• Covid:muore a 41 anni in Puglia,attesa 11 ore prima ricovero

Covid:muore a 41 anni in Puglia,attesa 11 ore prima ricovero

Decesso dopo giorni in ospedale Barletta.

(ANSA) - BARI, 21 NOV 2020 - Aveva febbre e tosse da una settimana Antonella Abbatangelo, 41enne di Trani, mamma di un bimbo di 14 mesi, che è morta giovedì dopo aver contratto il Covid. Il decesso è avvenuto nell'ospedale Dimiccoli di Barletta dove è stata ricoverata per circa cinque giorni, dopo aver atteso 11 ore prima di essere accettata al Pronto soccorso. Il giorno precedente il suo ricovero a Barletta, inoltre, era stata rimandata a casa dal Pronto soccorso di Trani dove era andata perché non stava bene. Un cardiologo, Peppe Carpagnano, in servizio nello stesso ospedale in cui è morta Antonella, scrive sui social che "dopo un turno notturno di 12 ore" torni a "casa distrutto" e "ti arriva il messaggio del collega per informarti che la paziente di cui gli hai parlato è deceduta". Il cardiologo rileva che "non abbiamo personale e strumenti adeguati" e "probabilmente sono state le misure inefficaci per contrastare il virus ad ucciderla". Secondo la ricostruzione dell'accaduto, la 41enne, che non aveva particolari patologie, dopo una settimana in cui i sintomi del contagio si facevano sempre più evidenti, era stata accompagnata dai familiari al pronto soccorso dell'ospedale di Trani, che non sarebbe attrezzato per le cure Covid. Da qui la donna sarebbe stata rimandata a casa. L'indomani i familiari hanno contattato il medico di riferimento che le ha consigliato di andare al pronto soccorso di Barletta dove, dopo la lunga attesa, è stata ricoverata. I familiari per alcuni giorni sono riusciti ad ottenere solo frammentarie notizie sulle condizioni di salute della loro congiunta fino alla telefonata di giovedì che ne comunicava il decesso. (ANSA).

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 (ANSA) – ROMA, 9 DIC 2020 – Con riferimento alla notizia più in alto pubblicata e in relazione a una richiesta di RETTIFICA formulata dall’avvocato Ruggiero Antonio Carpagnano, riportiamo, di seguito, l’intero post pubblicato il 20 novembre dal cardiologo Giuseppe Carpagnano sulla propria pagina Facebook: "Ho appreso della notizia della giovane donna tranese, mamma di un'innocente creatura di soli 14 mesi, deceduta dopo ore di attesa in PS qui a Barletta. È deceduta con il Covid, questo è sicuro, ma non si può ammettere, con certezza, che sia deceduta per il Covid! Sono giorni ormai che ho il morale sotto i piedi, somatizzo troppo quello che sta succedendo. La tensione tra i colleghi di lavoro è al limite, l'angoscia prima del turno è ormai una costante!! Gli sguardi impauriti di questi pazienti si imprimono nella memoria indelebilmente, così come l'immagine di quel volto spento, di quel corpo esanime. La memoria tattile di quelle mani ghiacciate, i rumori confusionari di quelle stanze echeggiano per giorni!
Torno a casa distrutto, dopo un turno notturno di 12 ore, e quando pensi che, tutto sommato, non è andata malissimo, ti arriva il messaggio del collega per informarti che la paziente di cui gli hai parlato è deceduta...si me lo aspettavo...ma inevitabilmente cerco di capire quali siano state le mie responsabilità sull'accaduto! In questa situazione siamo impotenti...è impossibile curare tutti contemporaneamente! Non abbiamo personale e strumenti adeguati!
Il Covid, le sue complicanze, l'assenza di strumenti e posti letto vanificano ogni tentativo di azione! Quella ragazza era giovanissima, la notizia della sua morte mi ha sconvolto! Sempre lei il 9 Ottobre scriveva un post in favore dei commercianti e concludeva "Esiste un punto in cui le misure per contrastare il virus uccidono più del virus stesso".
Lei adesso non c'è più...e nonostante stesse esprimendo un concetto differente, aveva comunque ragione! Probabilmente sono state le misure inefficaci per contrastare il virus ad ucciderla. E dico probabilmente perché la forza devastante di questa malattia ha messo tutti di spalle al muro, aprendo voragini di incertezze nel mondo della scienza. Oggi, come due giorni fa, sto male perché ho paura di non aver fatto tanto per quei poveri anziani, ultraottantenni, ma che avevano tutto il diritto di continuare a vivere, di continuare ad essere i nostri nonni!
Non oso immaginare cosa stiano provando i colleghi che hanno assistito al decesso di quella ragazza, giovane, neo mamma! Mentre qualcuno starà, giustamente, invocando giustizia per quella povera anima, qualcun altro si starà contorcendo nel dolore e nei pensieri per non essere stato in grado di aiutarla!!
A marzo, quando abbiamo assistito da spettatori al disastro in Lombardia, abbiamo pensato "se fosse successo qui da noi sarebbe stata un'ecatombe!". Ci sono grandi responsabilità che, a tempo debito, andranno chiarite! Ora non c'è tempo per fare polemica, ma bisogna agire immediatamente altrimenti continueranno ad esserci tante altre morti ingiuste!
Se lo stato non acconsentirà al Lockdown della nostra provincia allora facciamolo noi, dimostrando senso civico e spirito di solidarietà. E vi supplico di non giudicare nessun operatore sanitario! Nessun giudice potrà esprimere sentenza peggiore di quello che stiamo vivendo tutti i giorni! Pagheremo un conto amaro con la nostra coscienza”.
 

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