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'Eroi Bestiali' di Koveos, gli animali della guerra di Troia

Straordinari e generosi eppure vittime della crudeltà umana

(ANSA) - ROMA, 10 FEB - ANDREA KOVEOS, EROI BESTIALI, (Rossini Editore, pp.452, 21.99 euro). "Non recitavamo alcun altro spettacolo che la nostra esistenza". A parlare sono gli animali della guerra di Troia, eroi loro malgrado e senza voce che finalmente hanno la possibilità di raccontare il loro punto di vista, la loro sofferenza, il loro coraggio, la loro visione del mondo unamo e divino.
    Nella prefazione Mario Tozzi spiega che l'idea di superiorità dell'uomo sugli animali è "un problema tutto umano". E pagina dopo pagina questi eroi che fanno da sfondo assumono un ruolo di primo piano attraverso le parole che Koveos, scrittore dotato di un'empatia fuori dal comune, fa dire loro. Molti animali descritti da Omero furono infatti degli eroi, non solo per istinto ma per libera scelta. Creature straordinarie, compagni fedeli di imprese dimenticate. I più perirono sul campo di battaglia, uccisi dalla stupidità degli uomini, altri vissero all'ombra di gloriosi generali.
    "Tutti i protagonisti, animali compresi, che fecero parte alla spedizione contro la città di Troia - spiega Koveos all'ANSA - provenivano da diverse realtà geografiche ma sentivano di appartenere ad un'unica identità, quella greca, che amavano al di sopra del proprio luogo di nascita. Ecco perché in tema di cittadinanza occorre superare sia la politica di destra che di sinistra. Né ius sanguinis né ius soli, ma ius cordis: ha diritto di cittadinanza chi ama un Paese con tutto il cuore".
    Il libro è composto di trenta storie - ognuna delle quali illustrata dal giovane artista Federico Lucidi - di diversi protagonisti non sapiens: i cavalli immortali di Achille, Xanto e Balio; lo stallone di Ettore, Podargo; il centauro Chirone, la serpe funesta che morse Filottete. Chi non conosce il cane Argo di Ulisse ma forse pochi sanno come trascorse venti anni da solo a Itaca. Ancora, il cattivo Polifemo si commosse davanti al suo amato ariete. Animali che raccontano in prima persona, le debolezze degli uomini: le mucche del dio Sole, le pecore trucidate da Aiace, le mule di Nausicaa, le oche di Penelope, le Sirene, i porci della maga Circe, il ronzino di Tersite. Anche se di legno, fu un cavallo il protagonista assoluto del conflitto, inganno che per la prima volta nella storia prende la parola e racconta la sua versione dei fatti. C'è di più: Porcete e Caribea i due serpenti che uccisero i figli di Laocoonte, messi alla sbarra, dimostrarono che agirono per legittima difesa.
    "Non si tratta di un'opera di filologia - dice l'autore - ho voluto solo dare il giusto riconoscimento agli animali non umani presenti nei poemi omerici". E forse lì dove falliscono biologi e naturalisti, potrebbero riuscire gli umanisti a rendere edotti gli uomini che non esiste un pianeta composto solo da sapiens.
    (ANSA).
   

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