COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Iniziato l’esame del nuovo Piano Regionale dei Trasporti - 1

Oggi, in Consiglio regionale del Veneto

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - “Iniziato l’esame del nuovo Piano Regionale dei Trasporti” - 1

(Arv) Venezia 7 lug. 2020 - Il Consiglio regionale del Veneto, riunito in mattinata a palazzo Ferro Fini, ha iniziato l’esame del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, introdotto dagli interventi in aula del Relatore, il consigliere Francesco Calzavara (ZP), e del Correlatore, Stefano Fracasso (PD). Il nuovo PRT è già stato licenziato dalla competente Seconda commissione consiliare.

“Questo nuovo Piano era atteso da parecchio tempo: il piano vigente è del 1990” - ha esordito il Relatore – “Contiene una analisi molto aggiornata della situazione socio economica della regione: una fotografia ad altissima definizione del Veneto, da cui possiamo evincere come vive, come si muove e cosa produce oggi un cittadino. Il Piano analizza anche elementi del tutto nuovi: basti pensare che il Veneto è la prima regione per ordini online e sono 1300 le aziende che vendono solo via internet. Passiamo da un Piano Scenario, come è il PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento) a un Piano Processo, che garantisce più velocità nel dare risposte adeguate ai rinnovati bisogni dei cittadini veneti in tema di mobilità, in grado di aggiornare automaticamente il PTRC. Oggi, adottando la nuova pianificazione, possiamo comprendere bene la situazione attuale e le diverse esigenze di mobilità dei territori. È un Piano ben articolato, che vale 21 miliardi di euro, di cui il 65% è già finanziato. L’iter amministrativo è iniziato due anni fa, con la prima deliberazione della Giunta regionale, datata 6 luglio 2018; nel frattempo, il Piano è stato arricchito da un attento ascolto dei soggetti portatori di interesse, che ha portato a 110 contributi. Il nuovo Piano Regionale dei Trasporti 2030, ‘Mobilità sostenibile per un Veneto connesso e competitivo’, è dotato della Valutazione Ambientale Strategica ed è stato approvato il 23 settembre 2019: contiene al suo interno tre linee: 8 obiettivi, 8 strategie e una serie di interventi, i quali si articolano poi in invarianti e, successivamente, in azioni, di competenza della Giunta. Gli obiettivi perseguiti dal nuovo PRT sono: “Connettere il Veneto ai mercati nazionali e internazionali, per la crescita sostenibile dell’economia regionale”; “Potenziare la mobilità regionale, per un Veneto di cittadini equamente connessi”; “Promuovere la mobilità per il consolidamento e lo sviluppo del turismo in Veneto”; “Sviluppare un sistema di trasporti orientato alla tutela dell’ambiente e del territorio”; “Accrescere funzionalità e sicurezza delle infrastrutture e dei servizi di trasporto”; “Promuovere il Veneto come laboratorio per nuove tecnologie e paradigmi di mobilità”; “Efficentare la spesa pubblica per i trasporti e mobilitare capitali privati”; “Sviluppare una nuova governance integrata della mobilità regionale”.

“Ma sono stati analizzati anche i fabbisogni e le criticità presenti – ha concluso Francesco Calzavara – tra cui, cito l’elevato numero di veicoli commerciali sulle nostre strade, la insufficiente manutenzione della rete viaria, l’elevata incidentalità, l’assenza di adeguati collegamenti con gli aeroporti di Venezia e Verona, la non completa transizione energetica verso fonti di energia rinnovabile, il supporto all’organizzazione delle Olimpiadi invernali del 2026. In questo contesto, faccio presente come il Veneto è attraversato da tre corridoi internazionali: Scandinavo/Mediterraneo; Mediterraneo; Baltico/ Adriatico. Ci siamo posti due obiettivi prioritari: un maggiore trasferimento del trasporto merci da gomma e del trasporto delle persone da auto privata a mezzi del trasporto pubblico locale. Entro il 2030 vogliamo essere in linea con i parametri europei: abbattimento dell’80% dell’emissione di polveri sottili nell’aria e del 30% di anidride carbonica e gas serra, del 12% di incidenti stradali. Oggi possiamo disporre di un documento completo e aggiornato: vogliamo che i veneti possano muoversi in modo più veloce, sicuro e connesso”.

