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Centinaia nuovi arresti alle proteste in Bielorussia

Continua la repressione del regime. Lukashenko da Putin

14 settembre, 11:45
(ANSA) - ROMA, 14 SET - Almeno 250 persone sono state arrestate a Minsk da poliziotti in assetto da guerra durante l'ennesima domenica di manifestazioni di protesta contro la rielezione di Alexander Lukashenko. Decine di migliaia di persone sono scese per le strade della capitale della Bielorussia alla vigilia dell'incontro tra il presidente e Vladimir Putin a Mosca e al culmine di una settimana nera per l'opposizione con gli arresti di diverse figure di primo piano.

Ancora una volta la repressione della polizia bielorussa è stata dura. Video pubblicati sul sito Tut.by mostrano agenti - alcuni in abiti borghesi ma con il volto coperto da passamontagna, altri in tenuta mimetica e giubbotto antiproiettile - che afferrano giovani manifestanti per la felpa e li sbattono a terra o li prendono a pugni prima di arrestarli. "Circa 250 persone sono state arrestate in diversi quartieri della capitale", ha annunciato in un comunicato il ministero degli Interni precisando che le persone fermate gridavano slogan dell'opposizione e agitavano "cartelli offensivi". Per contenere le proteste a Minsk era stata chiusa la metropolitana e limitato l'accesso ad internet ma questo non ha fermato le decine di migliaia di persone che anche questo fine settimana hanno voluto partecipare in modo pacifico alla Marcia degli eroi al grido di 'Non permetteremo a Lukashenko di vendere il Paese'. Svetlana Tikhanovskaya, che molti ritengono la vera vincitrice delle presidenziali del 9 agosto, ha inviato un videomessaggio ai manifestanti chiamandoli "eroi". "Continuiamo la nostra battaglia per la libertà", ha dichiarato l'ex casalinga che è fuggita in Lituania per sfuggire al pugno duro di Lukashenko.

Lunedì 'l'ultimo dittatore d'Europa' sarà a Mosca per incontrare il suo più importante alleato, nel primo colloquio faccia a faccia dall'inizio delle proteste. Secondo gli analisti, Putin cercherà di sfruttare la debolezza politica del leader bielorusso per strappargli delle concessioni sul fronte dell'Unione tra i due Paesi, anche se qualsiasi accordo che metta a rischio l'indipendenza e la sovranità della Bielorussia rischia di far crescere la rabbia dell'opposizione. D'altra parte Putin ha le sue beghe con il caso Navalny, l'oppositore vittima di un avvelenamento nelle scorse settimane e ora ricoverato a Berlino, ben lontano da una soluzione. Alla minaccia di sanzioni da parte dell'Occidente il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha risposto che sarà attuato il principio della reciprocità e intanto continuano le pressioni di Mosca per inviare i suoi investigatori in Germania per seguire da vicino le indagini. Intanto si sono chiuse in 41 regioni russe su 85 le elezioni locali per il rinnovo di governatori, assemblee regionali o municipali e per quattro seggi del parlamento nazionale. Prima di essere avvelenato Navalny era impegnato nella campagna elettorale contro i candidati filo-Cremlino. Le operazioni di voto si sono svolte anche all'aperto, ufficialmente per limitare i rischi legati al coronavirus. Per l'opposizione, tuttavia, questi metodi rendono difficile l'osservazione delle elezioni favorendo le frodi. (ANSA).

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