratelli, una volta scoperta la storia d'amore con il poeta spagnolo Diego Sandoval de Castro, sposato e padre di tre figli. In memoria della giovane, di cui si odono ancora i passi e i lamenti tra le stanze del castello, è stato creato il Parco letterario e ogni estate si celebra L'estate di Isabella, viaggio nel passato per l'intero centro medievale tra rappresentazioni teatrali, concerti e reading poetici. Per una sosta: Parcheggio giorno/notte; GPS: N 40°6'54.1296" E 16°21'55.8936" 40.115036,16.365526 (ANSA).
   

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