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Pnlegge: Thuram, Ius soli importante per essere riconosciuti

Al festival, in anteprima, "Il pensiero bianco"

(ANSA) - PORDENONE, 17 SET - "Lo ius soli sarebbe un passo avanti molto importante: una delle cose più importanti per i ragazzi di origine straniera è essere visti, essere riconosciuti". Ne è certo Lilian Thuram, che ha presentato in anteprima a Pordenonelegge "Il pensiero bianco" (ADD edizioni).
    "Il discorso è tornato di moda grazie alle Olimpiadi perché, quando non sei bianco, vieni valorizzato solo nel momento in cui servi. Per essere accettato, in un mondo di razzismo e di sessismo, devi essere per forza bravo, devi dare costantemente il massimo. E appena sbagli una volta, è finita. Le donne lo capiscono più in fretta: si trovano a loro volta in una situazione di disuguaglianza. L'uomo bianco, invece, non è abituato a porsi determinate questioni perché essere un uomo bianco è visto come la normalità", ha detto l'ex della Juventus.
    "La chiave per lavorare davvero contro il razzismo è cambiare il proprio punto di vista - ha proseguito l'ex calciatore francese, campione del mondo e d'Europa -. Una metafora che mi piace usare è quella della Terra rotonda come un pallone da calcio: non ha un verso. All'inizio del libro ho voluto inserire un planisfero capovolto rispetto a come le persone sono abituate a vederlo: ed infatti, ogni volta che faccio un incontro nelle scuole, i bambini mi dicono 'Ma è storto!'. Eppure, chi lo ha stabilito? È tutta una questione di acquisire nuove prospettive".
    "Chi secoli fa ha creato una gerarchia con i bianchi al vertice, per motivi chiaramente economici, era solo una minoranza: ma se racconti una bugia per cento anni, essa diventa la verità. Chi controlla la comunicazione, anche e soprattutto al giorno d'oggi, controlla la mente delle persone" ha concluso.
    "E chi invece di schierarsi rimane neutrale - e questo purtroppo capita spesso anche nello sport, con i calciatori bianchi che non parlano per i loro compagni neri e non li difendono dalle tifoserie - sta dalla parte delle discriminazioni". (ANSA).
   

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