Falso 'Sassicaia', copiato pure ologramma anticontraffazione

Due arresti nel milanese

Redazione ANSA FIRENZE

FIRENZE - Erano riusciti a riprodurre anche uno speciale ologramma anticontraffazione impresso sulle etichette originali del vino Sassicaia, i due uomini residenti nel Milanese, padre e figlio di 62 e 34 anni, finiti ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della procura di Firenze su una presunta contraffazione, organizzata a livello internazionale, del vino toscano 'Doc Bolgheri Sassicaia'. La contraffazione, organizzata a livello internazionale, del vino toscano 'Doc Bolgheri Sassicaia' è stata scoperta dalla guardia di finanza di Firenze. L'inchiesta, coordinata dalla procura del capoluogo toscano, ha portato all'esecuzione delle 2 ordinanze agli arresti domiciliari mentre sono 11 gli indagati a vario titolo per contraffazione internazionale del marchio e dell'indicazione geografica e ricettazione. Il giro d'affari, si spiega dalle fiamme gialle, sarebbe stato stimato in circa 400.000 euro al mese, Firenze, 14 Ottobre 2020.

    Secondo quanto ricostruito dalle indagini, coordinate dal pm Gianni Tei, il 62enne si sarebbe adoperato riuscendo a reperire una particolare vernice, visibile solo con una lampada a ultravioletti, che poi sarebbe stata impiegata da una tipografia in Bulgaria per imprimere l'ologramma sulle etichette. Perfino la carta velina usata per il confezionamento della bottiglie aveva lo stesso peso, 22 grammi, di quella originale. Attenzione particolare era dedicata anche alla fattura e al colore delle bottiglie, oltre che alla dimensione dei tappi, in tutto e per tutto identici agli originali. Il vino contenuto nelle bottiglie non era però all'altezza dell'originale, come testimoniato in una delle conversazioni intercettate dalla Gdf da uno degli intermediari incaricati delle vendite: "Per carità è anche buono - afferma - però lo devo dare a gente che non ne capisce".
    Gli acquisti dei materiali per la contraffazione venivano fatturati dalla ditta del 34enne, attiva nel settore alimentare.
    Le vendite del vino non sarebbero mai andate a buon fine anche a causa del lockdown dovuto all'emergenza sanitaria, che ha comportato per gli indagati difficoltà nelle spedizioni delle bottiglie. (ANSA).

 


   

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