Arte e intelligenza artificiale, un nuovo Surrealismo

Al MAXXI 16 artisti internazionali e i nuovi scenari estetici

Redazione ANSA Roma

ROMA - L'arte che legge il mondo globalizzato e le sue forme reali e virtuali con le lenti dell' intelligenza artificiale. Il gesto creativo fonde elementi diversi e trasversali e attinge al patrimonio visivo,al digitale, al suono su un terreno dalle possibilità ancora inesplorate ma che ha le caratteristiche di un Surrealismo del XXI secolo. Offre questo viaggio nell'immaginario tecnologico tra i sogni generati da computer e algoritmi la mostra "Low Form. Immaginaries and Vision in the Age of Artificial Intellligence", a cura di Bartoloneo Pietromarchi, fino al 24 febbraio al Maxxi di Roma, che indaga il lavoro di 16 artisti internazionali.

Provocazioni e nuovi scenari non mancano: dall' avatar che si interroga sul senso della vita, a due robot che affrontano il rapporto tra uomo e macchina, una live simulation che si autogenera all'infinito creando mondi sempre diversi, all'immagine della Bellona di Rubens disegnata da un software in forma ossessiva. Una mostra, dunque, ma anche un vero e proprio laboratorio di studio e confronto su temi che saranno scandagliati da incontri con esperti e studiosi internazionali "E' un progetto pionieristico -spiega la presidente della Fondazione Maxxi Giovanna Melandri- la prima grande ricerca sul rapporto tra arte ed estetica. Cosi come all'inizio del secolo scorso sull'onda del Surrealismo l'arte scoprì l'inconscio, oggi una generazione di millennials indaga sul come l'intelligenza artificiale selezioni e generi forme nuove come se ci fosse una coscienza estetica della macchina". Low Form propone un percorso multimediale e multisensoriale attraverso più di venti grandi installazioni.

Tra gli artisti, Zach Blas e Jemina Wyman presentano Tay, un chatbot -software che simula una conversazione con un essere umano- con una componente di intelligenza artificiale realizzato da Microsoft e poi dismesso nel 2016 perché hackerato, che spiega la sua frustrazione nel sentirsi una macchina. Cheyney Thompson ha creato un software per tradurre in colore gli andamenti della borsa. Luca Trevisani riflette sulla materia ibrida con la scultura realizzata con piume stampate con una macchina a raggi Uv. Il video ecologista di Agnieszka Polska mostra in 3D un sole dal volto umano che racconta il suo punto di vista sulla terra. C' è poi il paesaggio di Ian Chen ideato dal motore di un videogioco con personaggi e situazioni che si evolvono all' infinito senza alcuna interazione umana. Le visioni degli artisti "mostrano un presente e un futuro la cui rappresentazione è figlia dell' inconscio tecnologico e di un immaginario dilatato in cui si mescolano riferimenti analogici e tradizionali e la conoscenza digitale iperconnessa dei nostri giorni".

Degli incontri in programma è partner Google che il 30 e 31 ottobre ha organizzato a Parigi il primo summit annuale "Digital meet Culture", con una delle sue sessioni dedicate ai temi al centro della mostra. Giovanna Melandri è stata nominata tra i dieci esponenti internazionali della commissione. "Sono onorata- dice- di essere stata chiamata a far parte del Brain Trust che avvierà la riflessione sul rapporto tra digitale e arte e su come le giovani generazioni si interrogano sulle nuove forme che emergono dai meccanismi di selezione".

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