Il Correlatore Stefano Fracasso ha premesso che “dopo 30 anni c’è finalmente una proposta di Piano, necessaria per ammodernare la rete regionale dei trasporti, alla luce del fatto che il Veneto è crocevia della mobilità europea, attraversato da tre corridoi internazionali; è una delle porte che le grandi potenze economiche, come la Cina, possono usare per entrare in Europa e ha una importante propensione alle esportazioni. Ma in questi decenni sono stati accumulati enormi ritardi e credo quindi che la fotografia ad alta definizione sbandierata dal Relatore sia in realtà stata ampiamente ritoccata con Photoshop. Noi abbiamo chiesto un nuovo PRT già nel 2017; devo dire che negli ultimi anni abbiamo assistito a una inversione di tendenza: grazie al Ministro Del Rio, il governo ha ripreso a investire nella rete ferroviaria. Ma permangono molte criticità: l’impatto ambientale, il mancato collegamento con gli aeroporti regionali, l’elevata incidentalità sulle nostre strade, la scarsa manutenzione della rete viaria, la mancanza del biglietto unico e il non completamento del sistema ferroviario metropolitano regionale. D’altra parte, invece, alcuni Project financing che dovevano essere azzerati sono ancora in essere. Va attuata la transizione da gomma a ferro e il passaggio da auto privata al trasporto pubblico locale; serve una nuova governance, sia in termini di progettazione che di pianificazione. Dobbiamo investire anche in nuove professionalità”.

“Ribadisco come sia assolutamente prioritario investire in sicurezza, dato l’elevato numero di vittime della strada – ha detto Fracasso - A pagare il prezzo più alto sono gli utenti più deboli: pedoni e ciclisti. E il costo sociale è molto salato. Serve anche collegare in modo adeguato le località turistiche e la nuova Pedemontana. Va rilanciato il ruolo del Porto di Venezia nello scacchiere della mobilità internazionale. Per questi motivi, abbiamo presentato una sessantina di emendamenti per migliorare nel merito questo Piano: vogliamo che il Veneto faccia veramente un salto di qualità dotandosi di una mobilità sostenibile, dal punto di vista ambientale, e sicura”.

 

Piero Ruzzante (Veneto 2020/Leu) ha sottolineato come “dopo 30 anni, la nuova pianificazione regionale poteva osare qualcosa in più. Do atto, tuttavia, come grazie all’ascolto del territorio e al lavoro portato avanti in commissione Trasporti sono state accolte alcune nostre proposte migliorative. Ma non basta, per questo ho presentato una serie di emendamenti: sarà decisivo il giudizio della Maggioranza”. “Non aver previsto un collegamento adeguato con i principali aeroporti regionali rappresenta la carenza più grave del Piano, a mio avviso” – ha detto il consigliere regionale - “La seconda cartina di tornasole di come non abbia funzionato bene il Piano dei Trasporti in questi 30 anni, è rappresentata dal mancato completamento del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale. Condivido con il Correlatore Fracasso altri aspetti critici: la scarsa manutenzione stradale, soprattutto in alcuni punti della rete regionale, che ha provocato troppi incidenti; servono investimenti adeguati, come è avvenuto in altre regioni”. Ruzzante ha evidenziato, altresì, come “nel documento si parla giustamente di una nuova governance, ma allora mi chiedo come la Maggioranza abbia governato negli ultimi decenni. E non è ancora stato attuato il biglietto unico, indispensabile per facilitare i trasporti, aiutare i nostri pendolari, soprattutto gli studenti, nonché per agevolare i turisti stranieri, abituati a pianificare il viaggio in tutti i suoi aspetti”. “Dobbiamo investire nei nuovi mezzi di mobilità, ad iniziare dall’elettrico”, ha chiesto Piero Ruzzante concludendo il proprio intervento.

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