Furto provette Dna sardi, una assoluzione

Lanusei, il 25 febbraio giudice decide su processo a 10 imputati

E' stato assolto dall'accusa di falso e omessa denuncia perché il fatto non sussiste, Renato Macciotta, curatore fallimentare di SharDna, uno degli 11 imputati nel procedimento aperto a Lanusei per la sparizione di 27mila provette dai laboratori Genos di Perdasdefogu, trafugate nell'agosto 2016 e ritrovate qualche mese dopo nell'ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari. La sentenza è stata emessa oggi dal Gup Nicola Clivio: per Macciotta il difensore aveva chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Il pm Biagio Mazzeo aveva sollecitato una condanna a 9 mesi.

E' stata invece rinviata al 25 febbraio, a causa dello sciopero dei penalisti, l'udienza preliminare in cui il giudice dovrà esprimersi sulla richiesta di rinvio a giudizio per gli altri 10 imputati. Si tratta del professor Mario Pirastu, presidente di Genos, e della sua collaboratrice Simona Vaccargiu, accusati di furto aggravato in concorso per essersi impossessati delle provette; Mariano Carta, sindaco di Perdasdefogu; Franco Tegas, sindaco di Talana, e l'ex vice sindaco Ercole Perino; il presidente e i consiglieri di amministrazione di Genos Valter Vittorio Mura, Maurizio Caddeo, Piergiorgio Lorrai; gli amministratori di SharDna Maurizia Squinzi e Mauro Valsecchi e l'amministratore unico di Longevia Tiziano Lazzaretti. Per loro le contestazioni a vario titolo vanno dalla violazione della legge sulla privacy per l'illecita trattazione dei dati sensibili, furto, peculato e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Sulla posizione di Maurizio Fossarello, primario di Oculistica dell'ospedale San Giovanni di Dio, accusato di peculato, il gup aveva già emesso una sentenza di incompetenza territoriale rinviando gli atti a Cagliari.

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