Lotto, thriller storici e casi di studio

Dalla tela scomparsa a quella controversa, si riapre dibattito

Redazione ANSA MACERATA

MACERATA - Il thriller storico della tela scomparsa e il giallo di quella controversa. E ancora un suggestivo faccia a faccia pieno di parallelismi tra due Madonne. Sono alcuni dei casi studio presenti alla grande mostra "Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche" in corso fino all'11 febbraio 2019 a Palazzo Buonaccorsi e in otto località 'lottesche' delle Marche, patria di elezione del pittore veneto, molto attivo nella regione. Una mostra, promossa dalla Regione Marche con il Comune di Macerata, che è anche percorso di ricerca, per certi versi sperimentale, abbinando forza espositiva, supporti multimediali di approfondimento, grandi capolavori, riflessioni e discussione critica.
    Il curatore Enrico Maria Dal Pozzolo ha voluto rilanciare il caso della tela scomparsa con una provocazione per scuotere gli animi e le coscienze sul destino di tanti capolavori perduti.
    L'ultima opera in esposizione è la cornice vuota di legno intagliato e dorato a guazzo della Madonna col Bambino e tre angeli, realizzata da Lotto intorno agli anni Trenta del Cinquecento e rubata dal palazzo comunale di Osimo (Ancona) nella notte tra il 7 e l'8 novembre 1911, lo stesso anno del celeberrimo furto della Gioconda. A differenza del capolavoro leonardesco, il dipinto del pittore veneto non fu mai recuperato, e le ricerche rimangono ancora aperte.
    Un epilogo amaro, dovuto anche alla fama acquisita dal quadro, per il quale tra il 1900 e il 1911 c'erano state varie proposte di acquisto anche da parte degli Uffizi e delle Gallerie dell'Accademia di Venezia, e alla inadeguatezza delle misure di sicurezza. La cornice fu successivamente esposta nella chiesa della Santissima Annunziata e 'corredata' da una riproduzione fotografica in bianco e nero del dipinto rubato e poi, nel 1999, da una a colori, molto contestata.
    Il dipinto controverso è invece una tela con San Girolamo nello studio, in passato presente nella letteratura scientifica e quindi acquistata, alla fine degli anni Settanta, per i Musei Civici di Bassano del Grappa: un'opera che in seguito fu però al centro di polemiche (un nome su tutti: Vittorio Sgarbi) e di animate discussioni circa la paternità di Lotto e quindi relegata nei depositi museali e per lunghi anni completamente dimenticata. Nel 2018 il dipinto è stato recuperato dai magazzini del museo e sottoposto ad analisi scientifiche (che hanno dimostrato la compatibilità con le tecniche esecutive lottesche, nonché la presenza di alcuni pentimenti) e con la mostra marchigiana Dal Pozzolo ha riaperto la discussione, riconoscendo l'alta qualità del dipinto e la sua congruità con la fase lauretana del pittore. Per il curatore dovrebbe trattarsi da una "copia libera" da un'incisione di Dürer, artista amato da Lotto fin dalla giovinezza, elemento tutt'altro che contrario alla paternità lottesca.
    E infine, occasione di studio e approfondimento, è il faccia a faccia tra la bellissima Madonna con il bambino di Crivelli, di proprietà del Museo di Macerata, e la Madonna di Lotto, prestata dal Museo Correr di Venezia, di probabile origine marchigiana e incerta datazione (intorno al 1532-1534): un dialogo tra due veneziani che lasciarono la loro terra d'origine per radicarsi entrambi nelle Marche, considerate in particolare da Lotto, quasi "un'oasi di libertà creativa".
   

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