Maglia Wojtyla,una reliquia in periferia

37 anni fa attentato. Un convento conserva indumento quel giorno

di Manuela Tulli ROMA

(ANSA) - ROMA, 12 MAG - Il luogo è una delle periferie tanto care a Papa Francesco. Roma, quartiere Boccea: in un convento di suore si conserva una reliquia di San Giovanni Paolo II che è anche un pezzo di storia. Si tratta della maglietta bianca che Papa Wojtyla indossava il 13 maggio del 1981, il giorno in cui subì l'attentato a piazza San Pietro per mano di Ali Agca. Dopo 37 anni mostra ancora chiaramente le macchie di sangue e i fori dei proiettili, ma anche il mercurio cromo e i tagli subiti nell'immediato intervento in sala operatoria che il Papa polacco subì al Policlinico Gemelli.

Il convento delle Figlie della Carità che conserva la reliquia non è molto distante dall'ospedale romano che era diventato il "Vaticano terzo" come lo chiamò, scherzando, lo stesso Wojtyla dopo i ripetuti ricoveri. La stradina, a senso unico e senza uscita, che porta alla chiesa dedicata alla Regina Mundi 'accoglie', chi ci passa, con la vista dello scheletro incendiato di un fabbricato: doveva essere un auditorium della musica, poi un palazzetto sportivo, ora è solo uno dei tanti 'totem' dell'incuria in cui versa la periferia romana. Alla fine della strada c'è il cancello del convento che è anche il punto di riferimento di molti poveri del quartiere; all'interno, nella chiesa delle suore, si trova il quadro che conserva la maglia con le iniziali 'JP' ricamate in rosso. Sotto la reliquia si vedono decine di biglietti e piccole fotografie, a testimonianza della richiesta di grazie e guarigioni. Ma se si chiede alle suore se ci siano notizie di miracoli, rispondono evasive: "Sono in tanti coloro che vengono a pregare ma poi non sappiamo che cosa accade".

La particolarità di questa reliquia non è solo la grandezza, un'intera maglietta, non solo il luogo, una piccola e periferica via di Roma, ma anche la storia. Tutto nasce infatti dalla prontezza di un'infermiera che quel 13 maggio 1981, nella sala operatoria del Gemelli in cui si cercava di salvare la vita al pontefice, raccolse da terra quella maglietta, che diversamente sarebbe stata gettata tra i rifiuti ospedalieri.

"Mi ha raccontato - dice suor Beatrice Priori delle Figlie della Carità, oggi nel convento di Parigi ma in quegli anni nella sede romana di Via Albergotti - che, vedendo quella maglietta bianca, insanguinata, tagliata, buttata via, ha pensato di prenderla". Anna Stanghellini, così si chiamava l'infermiera caposala, morta poi nel 2004, tenne per qualche tempo quella 'preziosa' maglia nel suo armadio; poi nel 2000, l'anno del Grande Giubileo, la donò alle suore, presso le quali aveva fatto un periodo di postulato; aveva scelto un'altra strada rispetto a quella del convento, ma rimase molto legate a quelle suore presso le quali scelse anche di abitare gli ultimi anni della sua vita. Poi nel 2005, dopo la morte di Papa Giovanni Paolo II, le suorine portarono la maglia conservata in una quadro in Vaticano: "Sapevano che era necessario avere una dichiarazione di autenticità da parte delle autorità competenti", racconta ancora suor Beatrice, ricordando anche il timore di non rivederla più. Le indagini, i certificati e poi il ritorno 'a casa' della reliquia, nella chiesa Regina Mundi dove ancora oggi può essere vista e venerata.(ANSA). TU/ S0A QBXB

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