DIRETTA MONDIALI

Risultato finale
Francia 4
2 Croazia

Rudic: 'talento e fisico ma segreto è testa'

In finale Mondiali, l'uomo piu' vincente del paese spiega perchè

Redazione ANSA ROMA

"Siamo una piccola nazione con un grande patrimonio di talento: non so spiegare come possa succedere, ma e' cosi'". Ratko Rudic, una vita da giramondo di successo nella pallanuoto, e' il tecnico più vincente di Croazia, il primo a condurre una nazionale biancorossa al titolo mondiale (Melbourne 2007). Finge incredulita', ostenta minimalismo, ma in realtà - al telefono con l'Ansa - il perchè di tante affermazioni negli sport di squadra per una nazione con quattro milioni di abitanti lo individua benissimo: "Abbiamo talento, abbiamo fisico, ma il vero segreto e' un altro: e' nella testa", dice anche a proposito della nazionale di calcio di Modric, Perisic e Mandzukic che per la prima volta approda alla finale del Mondiale.
   

"Finora, un titolo mondiale l'abbiamo vinto con la pallanuoto e la pallamano", dice il ct che oltre ad aver regalato due ori olimpici in piscina alla Jugoslavia, porto' anche il Settebello al titolo a Barcellona '92 per poi batterlo in finale, proprio alla guida della Croazia, a Londra 2012. "Se anche il calcio puo' vincere ora? Certo, assolutamente sì. Dall'inizio del torneo, hanno dimostrato una forza mentale che e' sempre stato il segreto dei nostri sport di squadra". Rudic segue il torneo di Russia 2018 da Zagabria, dove e' in vacanza in attesa di ricominciare la sua avventura alla ProRecco. Da casa stanotte ha seguito in tv semifinale e i festeggiamenti. "In strada sono scesi i giovani", dice con autoironia, a proposito di quei ragazzi che costituiscono un formidabile bacino di talento puro.
   

Lo hanno messo alla prova secoli di storia, mescolando etnie e odi ora fortunatamente sfumati. "Noi croati siamo solo quattro milioni, ma abbiamo grande tradizione e civiltà dello sport. Tra la nostra gente, ogni tipo di gioco - spiega usando proprio questo termine - se e' di squadra e' molto amato. Per i giovani giocare uno sport di squadra è molto naturale. E' da li' che imparano ad affrontare un avversario, a prepararsi tatticamente e mentalmente". Certo, ammette l'ex ct azzurro, sul piano fisico il croato "e' adatto allo sport": la formazione "passa per i club e non per la scuola, ed e' meglio del sistema americano perche' sin da bambini si seguono le orme di grandi atleti"; ma c'e' poi quel talento che non può essere spiegato: "E' un gene che ti trasmettono i genitori: noi possiamo solo imparare a riconoscerlo e a farlo crescere". E a fortificarlo, dice il tecnico che ai suoi campioni diceva 'se loro saranno duri, noi saremo durissimi'.
   

"Ecco, nel calcio finora era mancata questa forza mentale - ammette Rudic - E invece questa nazionale di calcio ha dimostrato che la sua arma è proprio la testa: è così che è arrivata in finale. Quando ci sono le grandi competizioni, non tutto dipende dalla tattica o dal fisico: conta soprattutto la tua attenzione, la 'durezza'. Dal primo all'ultimo minuto di questo mondiale, con qualsiasi risultato, quei ragazzi non hanno mai mollato. Hanno sempre creduto in se stessi. Magari non ne escono partite belle, ma arriva il risultato". E' per questo, oltre che per lo spirito di squadra o il nazionalismo retaggio evidente e forse inevitabile di una guerra non troppo lontana, che il pronostico di Rudic è netto. "Possono farcela anche contro la Francia, assolutamente sì - la conclusione di Rudic - Hanno giocato tre volte i supplementari e due volte hanno tirato i rigori, lo so. Ma un giorno di riposo in meno non conta nulla. In queste situazioni, credete a me, la formula per la vittoria e' nella testa". 
   

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