Sicilia

Pirandello e Sciascia, un 'dialogo' immaginario ad Agrigento

Il 3 e 4 settembre un convegno sui due grandi autori siciliani

Redazione ANSA PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 26 AGO - Il secondo, Sciascia, non ci sarebbe stato senza il primo, Pirandello. Nasce da questa deduzione, che a sua volta si nutre della "assunzione di paternità" che il maestro di Racalmuto ebbe nei confronti del drammaturgo e premio Nobel di Girgenti, l'idea di costruire una sorta di corto circuito fra i due autori, pietre miliari del pensiero del Novecento. L'occasione sarà il convegno "Pirandello e Sciascia, figli della stessa terra", che si svolgerà ad Agrigento, a Villa Genuardi, il 3 e 4 settembre prossimi. Due giornate di incontri, studi e performance teatrali che, insieme a una mostra fotografica con gli scatti di Angelo Pitrone e una dozzina di immagini d'archivio della Soprintendenza vedranno un nutrito parterre di intellettuali, storici, letterati e artisti.
    Da un'idea di Michele Benfari, Soprintendente dei Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, la manifestazione, col contributo dell'Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, ha la direzione artistica di Salvatore Ferlita, critico e docente di Letteratura italiana contemporanea alla Kore di Enna.
    Ad introdurre le due giornate di studi, venerdì 13 settembre alle 18:30, sarà proprio Salvatore Ferlita con "Girgenti e Regalpetra, Spoon River mediterranee", un'analisi comparata di alcuni paesaggi letterari e reali dei due autori dove si documenta il legame, prima intellettuale e poi affettivo ed esistenziale, di Sciascia con Pirandello. "Un legame molto personale, quasi viscerale - spiega il critico letterario - che spinse Sciascia in ogni momento della carriera di scrittore a tornare allo scrittore agrigentino, tanto da rivolgersi a lui, a un certo punto, chiamandolo 'padre'".
    In programma anche la mostra fotografica "Pirandello e Sciascia, figli della stessa terra", una rilettura di luoghi iconici dei due autori attraverso l'obiettivo di Angelo Pitrone, e lo spettacolo di Gianfranco Jannuzzo "La provincia dei destini incrociati": una performance teatrale che sulla rotta di un rigoroso quanto evocativo percorso tematico - le lucciole, il potere, il Risorgimento tradito, la luna, la mafia, la follia, l'infanzia e la morte - vede il popolare attore agrigentino orchestrare un coro a due voci con brani dei due autori. Un dialogo immaginario e impossibile tra i due letterati siciliani già avviato da Sciascia nell'intervento commemorativo pronunciato a 50 anni dalla morte del Maestro di Girgenti, quando affermava:"Tutto quello che ho tentato di dire è stato sempre, per me, anche un discorso su Pirandello".
    " Un 'discorso' - dice il presidente della Regione Nello Musumeci - che oggi va avanti anche attraverso le Giornate di studio nei luoghi che segnarono profondamente entrambi, dove il pirandellismo e la sicilitudine sono tangibili, vivi, attuali come le tematiche affrontate nei capolavori dell'uno e dell'altro: la condizione umana e sociale, l'impegno civile, la giustizia, l'isolamento, la ricerca della verità".
    "Pirandello e Sciascia - sottolinea l'Assessore dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, Alberto Samonà - hanno espresso, attraverso la loro opera, tutta l'inquietudine dell'Uomo, ma anche la profonda bellezza di un popolo nella cui vene scorrono millenni di storia, la cui identità è frutto di stratificazioni, di visioni che hanno prodotto una capacità di vedere il mondo con vis critica e occhio disincantato. A loro, dai Beni Culturali, un omaggio alla memoria nella ricorrenza dei cento anni della nascita del Maestro di Regalpetra".
    "Era impossibile - commenta il soprintendente Michele Benfari - non evocare ed omaggiare nella loro Agrigento, il rapporto fra questi due grandi maestri del pensiero del Novecento, "figli della stessa terra" come dice il titolo del convegno e della mostra". (ANSA).
   

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