Sisma, cresce edilizia ma calano imprese

Cedam, 2.383 pratiche ricostruzione accolte su 7.307 presentate

(ANSA) - ANCONA, 13 GIU - Nel 2018 sono cresciuti nelle Marche occupati (+4,8%; +1.600), salari e ricavi (+3%) nelle aziende artigiane nell'edilizia ma è calato il numero di imprese anche nella zona del cratere sismico. E' il quadro che emerge dal 5/o rapporto Cedam (Cassa edile artigiana pmi Marche) illustrato ad Ancona da Giovanni Dini (Cna) e Fabiana Screpante (Confartigianato). Nelle zone sismiche la ripresa si è subito smorzata. Al 30 maggio sono 2.383 le pratiche di ricostruzione accolte dall'ufficio speciale ricostruzione a fronte di 7.307 presentate, per oltre un miliardo di contributi e un ammontare medio di 142mila euro. Dal rapporto "emergono parecchie luci e qualche ombra. - ha detto Antonio Mastrovincenzo, presidente del Consiglio regionale -. Per l'area del cratere ci si aspettava per l'edilizia una ripresa più costante. E' evidente che questo non sta avvenendo, così come, purtroppo, per il manifatturiero". Nel 'cratere', secondo Dini, pesa anche il mancato sblocco delle procedure che "rallentano la ricostruzione". Nonostante la crescita di 1.600 occupati nel 2018, ha ricordato Screpante, dal 2010 le costruzioni nelle Marche hanno perso 12.500 unità lavorative. In generale, comunque, anche dai dati dell'osservatorio congiunturale Cna e Confartigianato, c'è un segnale di trend positivo, in "controtendenza" con gli altri settori, dopo "dieci anni di crisi" ha rilevato il presidente Cedam Aramis Garbatini: "occorre puntare sul settore edile perché dietro c'è un indotto non indifferente". La ricostruzione è partita ma l'effetto sembra essersi fermato. Oltre al calo di imprese, osserva Dini, c'è anche un problema credito "ancora in diminuzione nel settore edile". Quanto all'aumento di occupati va considerato al 'netto' di due cicli recessivi: a fine 2018 erano 4.500 in meno rispetto a otto anni prima. "Su edilizia e manifatturiero - sottolinea Mastrovincenzo - occorre lavorare per aumentare gli investimenti per aiutare le imprese a rilanciarsi. Il pubblico? Sostenere le imprese che innovano in tutti i settori e aiutarle a creare reti collaborative per attingere ai fondi strutturali europei fondamentali". Intanto però gli appalti pubblici calano: dai 650 del 2017 ai 588 del 2018.
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