Ville 'come a casa', rinascita da sisma

Con progetto Homelike Villas dimore storiche per turisti

Redazione ANSA ANCONA

ANCONA - Soggiorni brevi, in media una settimana, da trascorrere in ville e dimore 'come a casa propria', senza altri ospiti e con la possibilità di conoscere a fondo il territorio circostante, con le sue eccellenze, le sue bellezze, le sue peculiarità. E' la filosofia alla base di Homelike Villas, progetto lanciato dal tour operator Villas in Italy, che conta circa 80 ville tra Marche, Umbria e Toscana (1.300 posti letto) con la prospettiva di arrivare a 100 entro la fine del 2018. Un progetto voluto dall'imprenditore Sandro Teloni di San Severino Marche (Macerata) e 'ispirato' alle vicende di Villa Teloni, edificata nel '700, con interventi nell'800, quando divenne Villa Coletti, proprietà di Francesco Coletti, economista e giornalista del Corriere della Sera, passata poi a sua figlia Evelina Coletti Battibocca. "Una villa ristrutturata tre volte - racconta Teloni -, una dopo il terremoto del 1997, l'altra nel 2015 e poi dopo il terremo del 2016, che l'aveva pesantemente danneggiata". Un restauro affrontato dalla famiglia Teloni con risorse proprie, senza aspettare i fondi della ricostruzione post sisma: "avevamo un matrimonio prenotato da due anni, da un cliente americano".
    Nelle dipendenze vengono anche accolti alcuni abitanti di san Severino Marche rimasti senza casa. E mentre la terra continua a tremare, nel settembre 2017 nasce l'idea di case private di pregio, a volte dotate di piscina e dependance, sempre di giardino, da destinare a soggiorni brevi e 'autonomi' per una clientela, soprattutto proveniente dall'estero, messe a disposizione su varie piattaforme web. Oltre agli accordi con i proprietari, il progetto porta al reclutamento di una ventina di giovani professionisti dell'incoming, impegnati come consulenti viaggi e vacanze (Cvv), incaricati dell'accoglienza e di "stimolare" i turisti ad uscire dalla ville e ad immergersi in tutto quello che il territorio circostante ha da offrire: visite a cantine, aziende agricole, fiere e mostre, laboratori in botteghe artigiane e storiche, gite e passeggiate. E con loro vengono impegnati anche stagisti, interpreti, traduttori, guide turistiche, addetti alle manutenzioni, tecnici, personale di servizio. Un turismo di nicchia in crescita, considerando che "siamo partiti con meno di 30 ville" racconta ancora Teloni. Tra le prospettive in aumento anche quella del wedding: "abbiamo partecipato alle fiere di settore, l'ultima a Londra, e c'è molto interesse".La regione Marche ha contribuito a far conoscere il progetto, che rappresenta "un modello molto interessante perché punta al nostro patrimonio immobiliare storico-culturale attraverso la connessione del territorio con web e piattaforme dedicate, in grado non solo di sviluppare il turismo, ma anche creare nuovi posti di lavoro" il commento del presidente Luca Ceriscioli. "Il turismo - spiega - è stato il settore economico che anche prima del sisma funzionava bene e aveva un segno positivo rispetto ad altri, con una missione tutta da sviluppare per crescere. Ripartire dal turismo è un fatto importante e grazie a progetti come questo è motivo di promozione del territorio. Nel momento di massima difficoltà dovuto al terremoto - sottolinea - si rilancia tutto il sistema con bellezze e attrattività, generando nei turisti interesse per la nostra regione. Ed è anche un esempio della filosofia per la quale stiamo lavorando: trasformare la ricostruzione in un'opportunità".(ANSA).
   

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