Expo Dubai 2020

Expo Dubai:Mapei porta il saper fare d'Italia in Medioriente

Squinzi, la nostra attività operativa in oltre 50 Padiglioni

Redazione ANSA DUBAI

(ANSA) - DUBAI, 22 OTT - Mapei è una azienda italiana in terra araba; sfruttando l'opportunità offerta dal governo emiratino ha di recente rilevato il 100% della sua attività, confermando il proprio interesse a continuare a investire nell'area del Golfo. Lo racconta Veronica Squinzi, amministratore delegato insieme al fratello Marco, di Mapei, industria italiana che produce prodotti chimici per l'edilizia.
    E proprio qui a Dubai, approfittando di una recentissima legge emiratina che per determinati settori e in circostanze specifiche, permette di essere proprietari di attività fuori dalla freezone, ha fatto questo passo ed oggi l'italiana Mapei è una delle prime società produttive, italiana al 100%, negli Emirati Arabi.
    Veronica Squinzi è stata invitata a parlare al Padiglione delle Donne all'Expo di Dubai della sua esperienza, come imprenditrice donna di una azienda internazionale, ma dal cuore e della testa italiana, che ha dato tanto al mondo arabo.
    Fattura 2,8 miliardi di euro nel mondo, una cifra enorme se si pensa che si tratta di una impresa familiare, cioè non quotata e che è guidata dalla terza generazione della famiglia Squinzi.
    Negli Emirati Arabi, Mapei è tra i più importanti investimenti produttivi italiani e ha la più grossa fabbrica produttiva, con 150 persone che vi lavorano, dove da prima che diventasse un obiettivo da perseguire anche a livello istituzionale negli Emirati, la Squinzi ha sempre provato a superare il gander gap e a promuovere la diversità con una politica chiara: "Noi promuoviamo il merito - dice all'ANSA - per cui abbiamo scelto come capo del medioriente (e Africa) un uomo, Stefano Iannaccone, che è italiano, nonostante preferiamo scegliere manager locali, ma lui vive in questa parte del mondo da oltre 15 anni, e però le manager che lo affiancano sono donne", come ad esempio Marwa El Moniery, marketing manager, donna ed egiziana, della Mapei Costruction Chemicals, il più grosso investimento produttivo italiano negli Emirati Arabi.
    "Dietro questa sabbia c'è il lavoro di Mapei", dice ancora Veronica Squinzi, mentre saliamo le scale mobili del Padiglione Italia ad Expo, che portano al primo piano e poi si comincia un percorso, che attraversa un Padiglione che in gran parte è realizzato dal lavoro di Mapei. Sono loro le materie che ricoprono duna e passerella del nostro Padiglione, usando la sabbia del deserto emiratino, il caffè nero e la polvere di bucce d'arancia arancione che creano un percorso sensoriale al suo interno. "Noi facciamo un lavoro dietro le quinte ma estremamente importante - ci dice la Squinzi, guardandoci dritti negli occhi, perché non è semplice far capire il loro ruolo, cruciale - "Noi rendiamo concreto, realizziamo fattivamente quello che i creativi, gli architetti, sognano ed immaginano".
    Mapei è non è presente solo qui nel Padiglione Italia, ma ben in oltre 50 altri Padiglioni dell'Expo. Il lavoro dell'azienda italia è presente nei pavimenti, nel rivestimento e nella costruzione di gran parte di quello che un visitatore trova ad Expo. Il tutto a km zero, grazie al loro stabilimento produttivo qui a due passi dall'Expo di Dubai.
    All'interno di Expo, l'italiana Mapei ha fornito soluzioni per le pavimentazioni in resina e cemento, per la posa di ceramica e marmo, per le finiture murali e per le soluzioni impermeabilizzanti. (ANSA).
   

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