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Hiv: Comune Bari sigla Convenzione Parigi, 'più prevenzione'

Con progetto 'Open Test Bari 2022'

(ANSA) - BARI, 28 NOV - Da oggi anche la città di Bari è tra le oltre 400 'fast-track cities', a livello mondiale, che hanno sottoscritto la Convenzione di Parigi del 2014 impegnandosi a porre fine all'Aids e ad altre malattie, come malaria e tubercolosi, entro il 2030. La sottoscrizione del presidente del consiglio comunale di Bari, Michelangelo Cavone, è avvenuta durante la presentazione di 'Open Test Bari 2022', il progetto concepito per favorire la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e la cultura della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.
    "Sempre più spesso - ha detto la presidente di Asc Puglia (Associazione sportiva confederale) Elena Cuccovillo - idee e competenze si trasformano in progetti concreti per il benessere della collettività grazie all'attività delle associazioni no profit. In questa occasione, per trasformare le idee in azione sono state necessarie sinergie tra università, ospedali, istituzioni e terzo settore che auspichiamo possano rinnovarsi per promuovere, attraverso altre campagne di sensibilizzazione, l'importanza della prevenzione e di corretti stili di vita per la tutela della salute". "È un grande piacere essere a Bari, grazie al Comune, ai suoi amministratori e all'assessore Romano che hanno reso possibile la firma della convenzione - ha dichiarato Tanja Dittfeld di Iapac - grazie anche all'Università da oggi Bari entra in una rete globale che va da Londra a Jakarta, impegnandosi ancora di più a prendere parte ad iniziative e farsi promotrice di processi di screening e informazione mettendo al centro delle azioni le comunità e i cittadini baresi". "L'infezione da Hiv - ha ricordato il direttore della clinica Malattie Infettive del Policlinico Annalisa Saracino - colpisce soprattutto i giovani che, ignari, si espongono a fattori di rischio, come un rapporto sessuale non protetto. Oggi, grazie a terapie efficaci che impediscono la trasmissione da persona a persona, possiamo assicurare ai pazienti un'ottima qualità di vita. Educare i giovani e prevenire la trasmissione delle malattie è per noi un duplice mandato, sia da medici che da docenti universitari". (ANSA).
   

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