La Val di Non apre castelli e palazzi storici

Visite e picnic sull'erba nella valle delle mele in Trentino

di Ida Bini TRENTO

TRENTO - Sono cinque gli edifici storici che la Val di Non, la più ampia valle del Trentino occidentale famosa per i suoi meleti, i canyon e gli indimenticabili paesaggi dolomitici, apre al pubblico in totale sicurezza: Castel Valer e Castel Coredo con Palazzo Nero, Castel Belasi e Castel Nanno, dove è anche possibile fare un picnic distesi sull'erba del suo bellissimo giardino. Tutti i giorni fino al primo novembre, su prenotazione e in gruppi piccoli anche di 4 persone, si possono visitare queste antiche dimore, godendosi l'atmosfera sospesa nel tempo tra passaggi segreti, loggiati e sale che hanno ospitato feste, battaglie, cortei, storie d'amore e vicende cruente.
    Tutti i giorni ma sempre su prenotazione si può entrare a Castel Valer, maniero medievale sulle alture di Tassullo, a una quarantina di chilometri da Trento. E' un vero scrigno di tesori, abitato dalla famiglia Spaur dal XIV secolo, di straordinaria bellezza con la sua torre ottagonale, unica in tutto il Nord Italia, che svetta tra i filari di melo. È uno dei castelli più ricchi di elementi originali di tutto l'arco alpino ed entrarvi, accompagnati da una guida, significa fare un viaggio nella storia tra elementi fiabeschi come il giardino, la loggia e il salone degli stemmi. Qui si ammirano mobili, oggetti, documenti, quadri, memorabilia e cicli affrescati come quelli delle Sale Madruzziane, realizzati nel XVI secolo da Marcello Fogolino o della cappella di san Valerio, dipinti nella seconda metà del Quattrocento da Giovanni e Battista Baschenis.
    Stessa modalità di accesso anche per un altro edificio storico di grande valore, Castel Coredo, visitabile insieme a Palazzo Nero nella frazione omonima del comune di Predaia, ad appena 8 chilometri da Castel Valer. Il maniero medievale di Coredo domina il borgo con una cinta muraria e gli scuri bianchi e rossi alle finestre. Le sue nobili origini risalgono al 1291, anche se le forme attuali non si addicono a un vero castello: è più simile a un maestoso palazzo signorile, di proprietà dei conti Corethzu Coredo e Starkenberg, elevati al titolo nobiliare nel 1772 da Maria Teresa d'Austria. La dimora conserva pregevoli arredi, trofei di caccia e un'interessante pinacoteca. Si visita anche Palazzo Nero, eretto nel 1460 dal Principe Vescovo Giorgio II Hack su una precedente casa murata di cui si vede ancora la facciata "a sperone": sede della Giustizia fino al 1475, deve il suo nome a un incendio doloso, appiccato nel 1477 che ne annerì le mura esterne. È uno dei pochi esempi di edilizia pubblica del Quattrocento presenti nella regione trentina, dove tra il 1613 e il 1614 venne ospitato un processo per stregoneria che coinvolse 150 imputati; al primo piano nella Sala del Giudizio conserva un interessante ciclo di affreschi del XVI secolo.
    A una decina di chilometri sorge un altro maniero, Castel Nanno, che ha una triste storia legata alla stregoneria: qui tra il 1611 e il 1615 ci furono molti processi. Oggi è visitabile ogni sabato e domenica anche senza prenotazione e a orario continuato. Rimaneggiato nel 1500 ha una forma quadrata e rimanda a echi palladiani, una rarità per questa regione; internamente però è privo di decorazioni e arredi. Stesse caratteristiche si trovano anche a Castel Belasi, a 15 chilometri da qui, visitabile anch'esso senza prenotazione da martedì alla domenica fino al 6 settembre e, successivamente, nei weekend e nei giorni festivi. Anche questa fortezza è più famosa per le storie che custodisce che per gli oggetti ma suggestive sono le mura del XIV e XVI secolo, la torre pentagonale, il cammino di ronda e i merli. In entrambi i castelli è presente un servizio di audio guida che racconta le storie e le leggende dei personaggi che li hanno abitati ed entrambi regalano posizioni panoramiche bellissime in mezzo ai meleti. Per informazioni e prenotazioni: visitvaldinon.it (ANSA).
   

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