L'Eur del futuro, da qui al 2070

Il festival Spam chiude con focus su tre progetti

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Ecco l'Eur del futuro, da qui al 2070. Nascono da Spam, il festival dell'architettura della capitale promosso dall'Ordine degli architetti che si è chiuso il 22 ottobre, i progetti che potrebbero cambiare il volto dello storico quartiere romano. Elaborati nel corso dei workshop i progetti , avviati in partnership con EUR spa, hanno visto 25 giovani professionisti impegnati nella produzione delle loro "visioni" per il quartiere più futuristico della Capitale. Articolati in tre filoni principali (climate change, spazio pubblico, luce e scenografia urbana), i laboratori hanno prodotto altrettante progettualità: "Da questi lavori - spiega Alberto Sasso, Presidente di Eur SpA - scaturiranno tre progetti pilota da realizzare operativamente all'EUR". E così dal workshop "Luci e scenografia urbana", coordinato da Vincenzo Latina, i grandi spazi dell'Eur e gli edifici razionalisti vengono messi in risalto e "ricomposti" attraverso una visione unica di luci e istallazioni, impalcati e pedane, per ridare "attraverso la spettacolarità, unitarietà allo spazio pubblico".

Dalle luci al verde pubblico, con il laboratorio "Città resiliente e Climate change", coordinato da Michelangelo Pugliese ed Elena Farnè, si fa largo l'idea dell'"EUR città parco", un progetto che vede la progressiva intensificazione del verde urbano e la riduzione calibrata degli spazi dedicati alla mobilità automobilistica e all'asfalto. Partendo dal presupposto di una via Cristoforo Colombo "arteria strutturale ma divisiva del quartiere", con il workshop "Spazio urbano e spazio pubblico" coordinato da Orazio Carpenzano, si è cercato di reinterpretare l'assetto dando rilievo ai portici come spazio di vita sociale, verdeggianti e confortevoli, ricucendo i due lembi del quartiere e ordinando una nuova mobilità ciclo-pedonale come un'infrastruttura alberata, connessa, senza soluzione di continuità, al mare di Roma.

"E' il nostro contributo per immaginare e iniziare a costruire un pensiero per la città di domani", spiega Roberto Grio, consigliere dell'Ordine degli Architetti di Roma e ideatore di SPAM, soddisfatto dalla seconda edizione del festival "Innanzitutto perché lo abbiamo fatto - spiega - e in questo momento difficile non era affatto scontato. Dare un segnale di continuità, proposte e voglia di andare avanti è il messaggio più importante che noi architetti possiamo dare in questo periodo di emergenza". 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie