A Palermo i Nudes di Spencer Tunick

Fino al 13 giugno nello spazio Zac dei Cantieri Culturali Zisa

Franco Nuccio PALERMO

 CANTIERI CULTURALI DELLA ZISA (PALERMO  - Se dovessi realizzare un'azione a Palermo, sceglierei piazza Pretoria. Spencer Tunick, celebre fotografo del grande, dello scenografico, dei corpi senza volto, è nel capoluogo siciliano dove oggi (13 aprile) s'inaugura una sua importante antologica, fra le manifestazioni di punta di Palermo capitale italiana della cultura 2018. Fino al 13 giugno nello spazio Zac dei Cantieri culturali della Zisa, sono raccolti per la prima volta i "Nudes" che l'artista americano ha realizzato in tutto il mondo, da Shanghai a Parigi e a Vienna, dall'Australia a Brooklyn. Stampe su tela di grande formato, unite a immagini più piccole, ne ricostruiscono il percorso espressivo, da quando il suo obiettivo registrava l'armonia naturale del nudo di singole persone in ambienti urbani, fino ai lavori degli ultimi anni dove con le scene di nudo di massa coinvolge migliaia di essere umani. Il progetto espositivo, curato dallo stesso Tunick, presenta i primi ritratti di "American Zone" giungendo, attraverso "Nude adrift" ed i suoi "Early European Projects", alle prime riprese di masse con "Reaction Zone", 28 persone nude davanti alla sede dell'Onu, fino alla grande antropologia collettiva umana e alle mega-azioni di México City. Dalle performance spontanee, a quelle a lungo pianificate su invito di istituzioni, dalle fotografie in bianco e nero ai vibranti cromatismi di oggi, Tunick reinventa il nudo d'arte, non più solo contemplazione o enfatizzazione di particolari anche devastanti, ma parte integrante dell'immensa e mutevole scena del reale. Un punto di vista mai ravvicinato permette alla sua narrazione di trarre in inganno l'osservatore. I grandi formati di Tunick possono anche sembrare scorci urbani dopo una tempesta o immensi paesaggi colorati, ma a uno sguardo più attento rivelano il loro messaggio di denuncia e di critica sociale: infiniti nudi senza storia e identità, come i tanti uomini che popolano ogni angolo, ma anche bellissimi attimi sospesi nei luoghi più affascinanti della terra. Spencer Tunick ha cominciato a realizzare le sue immagini nel 1991, fotografando nudi per le vie di New York. Ambientare il suo lavoro in uno spazio pubblico era una provocazione, tanto che dopo una ripresa a Times Square venne arrestato. In seguito, ha fissato le sue scene con nudi secondo propri e ripetuti canoni, ritraendo migliaia di persone in giro per il mondo. Lo stesso fotografo definisce i suoi lavori sculture vive o paesaggi fisici. L'azione che finora ha coinvolto più persone, è stato quello di Mexico City, dove nella piazza principale hanno posato per lui 18 mila persone. "Non molti artisti rendono le persone parte di un'opera d'arte - spiega -. Di solito devi pagare un biglietto di ingresso per vedere le opere d'arte. E poi si resta un mero osservatore. Ma al momento ci sono approcci che rendono la partecipazione arte stessa". I modelli di Tunick sono sempre dei volontari. Posano per le sue foto ed i suoi film che documentano queste installazioni viventi di corpi. Come ringraziamento per aver partecipato, ricevono una foto dell'installazione, firmata ed in limitata tiratura. "Nudes" è a cura di Gerald Matt, già direttore della Kunsthalle di Vienna, ed è prodotta da Juergen Weishaeupl.
    Completano la mostra, una serie di video delle produzioni, che ne raccontano la genesi. (ANSA).
   

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