Bufera procure: Anm contro Greco, immeritate sue parole

Procuratore aveva distinto 'toghe del Nord' da 'retrovie romane'

"Le parole del Procuratore di Milano, per come riportate dagli organi di stampa, non rendono merito alla risposta immediata e sincera delle migliaia di magistrati italiani che, anche negli uffici più gravati del meridione, amministrano la giustizia in condizioni assai critiche. In momenti gravi come quello che stiamo vivendo bisogna fare ricorso ai valori che ci uniscono". Così l'Anm replica al Procuratore Francesco Greco che ha criticato il 'modus' operandi' delle "retrovie" della "burocrazia romana" dicendo, con riferimento all'inchiesta condotta dalla Procura di Perugia che ha sconvolto il Csm, che questo modo di procedere "non appartiene ai magistrati del Nord".

L'Associazione nazionale magistrati che ha appena avviato un nuovo corso con il presidente Luca Poniz, ha subito respinto la distinzione 'territoriale' tra magistrati 'buoni e 'magistrati 'cattivi' insita nelle parole di Greco. "L'onda di sdegno per i gravissimi fatti riportati in queste settimane dalla stampa - ha fatto notare l'Anm - ha travolto tutti gli uffici giudiziari italiani, dal nord al sud, provocando immediate reazioni tra i magistrati che, riuniti in assemblee spontanee e gremite, hanno dato voce alla loro incredulità ed al loro sconcerto". Insomma, il 'sindacato' delle toghe ricorda che è stata la magistratura tutta a insorgere con riunioni e mailing list di sdegno e protesta contro il tentativo di pilotare le nomine delle Procure, soprattutto quella della capitale, da parte dei consiglieri 'infedeli' del Csm che si riunivano nelle 'notti carbonare', in albergo, con i parlamentari dem Luca Lotti e Cosimo Ferri sotto la regia dell'ex presidente dell'Anm Luca Palamara.

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